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Inchiostro bianco

Gli amici degli amici sono anche amici dei nemici. Gli amici sono nemici, i nemici sono utili quando si cammina sulle zolle spezzate di una terra disprezzata. Tra di noi possiamo dircelo, non c’è futuro per il futuro, qualche possibilità in più le totalizza il passato. Sono fogli bianchi vergati con inchiostro bianco, sono i posti giusti reclamati nei momenti sbagliati, sono i dipinti di una notte senza luce. Ora che siamo assediati da sogni oscuri possiamo liberarci da alcuni fatti sepolti nelle memoria dell’infanzia perchè rimarginare le rimozioni potrebbe avere qualche effetto curativo, o essere fatale, ma è un rischio di affrontare. Ma non piovono stelle e i pensieri sciamano in senso inverso alla dissoluzione di un universo troppo finito per avere una fine.

Mai stato interessato alle leggi delle fisica e ai canoni delle scienze sociali perchè sempre troppo concentrato su me stesso e sulle mie teorie sull’ecologia dell’estinzione. Paranoia e misantropia come acqua e pane perchè se c’è qualcosa che assomiglia all’odio, ne ha la forma e il sapore allora è quasi sicuro che sia proprio odio, un sentimento irresistibile che conosce solo resa e accondiscendenza. Fuori è l’inferno dei vivi morti da tre giorni, coartati a un respiro affannoso e concitato dalla partecipazione dovuta a prescindere dalla propria volontà. Le principesse di stracci hanno un corpo rispetto al quale nessuno sa trovare un uso, i cavalieri plasticati hanno menti che rimangano incastrate negli elmi luccicanti.

Qui tutto è perso, senza traccia, senza filo e non serve più cercare un senso ma solo aspettare giorni cacciare altri giorni e notti uccidere altre notti mentre miliardi di corpi celesti costruiscono la più perfetta realizzazione del creato immoto che esiste, si crea e si distrugge a prescindere dalle stoltezze terrene e da illusioni divine.

Indice di leggibilità: 48

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  1. 15 agosto 2010 alle 12:46

    Fuori è l’inferno dei vivi morti da tre giorni, coartati a un respiro affannoso e concitato dalla partecipazione dovuta a prescindere dalla propria volontà.
    Già. Per questo a volte è necessario chiudere gli occhi. Per chi combatte l’odio, intendo. Chiudere gli occhi. E saltare paragrafo.

    • 15 agosto 2010 alle 12:49

      Già chiudere gli occhi, la bocca, le orecchie e il cuore. E saltare l’intero libro, primo il mio.

  2. 15 agosto 2010 alle 13:30

    Meglio il tanto al troppo, prog. I libri mai aperti non sono libri.

    • 15 agosto 2010 alle 22:33

      La quantità e la quantità in relazione a un riferimento. Non imparerò mai la differenza.

  3. vania
    15 agosto 2010 alle 22:02

    …ciao…mi tocca dirtelo…questa canzone è una perla.
    …e non postare troppa musica così…altrimenti devo rimangiarmi una frase che ti scrissi…:))
    Vania

    • 15 agosto 2010 alle 22:31

      “represso calpestato odiato deriso frustrato picchiato derubato dimagrito declassato sottomesso disgregato frustato frustrato derubato sottomesso deriso declassato frustrato dimagrito derubato deriso disgregato”

      Una grande canzone, un grande testo. Con tutto il rispetto penso di avere uno spettro musicale più ampio del tuo e questo è per me – per forza – positivo.

  4. vania
    16 agosto 2010 alle 09:12

    Caro Marco…potevi senza dubbio omettere …con tutto il rispetto…:))
    …io conosco bene lo Zecchino D’oro…e forse neppure quello…..;)
    un caro saluto Vania.:)

  1. 24 agosto 2010 alle 18:43

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