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Escrementi di gloria nazionale

Italia! Amo il mio paese, amo la sua bandiera, amo la sua gente. Italia di merda, italiani assassini. I mafiosi in parlamento che parlano di giustizialismo. 60 anni e tre generazioni di coglioni incapaci di eleggere una classe politica onesta. I ladri rappresentano degnamente questa schiera ignobile di evasori che blaterano del magna magna e del bunga bunga (basta!) in realtà grugniscono di sé, della filippina in nero, dei cambi di residenza per abbassare l’ISEE, dei lavori fuori orario, del facciamo senza fattura. Datori di lavoro che schiumano cattiveria cercando ogni metodo di sfruttamento legalizzato dal legislatore liberista ma dotato di monopolio di famiglia. Padri in malafede e madre ruffiane che mandano le figlie ai provini per fare le attricette, contenti di vederle sverginate negli scannatoi delle iniziative sfidanti dei produttori di new e old media fucking enterprising in your ass engineering, ma anche la prostituzione minorile che all’italiano in vacanza in Thailandia non indegna più di tanto.

Con le foto del cazzo messe su facebook, le spiagge à la page e le feste di compleanno con cento invitati, le impuberi a farsi foto seminude chiuse nel bagno, mentre si sbraita di giustizia postando i video grilliani e travagliani. Italiani che poi escono e parcheggiano sul posto disabili, falsificano la rca, costruiscono abusivamente il terzo bagno. Poi al bar con la gazzetta dello sport a dire che i politici rubano e che non hanno rispetto e anima, che non si arriva a fine mese con il grattaevinci (delle loro stesse corna) nella sinistra e il caffè e il cornetto nella mano destra. Quella con cui si fanno le seghe vedendo youporn, scaricando software piratato per poi parlare di fuga dei cervelli, scaricando illegalmente musica obbrobriosa, lasciando vuote le piazze della musica dal vivo. Cantando che bella la musica italyana e che profondi i testi di Vasco, discutendo sul nullo talento dei mediocri mentre si ascoltano radio commerciali da nuclearizzare con enfasi nordcoreana.

Comprando SUV per sentirsi ecologici, protestando veementemente on line ed essendo supini fiancheggiatori dei vili nella vita reale. Rinunciare a qualunque diritto pur di lavorare essendo così i peggiori imbecilli, artefici del proprio sfruttamento. Chiedendo raccomandazioni e dando l’otto per mille ai vampiri della chiesa. Italiani popolo di santi di guano con il loro cattolicesimo di facciata con le chiese inutili e vuote ma con tutti i tromboni rappresentanti del mondo cattolico che dettano regole etiche medievali e, svestite le grottesche fogge dei moralizzatori, vanno a ingozzarsi di coca e trans. Con il vaticANO che deruba il paese di miliardi nella complicità politica e di tutti gli stronzi baciapile che credono alle enormi amenità della resurrezione e della nascita verginea, fanculo a voi e al vostro ecumenismo evangelico. Il mondo muore e allora fate come il vostro Cristo, sbrigatevi a crepare anche voi, porgete la vostra guancia grassoccia e beccatevi un po’ di verità.

Ai fascisti immondi e ai liberisti criminali che operano in monopolio e razziano i beni comuni con gli oligopoli, che si pappano l’acqua e ogni altra risorsa comune in attesa di trovare un altro pulpito non comunista da cui ragliare lezioni di economia e tessere le lodi del WTO. Puritani orgiastici tutti gli italiani che passano le serate sulle tangenziali a caricare prostituite minorenni, bianche, nere, rumene e poi si sentono invasi dai cinesi e minacciati degli islamici. E prima gli italiani – ma in cosa? – nel furto e nello stupro, nel comprare viagra on line, nel farsi le lampade cercando di sfuggire al tempo e nel sognare lo sbiancamento anale delle loro facce inguardabili e le tette rifatte delle vecchie carampane che leggono donna moderna. Marchettari dell’anima, vi venga l’aids , la sifilide, lo scolo fulminante, la TBC e il il colera e che poi lo passiate alle vostri mogli ipocrite, ai vostri suoceri cantori della vostra rivoltante filosofia che la carne è debole e che i panni sporchi (ssshhh!) si lavano in fammigghia (e al massimo sulle riviste di gossip) e degli altri obbrobri da ultra ipocrisia italiana. Che i maiali vengano a pisciare sulle vostre tombe con i puttini vomitanti alabastro nero e che le iene sbranino i vostri sfatti e cellulitici resti mortali.

