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Resa incondizionata alla deprivazione da coerenza esistenziale

Ora che sai che le parole hanno fallito e le persone hanno vinto è tutto più semplice. Nessun senso di colpa, nessun quadretto lacrimevole, inutile farci storie romanzate, ciò che ci siamo detti era terribilmente passeggero, totalmente contingente. Anche se noi siamo poeti immortali, anche se ci possiamo annoverarci tra gli eroi sempiterni, pure se siamo filosofi della purezza. Tutto ciò che enunci con convinzione ferrea prima o poi lo rinnegherai. Magari non ti ricorderai più perchè hai giurato odio multi-generazionale. Forse non saprai più come ti è saltato in mente di affermare certe cose, di scriverle, di giurarle. Stupefatto un giorno ti sovverrà il ricordo di una frase teneramente ispirata che ora sembrerà solo buffa o distorta. O solo falsa. Tutto questo accade ai perdenti caduchi che non sono stati aggiornati alla versione tempo reale della mutevolezza dell’umanità.

Ridicolo e penoso arrampicarsi sulle certezze, inutile visto che un giorno verranno a chiederti conto della asocialità e delle posizioni di principio e tu non avrai nulla da opporre alle risate sarcastiche, nessun breviario che non sarà liso e illeggibile, nessuna ferrea fede che riuscirà a opporsi alle evidenze. Ti morderai il labbro e nasconderai i il viso tra le mani cercando di celare il fatto che le risposte che volevi sono arrivate ma non servono a nulla. Tutto ciò che sai l’hai letto in qualche libro scritto da qualcuno che tutto ciò che sa l’ha letto in un altro libro e così via fino a giungere una marea di piccoli inganni tra essere umani con comunanze di idee, sensazioni e modi di percepire una realtà quasi sicuramente falsa e stereotipata.

C’è un colore nelle notti insonni che non si riesce distinguere, con la stanchezza che fa a botte con il sonno, con gli occhi che si chiudono a vuoto e i muri inchiodati di esasperazione fisica. Questo vuoto infettivo è in agguato con la sveglia, acquattato fino a che non si decide di alzarsi per cadere senza entusiasmo sul mondo. Ogni giorno rinascere è luttuoso, le ripetizioni aritmiche coltivate nella routine fanno crescere la tensione. La tensione cresce, va tutto bene, non succede nulla. Oggi come ieri il tempo chiede prestiti che promette di pagare domani. Ma domani è come oggi, domani è un’altra dilazione per ingenui. Abbiamo ripudiato le abiure, disprezzando visceralmente i tradimenti, condannando in plenum le divergenze. Con furia avviamo azzittito le dissonanze silenziose, abbracciato l’eresia con tale voluttuosa determinazione da farla diventare ortodossia. Ora rimane solo lo spazio per richiudersi, fuggire da un paradiso per atei mentre impazza la distrofia a sud delle emozioni e a nord delle ragioni, va tutto bene, non succede nulla.

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