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No/tale e quale male

È natale, poi piove,
ma non riesco a sentire rancore per il soffio della mia recriminazione.
Nessun rumore, una macchia di plastica rossa sul balcone,
fuori l’asfissia desertica nella fossa della celebrazione.
C’è un killer in azione e tanti nemici a far da ombre,
straccioni che dormono nel cuore di dicembre.

Silenzi sempre vecchi,
idiozia di stilemi lenti, come un ottuso trascinarsi nelle fole dei santi.
Apofonie per sciocchi a cui rinfacciare che sempre siamo in pochi
ma stasera siamo tanti, ma pazzi, assenti e dementi.
Nessun desiderio nel girotondo di un’orgia di perdenti,
infestatati si attende la decapitazione lieve della gente.

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  1. 11 agosto 2011 alle 14:17

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