Home > questioni private > Non per la vicinanza

Non per la vicinanza

Abbiamo piantato la bandiera sul terreno accidentato di un futuro imperfetto, un allunaggio caotico in atmosfere perse. Il mare della tranquillità era spazzato da una tempesta furiosa. Non è per il sole che splende, non per i colori tenui dei massi. Solo ciò che meriti. Il cielo ha un senso anche se non esiste, come il futuro travestito da passato. Per teste malate che sognano cure pindariche, per tamburi di latta che, percossi, lacrimano sangue, non per il dolore, non per la commozione.

Corse esauste all’estinzione con la sorpresa infantile di scoprire che gli esseri finiscono e gli stati d‘animo si modificano, non per volontà, non per destino. Il sasso che hai lanciato in acqua si trasforma in un’inondazione, la pietra che sbatti al cielo ti ritorna come lapidazione.  Non per il sacrificio, non per la dedizione. Ti meriti un’altra opportunità, uno scudo dagli incubi che ti precluda di sognare mentre esplori il lunario dall’alto in basso e poi ritorni.

Le porte chiudono fuori l’astrolabio sancendo definitivamente la piattezza della terra e la vertigine delle stelle. Non per la rabbia, non per la delusione, solo una malinconia accompagnata dalla miseria a sua volta affiancata dalla commiserazione, un insieme autocatalitico di verità. Meritare di più fa male non per l’orgoglio, non per l’onestà. Eventi sepolti in furiosi lassi temporali, abbandonati tra le ampolle nei crateri come scandissero i rintocchi a morto di un altro giorno di vita.

Non per amore, non per odio. Sensazioni fotostatiche su un lato dove non vi è mai luce, costretti a rincorrere una linea umbratile che ci divide, un confine dentro che ti meriti. Una costruzione mentale concessa tra il dono dell’immobilità e la gogna dell’incorporeità. Gravi condanne in assenza di gravità, non per la pace, non per coraggio. Sei degno di lode e di punizione, per il valore che ti dai e per quello che ti danno, non per cattiveria, non per incomprensione.

Indice di leggibilità: 58

Annunci
  1. 12 luglio 2011 alle 15:39

    In Natura tutto è lotta, disuguaglianza (e noi ci illudiamo di portarla nello Stato delle cose!), calore, tranquillità e indifferenza. Le vicissitudini umane sono isolate, gli attori si raccontano per primi le storie della loro vita con ambiguità. La realtà sta in mezzo a tutto questo, scappa tra le ombre che scrutano i sentimenti quanto tra il sonno di chi pensa d’avere morso la parte migliore del gioco.
    Indifferenza e ambiguità. E’ questa la base su cui siamo nati e per saggiarne le capacità abbiamo il silenzio.

    • 13 luglio 2011 alle 14:02

      Siamo ingannati, non per l’evoluzione, non per la modestia. Chissà se si può sfuggire all’antropocentrismo sbraitato che ottunde la nostra era.

  2. 13 luglio 2011 alle 15:32

    Ho i miei dubbi. Tutti noi siamo parte dell’esterno quando si tratta di ‘sentimenti/movimenti’ globali. Quel poco di vista oltre l’ottusità ci procura un dolore saziante, per quello continuiamo a cercare sbattendo la testa contro il muro.

  1. No trackbacks yet.

Spazio al dissenso

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: