C.V.

Tu non ci credevi ma io ce l’ho fatta.

Sono riuscito a scappare senza provare rimorso, a fuggire senza voltarmi indietro. Mi sono convinto di essere più forte dell’odio e più debole dell’amore. Sono diventato una litania di tutto quello in cui mi identifico e una canzone di quelle che amo. Sono caduto solo per riuscire a rialzarmi, mi sono fatto piacere i lividi che non potevo evitare e non ho urlato nel dolore, non ho pianto nello sconforto, non ho riso della mia stupidità. Ho lasciato che il tempo mi annichilisse e non ho opposto resistenza ai venti di bufera, li ho sfidati e non sono riusciti ad annegarmi. Ho fatto allenamenti di apnea per riuscire quasi a smettere di respirare e poi mi sono esercitato a camminare su una linea così stretta da nausearmi di vertigini. Ho spremuto le cose originali che mi rendono unico, ho schifato le banalità, ho pagato il prezzo riuscendo ad affermare un’esistenza, per quanto vana e inutile. Ho soffiato nel fuoco per vedere se riuscivo a sopportare le bruciature ma senza presunzione, senza nessun coraggio, solo curiosità. Sono riuscito a togliere cose che non volevo, sono riuscito a capire quali erano, sono riuscito a volere. Ho fatto scelte, ho imboccato bivi, ho fatto a botte con i rimpianti. Tante le pagine che ho girato fino a sentire gli occhi bruciare, molti i no ben spesi, troppi i giorni sprecati. Ho collezionato errori scoprendo che la raccolta non finisce mai. Ho affinato la curiosità e mi sono applicato nell’arte meno apprezzata al mondo: il silenzio. Poi ho speso infinite parole cercando di trovarmi dentro esse. Non ci sono riuscito ma ho riprovato e ancora tenterò. Ho cercato di ascoltare il profondo e non mi sono fatto travolgere dal fatto di non riuscire sentire. Non mi sono fermato neanche dopo che è finito il movimento e ho cercato di adattare la vista al buio. Ho imparato l’invisibilità per non scomparire, mi sono fatto incorporeo per non perdere il contatto, mi sono inventato post-umano per non deperirmi della mancanza di umanità. Ho disegnato una linea obliqua perchè dritta mi annoiava e ho sussurrato perchè tutti gridavano. Ho scelto di stare con i perdenti perchè i vincenti sono antipatici. Ho dato prova di abnegazione perchè dovevo e, forse, volevo, o comunque per sondare un limite. Mi sono messo in competizione, perdendo, ho coltivato ambizioni, crollando. Ho fatto un altare delle mie ossessioni ma almeno me ne sono accorto. Ho scansato pezzi di follia e di devianza, raccogliendo altri frammenti antisociali ma meno deleteri. Ho deluso con trasparenza, ho soddisfatto con umiltà, ho portato il mio peso senza scorciatoie. Ho schivato ma più spesso sono stato colpito. Sono riuscito a travestire di ali il verme della terra coltivando illusioni impossibili per lo spazio di una giornata e poi tornare al suolo senza impazzire. Ho ingoiato, masticato amaro, bestemmiato. Ho sprecato, ingannato, sono stato vigliacco. Ho smesso di credere in alcune cose cadute dall’alto per cominciare a credere a cose cresciute dentro. Ho indurito l’animo per vincere la fragilità, ho nascosto sentimenti solo per non disperderli. Mi sono trattenuto per non crollare cercando un senso nella disciplina e una regola nella dignità. Mi sono fatto da parte senza protestare aspettando il riconoscimento piuttosto che pretenderlo. Ho reso l’umiliazione un motivo per fare meglio credendo fermamente nell’oblio ma rispettando il ricordo.

È strano, tu non ci credi, eppure ce l’ho proprio fatta, non so cosa ho raggiunto, ma è qualcosa.

Indice di leggibilità: 57

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  1. 22 dicembre 2010 alle 09:42

    ..è un buon curriculum vitae, non credi?
    Di Tiersen, tutto.

  2. 22 dicembre 2010 alle 15:31

    Due principi buddisti e del bushidō:
    Makoto: la forma interiore coincide con la forma esteriore e viceversa. E’ la sincerità, nessuna promessa ma azione e parole unite dei medesimi intenti.
    Yu: è il coraggio di ricordarsi la propria mortalità e cercare di vivere in modo intelligente e forte senza cecità.

    • 23 dicembre 2010 alle 09:28

      Così mi scopro, a mia insaputa, in parte buddista, almeno nelle tensioni che fuoriescono quando scrivo stanco e con le difese abbassate.

  3. vania
    23 dicembre 2010 alle 12:15

    …quest’anno Ti faccio gli auguri nel Blog.:)
    BUONE FESTE !!!!!! Vania

    ..p.s…bella musica:)))

    • 23 dicembre 2010 alle 13:39

      Augh anche a te, nessuno apprezza quanto me lo spirito di queste feste…

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