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Il lato inutile del pianeta

Nettie Harris, NYC 2009

Nettie Harris, NYC 2009

Osserva un frutto che marcisce. Il marcio inizia su un lato mentre l’altro lato è ancora sano, mangiabile. Le rovine della decomposizione organica sembrano un monumento alla bellezza della caducità e alla tetraggine della nostra incomprensione. Non bisogna volere tutte le risposte, non bisogna sapere tutte le verità, bisogna scansare le labbra che mentono e le lacrime che ricattano e non chiedersi perchè ogni cosa si decompone. E perchè tutti deludono, ingannano, abbandonano. L’inutile afferrarsi alla conoscenza, alla cultura e alla salvezza dei libri. Pentirsi dal prete, pregare il solito dio sordo e indifferente. L’inutile dibattersi per non accettarsi. Troppa attività onirica è pericolosa quando sei solo un pupazzo costruito per perdere e perdere male senza neanche una storia da raccontare.

Apri un occhio e poi l’altro. La luce è alta qui mentre il buio copre l’altra parte del pianeta mentre miliardi di persone si masturbano prima del sonno. La pornografia è un giocattolo industriale mentre ti senti così solo davanti allo schermo, ugualmente la preghiera è la medicina più rapida, come la supplica al sovrano o la svendita delle idee, come un c0ma auto indotto, come rompere una relazione per aver smesso di fingere. Non si può negare la bellezza intrinseca dello spirito mercantile: tanto il lato luminoso è solo il lato oscuro rischiarato. Il guadagno, l’utile, il tornaconto personale. E noti con fastidio che il mondo è diverso da come l’avevi descritto e lì dentro tu sei differente da come ti eri sognato ma decidi semplicemente che non vuoi accettarlo e che farai finta che non è così.

Coi rintocchi nell’anima che chiamano al massacro degli scrupoli mentre ti senti così sporco perchè pensi ciò che pensi, odi ciò che odi, disprezzi ciò che disprezzi. E non senti niente, nessun pentimento, la pietà non serve a niente, è una finzione non utile, non consola. Hai un prezzo ma nessuno lo vuole pagare, insomma sei solo una puttana fallita, un’avaria a un barcone disastrato, la caria nascosta nel sorriso. E per quel reliquiario di tradimenti e meschinità non hai neanche la scusa della malattia mentale o del disagio sociale. Hai solo voluto costruire un tempio dedicato alle amnesie e lo hai reso sacro. E ora mastichi il corpo mistico delle mancanze. Solo vuoto, per difesa.

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