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Il bambino perduto

Rapida scende la notte* nella foresta, il buio galoppa violento per nascondere i punti di riferimento. Persino gli adulti si riscoprono bambini quando l’oscurità cala pesante e spoglia dell’orientamento, delle nozioni e delle certezze. Basta un fruscio tra gli alberi e il cuore di clessidra si spezza, poi non ne rimane che sabbia perduta su sentieri invisibili. Gambe deboli e occhi languidi, pupille vitree di terrore, incapaci di lacrime. Voglio solo la mia casa, anche se sono stato cattivo. Anche se sono stato crudele. Voglio, voglio, voglio. Anche se ho disobbedito. Voglio che tutto questo non sia mai successo, voglio non essere mai entrato nel bosco, voglio che non sia notte. Vorrei, vorrei, vorrei.

Una sonata patetica per animi inclini al sentimentalismo, basta un bambino per scatenare la commozione e basta un fanciullino per implodere nella nostalgia. Forse tutto questo è troppo, la misura è colma e il bambino punta i piedi, non vuole più giocare pretende la mamma e il suo letto. È stanco e il mondo gli deve qualcosa, un debito antico che mai si estinguerà. Il bambino è scappato via, il bambino è perduto ma qualcuno verrà a salvarlo, qualcuno l’aiuterà come è sempre stato e come è giusto che sia verso gli innocenti. Ai miei errori qualcun altro porrà rimedio e qualcuno verrà a cercarmi nel bosco anche se è oscuro e fa paura, la notte è buia buia, kava kava, ma qualcuno mi salverà perchè io prometto che non lo farò più e prometto anche di smettere di non mantenere le promesse.

La distanza tra la perdita e una perdizione senza peccato a un bambino la perdoneremo, con un uomo in crescita si è indulgenti perchè sappiamo che imparerà dai suoi errori, diventerà adulto nelle responsabilità e nelle scelte, diventerà uomo coltivando i principi e il sacrificio. Il bambino si farà, saprà piegarsi quando servirà, anche se adesso frigna e sembra un indifeso animaletto sperduto più che un cucciolo di super-predatore. Il bimbo imparerà, ha preso un bello spavento ma ha capito. Sono solo richieste d’amore, pretese d’attenzione lanciate al mondo che scopre indifferente, fase di passaggio dall’egocentrismo verso forme di socialità. Il bambino crescerà e troverà la sua strada, cadrà e si rialzerà, comprenderà i suoi sbagli e li correggerà. Ritrovato, certo, ma nessuna salvezza.

Ispirazione 8 di 9

Indice di leggibilità: 56

Video: Anathema – The Lost Child

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  1. vania
    6 aprile 2012 alle 10:55

    ..un saluto….ciao Marco.
    Vania 🙂

  1. 8 aprile 2012 alle 19:02

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