Italia puttana al guinzaglio dei più forti, ladruncoli che votano rapinatori, grassatori che eleggono saccheggiatori professionisti e poi si indignano. Sempre e solo a parole perché la rivoluzione non conviene a nessuno visto che tutti i fieri coglioni dotati di nazionalità ci inzuppano il biscotto ma, virilmente, di nascosto. Visto che tutti hanno illegalità grandi e piccole da nascondere. L’Italia delle merde forzeitaliote, dei movimenti per la una vita nazistoide che deve decidere sulle vita non propria ma degli altri, dei neofascisti sempre meno neo e sempre più foraggiati dagli apparati della repressione di Stato, delle mistificazioni di casa pound. L’Italia che abolisce il 25 aprile e festeggia tutte le assurdità religiose del concordato (tra teste di cazzo). L’Italia che evade il canone ma la Rai fa schifo, l’Italia che gli altri sono raccomandati, che una mano lava l’altra. Lo stivale che applaude ai funerali degli attoruncoli quasi famosi, che si commuove per le fiction false sui santi finti, che ride in prima fila alle finali di Miss Culetto d’oro, che fa polemica sui risultati delle farse sanremesi, che si scandalizza per gli stipendi dei calciatori e poi si abbona a sky calcio ma solo perché non riesce più a piratarla.

Il Belpaese che ha paura degli immigrati, che non sa dove metterli ma non si schifa se pagheranno le pensioni ai nostri culi flaccidi, l’Italia che non piange troppo quando affondano i barconi, che non è interessata ai lager dei CIE ma grida al regime ogni qualvolta gli levano qualche foto dal social idiots network. Masse di precari che si accucciano e di disoccupati che si rassegnano, di donne discriminate, di giovani e immigrati malamente sfruttati da caporali, malavita e capitale, se trovate le differenze. E i predicatori concianti e tutti i blogger predicanti, come me, i frustrati che pretendono la democrazia globale ma senza rinunciare a nessuno dei privilegi occidentali, sia chiaro. I detriti di questa nazione, questa Italia criminale e omertosa che non esercita il potere democratico di controllo dei governanti e delle leggi pretendendo che qualcun altro – non si sa chi – lo faccia, che le discariche sì, ma nimby, che la raccolta differenziata sì, ma gli altri, che il treno sì, ma gli sfigati, che le merci su rotaia sì, ma ad alta velocità. Una nazione in cui il potere si fonda sulla prescrizione dei reati e sulla grassa ignoranza delle persone che non meritano il diritto di votare che purtroppo hanno. Uno Stato che manganella, incarcera, uccide per difendere la TAV o il G8 e per ogni altro olocausto foriero di mazzette e affari per cosche, lobby, massonerie, cricche e caste varie.

Un infinito gregge analfabeta che si bea per ore di televisione sporca e pericolosa nel suo delirio da dittatura della mediocrità, melma catodica rigurgitante cattivo gusto e retorica, sensazionalismo e warfare information dei potentati capitalisti che ne tirano le danarose redini. L’Italia che vota compatta per autocrati, integralisti cattolici, iperliberisti. Terra italica ignorante e cafona che distrugge teatri e luoghi di cultura sorridendo con l’aperitivo in mano, affogando di provincialismo con un iphone e un ipad sovraprezzato, aggeggi inutili per arroganti che non li sanno utilizzare, esattamente come i libri di cui hanno sacro terrore, italiani zombie trendy, che non fanno figli ma che blaterano di radici cattoliche, italiani teste di cazzo cosa diavolo aspettate ad estinguere questa maleodorante razza serva e puttana? Dovete morire ed essere inglobati da arabi e cinesi. Affossati da speculatori che poi fanno gli agnellini e parlano di piani di salvataggio e di governo di unità nazionale. Ma di quale cazzo di nazione stante cianciando? Di questa turba asfittica di idolatri, sicofanti, arrivisti, palazzinari, leccaculo, servi, camorristi infami? Fottetevi voi e i vostri mercati da rassicurare e che bruci la borsa dove investite i vostri soldi immeritati e di dubbia origine.

Bella Italia indignata perché derubata sempre dagli altri, un paese che affonda sempre innocente, dove nessuno ha colpa, dove il falso in bilancio è fantasia e l’assunzione in cielo della Vergine è verità da festeggiare. Tutti assolti, indultati e amnistiati, dove la gente si arrabbia perché nessuno paga ma dove nessuno ha senso civico, dove non si fa la raccolta differenziata e non si rispetta il codice della strada salvo poi svenarsi – scarmigliati, eccitati e gonfi di adrenalina – a urlare che ci vorrebbe la forca per gli stranieri che compiono omicidi stradali.

Gli omofobi terrorizzati dalle marce colorate del gay pride e i fondamentalisti paranoici che sguazzano nell’accanimento terapeutico, gli zeloti che ringhiano che il problema è la difficoltà a licenziare e i farisei che sbavano ricordandoci che il terrorismo richiede dei limiti alla libertà e che internet diffonde la menzogna. L’Italia delle tre I dove i treni sono sempre in ritardo ma i manager si riempiono le tasche, dove le aziende di stato vengono svendute agli imprenditori amici degli amici delle famiglie e dove la critica è disfattismo antipatriottico; la patria della socializzazione delle perdite e degli utili nei conti di certuni presso la Nobody inc. alle Isole Cayman (id est del Caimano). Ma gli italiani lo fanno meglio, il genio italico di stocazzo, la moda italiana di stocazzo, il gusto italiano di stocazzo, lo stellone che sfracellerà i nostri crani da compostaggio.

