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Posts Tagged ‘lamenti digitali’

Tutte le direzioni sono prive

18 settembre 2012 4 commenti

Vieni qui a condividere la violenza della mestizia. Anche se neanche questo posto ti appartiene, anche se il continuo sgretolarsi del senso ti frana addosso tra le parole e il vuoto grande che le circonda. Ripetutamente, stancamente, debolmente. Con una periodicità agonizzante, con un lumicino che fa pena. Costa poco, vale poco, perciò non riesce a essere completamente liquidato nei saldi dell’inutilità e nella ciclica svendita da sovrapproduzione, gingilli fuori stagione che immalinconiscono in magazzini bui. Sei bravo e sempre più lo diventerai, abbiamo un talento, vedrai, vedrai.

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Giaculatoria per esorcizzare l’estimità

15 luglio 2012 8 commenti

Questa parole sono gratis eppure, stranamente, hanno un valore. Un pregio che non ha bisogno di riconoscimento, che se ne rimane lì indifferente all’abbandono. Ma proprio per questo non ci si può far affidamento, non vi si può credere, fonte non verificata, lato distorto della verità, e nella instabilità e nella menzogna insita nel monologo si cela la loro autodistruzione. Buone per costruire un ulteriore commiato e sempre interpretabili come l’addio definitivo. A qualcuno pare male e a qualcuno addolora ma serve che vi sia chi investe il suo tempo Leggi tutto…

Questo titolo è stato ripetutamente modificato con lo scopo di mentire senza inganno

From Gapacho's March of Ghosts gallery

Accorrete, venite. Il gioco della vita non si ferma mai, nessuno ha mai fissato le regole ma a tutti sembra di conoscerle, più o meno, e pensano di poterle violarle e poter vincere. Barare non è difficile basta poco impegno e un filo di predisposizione. Ci sono persone che si ritengono persone molto umane, più umane della comune umanità, in poche parole si sentono meglio di qualcuno che, evidentemente, è meno umano, sono meglio perchè sono sensibili, perchè sentono ed esternano, perchè sanno, comprendono, perdonano. Si commuovono e non si vergognano di piangere, di provare universale pietà, sempre e comunque. Superiori alle altrui negatività, serbano nella loro profonda interiorità lo scrigno segreto della comprensione delle cosa umane e, da così in alto, possono tollerare gli altrui errori, le tristi debolezze, le mancanze di fede nella gioia della vita. Retti nel verbo, saldi nella conoscenza, camminano spediti, fieri di conoscere il senso delle cose. In quanto vittime sono sicuri che non saranno mai carnefici.

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