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Vorrei dire mai, per sempre

La gente è merda. Io sono la gente. La gente dice mai, poi dice sempre, mente e non lo sa o lo sa e fa finta di niente. O, peggio di tutto ci crede. Una fede ferrea, incrollabile, anti-macchia e anti-ruggine, nell’eterno perdurare o nell’assoluta non possibilità. E nulla sembra caduco, niente transeunte, niente in trasformazione. Nulla scorre.

Nessuno è buono, tutti facciamo finta e a nessuno pare interessare. La gente dice: “io non sono xxxx, ma…” senza capire che il ma distrugge tutto il resto. E mi sento giù e ho bisogno di qualcosa che mi tiri su poi mi sento su e ho bisogno qualcosa che mi calmi. È sempre così, non si può sfuggire, gli uomini avranno sempre il tumore e i topi non moriranno mai. La gente ha paura. Io ho paura della gente.

La gente vede e solo poi crede, qualcuno beve e poi vede. Non sono mai stato meglio di così e ti porterò sempre nel mio cuore. Che poi – stai sicuro – si compie sempre il miracolo della vita, il bene trionfa, arrivano i nostri, l’uomo non separa quello che *io unisce. Non ci credo ma male non fa. Eppure le prove distruggono le fedi rendendole superstizione, non capite che poi diventa troppo facile e non sembrate mai più sinceri. Mai lo siete stati. Bisogna soddisfare bisogni eterni, strisciando umili nel pellegrinaggio fino ad arrivare ai piedi di quell’altare e – sempre sottomessi – alzare gli occhi – mai così puri – e leggere distintamente “conviene”. Mentre gli stolidi senza fede non capiranno mai l’amore universale e saranno sempre infelici. Ma io non ho mai visto ricrescere un arto amputato, spiegazioni? La gente ha sempre saputo che deve morire, fin da bambini, ma quando deve morire non vuole morire e va in cerca di una postilla, di una eccezione (“solo per me, fallo solo per me, sarò fedele, ritroverò la fede, farò un voto. Fallo per me e fra i tanti scegli me e lascia morire agli altri”)  di una postilla uti singuli, di uno strappo alla regola e alla fine la trova sempre: striscia e parteciperai alla grande lotteria dell’illusione. Tutto abbastanza incomprensibile considerato che se l’altro mondo, per chi ci crede – è passato a miglior vita – , dovrebbe essere un miglioramento di gioia ultraterrena.

Sembra strano, ma le cose non accadono mai per caso, gli strumenti di autoflagellazione assomigliano terribilmente agli strumenti per le pratiche di sesso sadomasochista, il dolore è sempre lo stesso solo con diverso fine e questo fa cambiare il giudizio alla gente. La gente è superficiale. Io sono la gente. Quanta pace che c’è qui, un’energia mi riempie e mi dona serenità. La gente a volte, forse mai, è il popolo, a volte, quasi sempre, sono i flagellanti, gli adoranti, gli abbindolati, i disperatissimi ipocriti, i patetici immortali. Troppo pesante il fardello della coerenza per portarselo nella tomba. Io crederò fermissimamente, per sempre, nella grandezza divina del placebo. Forever and ever.

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  1. 23 ottobre 2011 alle 22:43

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