Italia! Venisse un’epidemia che si ci sterminasse tutti, tutti noi, tutti colpevoli, tutti collusi, tutti mafiosi, tutti complici, ma sì, aggiungiamo altro qualunquismo alla massa cancerogena dei qualunquismi odiosi che tanto è lo sport nazionale. Lasciamo imperare i nostri divi, i calciatori, le veline, gli esperti da salotto tv, i commossi della pornografia del dolore mediatico, gli eroi dei reality show… morte dove sei ? Cosa aspetti ad arrivare?

Un’Italia federalista dove ognuno si tiene i suoi soldi, dove la sanità è privata e le scuole saranno cattoliche un paese anti-umano e anti-umanista. Dove coi soldi di tutti manteniamo i preti pedofili, e i papi ricoperti di crocifissi d’oro massiccio che abbracciano i Pinochet di turno e gli altri zelanti massacratori dei popoli, lode ai beati colonizzatori spirituali! Italiani genitori affettuosi che tengono i figli rincoglioniti a casa fino a 40 anni in attesa di lavori consoni a lauree da cartoni animati mentre questi immigrati brutti e cattivi ci rubano i lavori schifosi che non vogliamo fare ma che se ne devono tornare a casa loro lo stesso. I trentenni con la paghetta per l’happy hour che c’è tanta crisi, poverini, che c’è la fuga dei cervelli perché l’Italia cattiva dà posti solo ai raccomandati, solo loro, gli altri, figurati che ho due master pagati 10.000 euro, oh! ma c’è tanta crisi, non sai quanta, che ho fatto solo tre settimane di ferie, che ho la donna solo a mezzo servizio, che sono un genio brillante e nessuno se ne accorge e non ci penso proprio a fare lavori dove si suda. Italia dove le dichiarazione dei redditi indicano che i nuovi poveri sono gioiellieri e ristoratori mentre gli operai se la spassano, ‘sti bastardi ultraprotetti ma vedrai che cancellano i loro diritti e così rilanciamo questo paese di gonzi; sacrificatevi che ci arricchiremo dicono sottovoce i nuovi ducetti.

Italiani che la destra è uguale alla sinistra (ma nascondetevi!), che c’è bisogno di scendere in piazza ma non all’ora dello spritz , italiani che raccogliamo un milione di firme virtuali per cacciare i politici cattivoni fuori dal paese. Che c’è tanta disoccupazione sulla mia barchetta e gli alberghi – ho notato mentre ci stavo – sono tutti vuoti. Italia che fa ripartire l’economia con le lacrime e il sangue dei derelitti (che tanto ci sono abituati), che condona gli abusi, che fa rientrare i capitali dall’estero, pretium sceleris di chissà cosa, aggratis o giù di lì. Italiani che ucciderebbero per un punto in meno di Irpef, che solo da noi le tasse sono così alte, che io non pago le tasse perché non ho servizi, che le imposte così alte non sono da paese civile e fanno bene le persone a fare nero perché se no neanche si sopravvive e non si riesce a fare la settimana bianca.

Un’apocalisse, uno tsunami, mille terremoti contemporanei, che venga una voragine tettonica che si divori questo stivale ricolmo di escrementi umani, che chiuda tutte le bocche ipocrite, che faccia silenzio. Spalanchiamo definitivamente le porta a noi stessi ladroni e si dia il via al sacco totale, la cosa pubblica è di tutti, spartiamocela! Vendiamoci tutto, la figa delle figlie e il culo delle madri, i maschi li venderemo ai preti, il voto ai camorristi, i risparmi ai presunti post fascisti spacciati da imprenditori.

Facciamo rinascere questo paese che amiamo, costi quel che costi, che scorra il sangue dei soliti noti, facciamo insieme dei sacrifici per salvare il nostro bel paese. Cediamo il quinto per pagarci la vacanza, per pagare la seconda auto e il terzo televisore. Per il 3d e per il sushi. Salviamo il salvabile, cioè niente, suicidiamoci, estinguiamoci, per gentilezza e pietà. Smembrate i confini, cedete la sovranità, deportateci tutti come schiavi. Futti futti ca diu pirduna a tutti, ma speriamo che almeno gli italiani no. Viva l’Italia, che muoia immediatamente.

Indice di leggibilità: 46

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  1. 24 agosto 2011 alle 11:03

    eccellente radiografia.
    (aggiòrnati però. youjizz fa più forte di youporne!)

    • 24 agosto 2011 alle 17:56

      Devo proprio aggiornarmi. Un riferimento non up to date, forse degno di tutte le schiere dei mostri di cui parlo e a cui appartengo. Un riferimento vecchio esattamente come tutto quello che ho scritto, un’arrancare faticoso per declamare banalità arcinote. Allora, piuttosto che questo moraleggiare che nasce già visto e scompare già sentito, sarebbe meglio che – quando sono in preda ai miei pruriti nichilistici – piuttosto che il blog aprissi youjizz!

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