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Lata ma invisibile la scomparsa nelle fauci dell’antimondo

Nell’antimondo vi è tutto tranne un senso. Se qualcuno conosce la verità si accomodi e la diffonda, come virus o come untore. Ma siete renitenti e altezzosi, misteriosi e confusi, forse solo per i classici futili motivi o forse solo perchè vani. Per adesso, quindi, ci accontenteremo delle menzogne, siamo abituati, e della loro distruzione che non porta a nulla. Eccoci, abbiamo smontato il meccanismo, abbiamo disarticolato le regole, svuotato di significato i portati di antiche gestualità e di arcani riti. Ordunque, rimane solo la logica dell’impossibile. Non si può, anche se si deve e comincia la competizione a dimostrarsi di essere in grado di non aver bisogno di nessuno. Esserne capaci, essere disumani.

La scomparsa secondo Progv******n, ultimo viene il cielo, prima viene la terra. Questo contratto di disillusione lo firmeremo con una ics per il semplice motivo che non sappiamo chi siamo, ora che tempi miseri ci hanno scippato un’identità a caso tra le molteplici che potremmo avere avuto in altri tempi e in altri luoghi, anch’essi, con tutta probabilità, assurdi e da impazzirvi, ma non avremo mai controprova per il semplice motivo che questo è un contromondo che pare essere schierato contro di noi. Tutto scorre e tutto è bello nella controvita, il sole splende e le persone sono felici di essere infelici. Ci si inganna con facilità e senza rimorso, la verità è che non puoi dire al verità, quella storia ammuffita della dignità e del riserbo che rende inutile l’ubiqua e insostenibile domanda come va?, perchè non va e non può andare per il semplice motivo che non c’è luogo – in questo mondo – dove finire. Bisogna allora consumarsi nell’antimondo anche se lì è insopportabile anche solo esistere.

Non si comprende l’umanità, tutte queste storie complesse quando, alla fine, la vita è solo ossidazione, se cercate qualcosa di più, rivolgetevi altrove che vi farà bene all’umore e forse anche alla salvezza eterna. Qui non si abdica dagli angusti limiti dell’io e dalla prigione del corpo. I relitti vengono lasciati dove si sono inabissati. Si chiudono le porte, si rovina tutto, si insulta senza via di ritorno ché tanto non c’è mai stata andata. Questa solitudine planetaria è una libertà divina ma anche un immensa deriva, una scomparsa globale talmente enorme da non saper da che parte iniziare a piangerla. Ma non è il caso, gli occhi sono asciutti su questa calma piatta, la mano non trema di fronte all’antimondo letale. Abbiamo fatto le nostre scelte e definito i pochi ruoli interpretabili, piccoli movimenti, madrigali lenti di minimalismi nichilisti che definiscono i nostri aborti di sogni. Lo scopo di oggi è solo quello di giungere al sonno, domani si vedrà. L’antimondo è accogliente e ampio, madre delle scomparse e dolci sogni sul crinale, adesso si avvista un posto per nascondersi, quel luogo e nessun altro. Non serve altro perchè il silenzio non vuol dire nulla, se non il fatto di non esistere.

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