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Il mantra di un credente

Non credo in Dio, non credo nella patria, non credo nella famiglia, non credo ai superlativi, non credo agli spermatozoi, non credo ai fascisti, non credo al liberalismo, non credo al buongiorno, non credo ai social network, non credo ai blog, non credo al mio blog, non credo alla pietà, non credo nella solidarietà, non credo alla beneficenza, non credo nella democrazia, non credo al carcere, non credo agli alieni, non credo alla prostituzione, non credo alla morte, non credo alle assoluzioni, non credo alla musica leggera, non credo alla televisione, non credo ai dj, non credo alle discoteche, non credo all’abbronzatura, non credo alla vecchiaia, non credo Jim Morrison vivo, non credo al lieto fine, non credo alla salvezza, non credo alla colpa, non credo alle emozioni, non credo nel matrimonio, non credo ai figli, non credo alle petizioni, non credo ai giornali, non credo ai comunicati stampa, non credo ai comizi, non credo al bel tempo nel week end, non credo nel soprannaturale, non credo al sottonaturale, non credo ai miracoli, non credo ai filantropi, non credo ai preti, non credo alle settimane bianche, non credo alla tasse scolastiche, non credo ai SUV, non credo agli evasori, non credo al proibizionismo, non credo ai fanatici degli animali, non credo ai razzisti, non credo a chi “ascolto un po’ di tutto”, non credo agli sponsor, non credo agli spot, non credo ai manifesti elettorali, non credo ai pericoli dell’immigrazione, non credo che la gente stia bene, non credo nella felicità, non credo nell’intelligenza, non credo nel petrolio, non credo ai best seller, non credo alla pace nel mondo, non credo agli uomini di buona volontà, non credo alla vanità, non credo al lavoro interinale, non credo a chi non sa scrivere correttamente in italiano, non credo a chi cita cose per sentito dire, non credo chi “dicono che pioverà”, non credo a chi vive in un luogo comune, non credo alla retorica, non credo alla condivisione del dolore, non credo ai monumenti funebri, non credo a chi non legge perché non ha tempo, non credo alle discussioni in ascensore, non credo alla vita in condomino, non credo alle vacanze al mare, non credo al ballo, non credo ai professionisti dell’ottimismo, non credo al penso positivo, non credo alla moda, non credo alla cravatta, non credo alla pensione, non credo ai wurstel, non credo alle banche, non credo alla produzione, non credo al futuro, non credo ad “attenti al cane”, non credo a chi arriva in ritardo, non credo all’invidia, non credo ai giochi d’azzardo, non credo agli oroscopi, non credo alla superstizione, non credo alle profezie, non credo alle multinazionali, non credo ai villaggi vacanze, non credo alla benzina verde, non credo alla flessibilità, non credo agli stages gratuiti, non credo alle strategie win-win, non credo a chi si sposa in bianco, non credo al precariato, non credo allo sviluppo insostenibile, non credo all’astinenza, non credo ai trend, non credo a chi non ha mai fumato, non credo agli astemi, non credo che “faccia curriculum”, non credo “guadagna lavorando da casa”, non credo alla magia, non credo alla caccia, non credo nei leader, non credo alla purezza, non credo all’identità, non credo alle bandiere, non credo agli eserciti, non credo alle missioni umanitarie, non credo alle Nazioni Unite, non credo alla bontà, non credo agli artisti di regime, non credo alle rivoluzioni mediatiche, non credo alle diete alimentari, non credo ai distinti saluti, non credo ai super partes, non credo a chi sorride sempre, non credo alle catene per mail, non credo all’alta velocità, non credo alla forza di gravità, non credo alle parole vuote…

Non credo che capirete.

Indice di leggibilità: 41

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  1. 14 novembre 2010 alle 20:49

    Va bene il RELATIVISMO, ma qua s’esagera.

    NON CREDO che sarai d’accordo col mio commento.

  2. 14 novembre 2010 alle 21:10

    Caro Prog, tutto questo mantra vale, perché rimarrai sempre anche tu, un credente.

  3. rirì
    14 novembre 2010 alle 21:50

    non credo che non credi…

    • 15 novembre 2010 alle 09:03

      Legittimamente ognuno sceglie in cosa non credere.

  4. Gio
    15 novembre 2010 alle 11:27

    Prendi a calci le illusioni e avrai solo un frammento della verità.
    Entra nelle illusioni e avrai in cambio solo finta empatia.

    Manca una cosa: non credo allo show.
    Must go on.
    gio

    • 15 novembre 2010 alle 20:33

      Perfetto.
      Un frammento, una scheggia, una reliquia, uno sputo qualunque per non poter sfuggire al proprio essere senzienti, per riuscire a condannarsi a una sana infelicità senza risposte finte. Fa schifo ma è necessario, è faticoso ma inevitabile. Perchè – nonostante la vulgata che percepisco nel pensiero comune – non credere è molto più sfibrante che abbandonarsi all’accettazione acritica, al comodo e rassicurante pensiero preconfezionato e collaudato nella media.
      Nella società dello spettacolo lo show non finisce mai ecco perchè sono uno stimato antisociale e lo posso dire con te: lo spettacolo è finito, il pubblico defluito, gli attori nudi.
      Grazie.

  5. 15 novembre 2010 alle 20:55

    Vorrei aggiungere questo, Prog:
    Forse siamo una minoranza, ma ora come ora è diventato impossibile credere in qualcosa. Il male che ci è caduto addosso è proprio che dopo qualsiasi notizia, vicenda, show, ecc… ci barrichiamo dietro la rabbia del non poter credere.
    Che, se positivo da tanti lati, non lo è perché come “individui” siamo schiacciati dall’ignoranza altrui, dalla credulità degli altri. E siamo impotenti. Siamo costretti, senza possibilità di scelta, a diventare antisociali.

    • 15 novembre 2010 alle 22:22

      Io invece credo che si possa credere in alcune cose, basta scegliere bene quali. Non siamo costretti, scegliamo di non credere in A e credere in B. Sembra poco e invece è tutto.

  6. 17 novembre 2010 alle 09:32

    l’importante è che tu creda in te 😉

    • 17 novembre 2010 alle 10:38

      In linea di principio credo in me ma nei limiti di tutto ciò in cui non credo. A volte non credo neanche in me, non credo a ciò che credo e credo a ciò che non credo ma penso sia una confusione salutare: troppe certezze rendono instabili.

  1. 28 novembre 2010 alle 20:04

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