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Se domani muoio

Se stanotte morirò vorrà dire che non avevo voglia di vivere domani, che ero stanco di respirare o che mi andava di scherzare con i fottuti santi e con i tabù pesanti. Se domani sarò morto potrete suonare musica di merda per festeggiare, tanto ormai non posso più sentire; contritevi pure in moine – che tanto non devo più voltare lo sguardo – e pensate pure che ormai è troppo tardi per dire ciò che pensavate che tanto il tempo giusto non c’è mai stato. Se crepo senza avvertire non è per maleducazione ma è che andavo di fretta, non mi sembra il caso di farla tanto lunga o di creare  scompiglio e mi pare giusto che vi spartiate i miei pochi beni e gli scarsi debiti. Della destinazione delle mie spoglie non mi curo, fate ciò che ritenete, bruciate e spargete, infossate o distruggete e così fate con le foto, con gli oggetti, con i ricordi. Sulla anima mia morta vi giuro che sono soddisfatto di essermi risparmiato altra nausea per il futuro e son contento di essere dipartito prima di aver iniziato la dieta o aver smesso di fumare. Sul funerale, se fossi in voi e fossi vivo, soprassederei per evitare la brutta figura di averlo troppo poco affollato, solitario e desolato, sarebbe triste ma non della mestizia giusta che si confà alle cerimonie fatte per benino, ma questo è solo il mio giudizio e la cosa non mi riguarda, quindi fate come credete.

Se muoio domani non mi interessa di ciò che lascio, cosa me ne può importare dei sospesi ora che sono caduto o dei progetti futuri ora che sono passato. Rimango egocentrico anche da trapassato per questo non provo interesse per quello che gli altri penseranno o come si arrangeranno. Vi ho fregato tutti e ora ne so una più di voi e vi confermo che non c’è niente, come da vivi, solo senza nulla. Fate come vi pare ma evitate il prete e la retorica che non è proprio il caso di ulteriori pagliacciate. Avrò dei rimpianti per alcuni posti che volevo visitare e alcuni libri che volevo leggere ma, essendo salma, non penso me ne farò un grande cruccio, sarò presto un fuoco fatuo e cenere che feconda il suolo dello Stato, finalmente utile a qualcosa. Non fiori ma opere di silenzio, che vi conviene. Finalmente tutti zitti come avevo auspicato, in fondo la morte è solo la fine delle idiozie, delle ipocrisie e delle odiose cantilene di banalità per mascherare il fatto che nulla avevamo da dirci e lo dicevamo anche male. Un metodo perfetto per dimagrire, un modo radicale per chiudere con la noia delle giornate vuote e un sistema ottimale per sfuggire alla reciproca vacuità. Sulla mia tomba, nel caso decidiate di costruirla, fatevi una grossa risata per tutta questa ridicola vis polemica finalmente attutita e se invece proprio avete voglia di piangere, compratevi un quotidiano.

Se stanotte sarò crepato nulla più mi impedisce di confessare che credevo nella lotta ma non ho mai lottato, che parlavo di libertà ma ho vissuto schiavo, che avrei voluto essere vivo ma mi sono sprecato. Se muoio domani sappiate che qualcuno ho amato ma i più li ho odiati, che, sì, avevate ragione, ero un mostro ma voi non siete mai stati meglio, che io chiudo in ragione e voi andate avanti nel torto. Tutto considerato mi pare, perciò, corretto autorizzarvi a dileggiare il mio cadavere, a inferire sugli arti atrofizzati e sul rigor mortis dell’adipe. Potete infangare la mia memoria che tanto mi ha sempre tormentato, cancellare ciò che ho scritto e additarmi come cattivo esempio. Vi esimo dal rispetto dovuto ai defunti, gli insulti sono graditi anche se non potrò più sentirli. Esentati tutti dal sprecar parole o inventare consolazioni, sono schiattato sereno come mai sono stato, non ho spento l’ultima sigaretta e nessun saluto ho sprecato. Ora che son morto mi sento umile e vitale e quindi mi sento pronto per chiedere scusa per l’ossigeno che ho consumato, per le feci che ho prodotto e per il poco apporto al consumo nazionale. Se volete saperla tutta ho, proprio come lo Stato, mentito, tradito e rubato ma neanche da estinto sento il bisogno di rivelare un qualunque tipo di segreto che mi possa alleviare perchè ora che son morto è non mi riesce proprio più a importare.

L’epitaffio sarà e breve ed incisivo: oggi sono morto ma ieri ero vivo trova la piccola differenza e vfc.

Indice di leggibilità: 52

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  1. marie
    21 febbraio 2012 alle 20:26

    le tue parole sono così incisive che, lasciamelo dire adesso che sei vivo, resto sempre piena di meraviglia per tanto realismo, così perfetto, così ben detto.
    mi piace infinitamente come scrivi, oggi ancor di più
    se domani morrai, lo farai sapendo che c’era un’anima dannata in più che ti apprezzava.
    da vivo, intendo, e non “dopo” perchè dei morti non si deve parlar male.
    l’utilità di questa notizia capisco, lascia il tempo che trova, ma se può strapparti mezzo sorriso prima dell’apatia totale, a me basterà.

    complimenti
    Marie

    • 22 febbraio 2012 alle 18:51

      Anche di più di mezzo sorriso. Il tuo vivo apprezzamento è molto apprezzato e metta a dura prova la mia finta modestia. Vivamente grazie.

  2. 21 febbraio 2012 alle 23:54

    Ispiratissimo.

    • 22 febbraio 2012 alle 18:53

      A volte capita, devono essere strane influenze da oltre con-fine.

  3. 23 febbraio 2012 alle 10:23

    Riflettevo su una cosa, forse rimarcabile.
    Ti sei guadagnato tutte le tue Parole, ben ponderate.
    Il tuo può esser definito un vfc coscienzioso.

    • 23 febbraio 2012 alle 19:03

      Molto coscienzioso, vero, e assolutamente liberatorio anche se inflazionato. Guadagnarsi le parole è mestiere difficile assai e faticoso come ben sanno tutte le menti perse del (nel) mondo.

  4. atsinistra
    24 febbraio 2012 alle 21:37

    penso che il vfc da morto però abbia qualcosa in più…oltre alla coscienziosità 🙂

    • 25 febbraio 2012 alle 19:42

      Possiede l’invicibilità della mancanza di possibilità di replica. Sleale, ma da un’anima morta che aspettarsi?

  5. daphne123
    25 febbraio 2012 alle 01:01

    Mi piace mandarti colà ,,, adesso che sei ancora vivo, da morto penso che non saranno necessari nè parole nè scritti, il nulla non si commenta!

    • 25 febbraio 2012 alle 19:41

      Dunque giusto portarsi avanti finchè ha ancora senso.

  6. 3 marzo 2012 alle 20:15

    ricordati la questione degli organi, rischi di rimanere comunque…

    • 4 marzo 2012 alle 09:23

      Le singole parti non danno mai preoccupazione, loro possono stanziare…

  7. 4 marzo 2012 alle 18:51

    come la raccolta differenziata allora… un buon riciclo.

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