Replica 597, replica 597, replica 597

9 settembre 2012 Lascia un commento

Di nuovo un incipit di un post.  Di nuovo un post su un blog. Di nuovo un pensiero pubblico con diffusione privata. Quello che dici e quello che dovresti dire. Partecipare e condividere. Dire buongiorno tutti i giorni della tua esistenza, che ha un limite, che ha una fine scritta, che non è buona. L’angoscia esistenziale dei quadri storti che non riesci a non notare, che popolano la tua d-esistenza di notti agitate, di incubi di mancanza e inadeguatezza. Attività onirica sul cadere o sul rimanere appesi, notti spese con i denti rotti o perdendosi in notturne città sconosciute. Questo infinito ripetersi di un copione che nessuno finanzierebbe, questa noia che quando non impera, incombe, che quando non uccide, ferisce.

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Ve lo prometto

8 settembre 2012 Lascia un commento

Vi prometto un mondo migliore dove il prossimo grattacielo sarà 10 metri più alto di quello più grande finora costruito e dove è di prossima costruzione il centro commerciale più grande d’Europa, fino al prossimo. Coming soon una ricarica del cellulare che durerà seicento anni e la socialità digitale in totale mobilità anche nell’alto dei cieli, per fare compagnia a quel tale per il quale impossibiile is nothing anche se nulla fa. In più, gratis per i nuovi clienti, copertura del gestore anche nelle più remote isole tropicali. Molteplici canali di comunicazione per dire sì a ogni padrone, per dare ragione al censore, per cantare la gloria dell’oppressore. Leggi tutto…

Allocuzione per estranei

3 settembre 2012 Lascia un commento

Bilateral gynandromorphism

Fine di una stagione, ci sediamo di fronte allo specchio e finalmente ritorniamo ad essere estranei. Da domani smetteremo di riconoscerci, salutarci e apprezzarci. Il nostro mondo è terminato, una nota posticcia, posta di sbieco sul bordo, ci ricorda l’ultima scadenza: odiarsi. Gli anni smetteranno di essere contenitori di ricordi e torneranno ad essere fredde sequenze di quattro cifre, iniziando a contare da una ridicola menzogna. Prima che sia troppo tardi vogliamo svenderci. Come tutti. Chiamala pure paranoia, tovarisch, chiamala nostalgia o anomia dei sentimenti. Va bene uguale, i limiti del linguaggio giocano a nostro favore, stavolta.

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