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Carne per cuori sradicati

Cuore di tenebra ha una pistola spuntata, pallottole di carta con cui rispetta più il silenzio che le parole, un cannone per mosche con cui combatte quello che non c’è. La solitudine si fa carne senza nulla da opporre alla pretesa di comprensione, senza neanche cercare più di scacciare il serpente del male che cerca di mordersi la coda in un movimento perpetuo che non ha conclusione fino a che non giunge alla fine. Quanta luce in quella fine, quanta amorevole anaffettività, quanto salvifica post-umanità.

Cuore cavo ha un opprimente bisogno di scappare che riempie a scalare con appunti ossessivi su traiettorie geografiche irrealizzabili. L’infettività della banalità di certe soluzioni richiederebbe la solita tirata moralistica o il consueto pistolotto ipocrita o, almeno, un minimo di introspezione autocritica; invece no. L’orrore del reale ha un lato confinante con l’angolo cieco della nostra anima, là dove si vive una commozione reale per l’ampiezza della latitudine dell’inettitudine.

Cuore di vetro è consapevole delle fughe e delle cortine fumogene dei sentimenti confusi, delle parole vuote e dei giorni pieni di inezie. La pochezza intrinseca non sa trovare soluzioni diverse ai noti problemi, nessun argine alla barbarie del desiderare, nessuna medicina al dolente sentire dei giorni. Ogni violento spasmo per cercare di liberarsi dal desassossego ci ricade addosso in termini depressivi con il peso stordente della speranza che non riesce a morire e del volere che non vuole rassegnarsi.

Non lo sai quale sarà l’ultima volta che giacerai chiarendoti, per l’ultima volta, quello che non sei. Cosa buffa, cuore bugiardo, adesso che non abbiamo più tempo ci affrettiamo a rallentare. Per sradicare tutto dal cuore e il cuore dal nulla che ci circonda.

Indice di leggibilità: 49

 

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  1. 21 gennaio 2012 alle 22:43

    Piacere, Quore in cartongesso screpolato.

    • 21 gennaio 2012 alle 22:52

      “Uno dei materiali più usati nell’edilizia leggera data la sua velocità di applicazione e le sue particolari doti termoacustiche”, non il materiale peggiore, in fondo.

  2. 22 gennaio 2012 alle 13:14

    ..leggersi nelle tue parole come guardarsi dall’alto su un tavolo autoptico ad esame avanzato.
    anche il necroscopo proverebbe ribrezzo alla vista del mio cuore.
    e non riuscirebbe a pesarlo…

  3. emi
    26 gennaio 2012 alle 23:32

    per quanto un pò malinconiche sono parole molto belle, scrivi bene: leggerti è un piacere, hai uno stile davvero musicale. un saluto

    • 27 gennaio 2012 alle 07:48

      Io, invece di “per quanto”, direi “proprio perchè”. Comunque, grazie.

  1. 30 gennaio 2012 alle 18:58

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