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Contraccambio con ali fragili e un destino di atterrimento

L’errore mi è proprio e lì si nasconde la differenza tra sbagliare ed essere sbagliato. Forse già questo è un un buon motivo per odiarmi – se ne trova sempre uno alla bisogna – soprattutto quando il santino comincia a scolorirsi. Visto che google invece non sbaglia mai, penso di essere l’unico con questi pensieri e questa si può chiamare solitudine anche quando qualcuno ruba i tuoi pensieri, toglie te e raccoglie applausi festanti.

Sono confuso, non ho niente da dire eppure sono pieno di parole, troppe, colme di senso, è vero, ma che non mi appartiene. Questi significati che mi vengono a trovare – fingendo di appartenermi – solo per ampliare il vuoto. Le più splendide parole sputate rabbiosamente alla rinfusa non formeranno mai un romanzo che possa meritare di essere scritto – che letto non conta. L’unica cosa vera sono le fantasie e se gli ossimori si affollano non è certo per gioco retorico. Voglio sentire mentre le persone stanno mute, mentre si scansano impaurite, mentre girano l’angolo in fretta. Mentre non capiscono, abbozzano, sorridono con condiscendenza. Non voglio sentirmi così ma non ho alternative perché appartengo al mio passato e da lì forze oscure mi insegnano strategie di asocialità. Se guardo in giro, vedo altri schiavi uguali, solo che nascondono o ignorano la negatività che da qualche parte deve essere esplicitata.

Vorrei restare ma devo andare, ora scrivo ma vorrei farne a meno. È un altalena che non puoi controllare; è il bisogno e lo schifo. È la nausea e la dipendenza, l’inutile e il necessario. Strilli isterici di farfalle votate alla morte, grida folli prima di schiantarsi terrorizzate contro il vetro, con ali fragili che un dIO ingannato ha generato lievi proprio per frantumarsi. Solo questo è amore, un vento divino che unisce devozione a distruzione. Questo è il vero amore e, mentre lo affermi, stai incubando odio, perché si trova sempre un ottimo motivo per farsi del male e fare del male nonostante le costruzioni mentali di coerenza, le euristiche di pensiero e i più alti principi che tutti apprezziamo. Le regole sociali innate e i meccanismi psicologici profondi. Certo, così è più chiaro. Questo è il principio del contraccambio, principessa, e anche i villici lo conoscono, se dai, avrai, do ut des. Se tu mi ami io ti amo, se tu mi leggi, io ti leggo, se mi conforti ti compro. Qualcosa in cambio di qualcosa, cosa CONTRO caso, in cambio dono qualcosa vs. Se tu x io x. La prostituzione dello scambio sentimentale e intellettuale. Macchine mercantili con nozioni di humanitas. Ma alla fine non conta nulla, chi vuole lo chiami nichilismo, chi non vuole può chiamarlo desassossEGO.

Questo filo rosso di rancore verso la realtà è paranoico e patologico, non ha motivo di essere eppure è. Come un vecchio che continua a salmodiare anche dopo che il tempio è stato raso al suolo e le preghiere si mischiano alla lacrime per l’idolo perduto e il vento si riempie di bestemmie contro i miscredenti in una piazza vuota di architettura ma densa di occhi affollati. Ma ai poveri atei non è data fede che non sia erosione interna, fiammiferi nelle tenebre. Si vaga nelle periferie sociali dove il dolore è un compagno fedele e la rabbia una dolce amante. Se mi menti io ti mentirò, se mi tradisci ti tradirò, nessun sentimento che non abbia un prezzo. Al saluto rispondo con il saluto, all’insulto con l’offesa, allo sputo con il pugno, al complimento con il deliquio. Il valore, signori, il valore, che date, che coltivate, che ricevete. Il valore delle persone, dei sentimenti, delle cose, dei gesti, delle parole. Il valore che soppesate e che i vostri neuroni elaborano, le vostre ghiandole secernono e, solo alla fine, il vostro corpo esegue. So che fa male, qui ci riuniamo nel corpo mistico del disprezzo per le miserie umane ma, in fine, tutto il disprezzo è solo per me, almeno per un minimo di serietà di imputazione delle colpe collettive.

Tutte le volte che discuto con il silenzio raggiungo conclusioni differenti ed è bello godersi trionfi retorici contro avversari evanescenti. Questa è la conclusione dopo che le parole piene ti hanno brutalmente raggirato e infidamente sconfitto e, quando hai perso, non importa più nulla circa al quantum strenuamente hai combattuto. Ci sono giorni che è terribilmente pesante e questo atterrisce e rende desolati. Vorrei che voi non leggeste quanto è stupido tutto questo e quanto è malato il resto che ho scartato con un battito di ali.

Indice di leggibilità: 56

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  1. 6 ottobre 2011 alle 09:53

    “…ha delle parole ingarbugliate,che per la loro complessità,non riesco a capire…c’è qualcuno che mi può riassumere questo concetto?”
    Da un commento privato.

    Anche questo è dissenso.

  2. 6 ottobre 2011 alle 17:25

    In cambio della comprensione dare in pasto la propria limpidezza.
    In cambio della partecipazione chiedere un riassunto per capire ciò che tutti sembrano capire.
    Commovente, e non scherzo.
    Che poi quel Tizio che ha le parole vorrebbe essere un Caio che è la parole è un altro discorso. Da blog privato.

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