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Una giornata senza pensieri

Amaro a 70 gradi

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Oggi ho pensato al giallo dei semafori che si è trasformato da invito a rallentare a stimolo ad accelerare. Insomma sembra che i codici vengano interpretati secondo esigenze personali e che l’ambiente tenda a modificare il messaggio.

Oggi ho pensato alle regole di scrittura, agli indici di leggibilità, al vocabolario comune e ad altre cose simili e mi sono convito che non ho speranze di scrivere bene per il semplice motivo che gli errori che compio mi piacciono troppo per rinunciarci. Perchè sono gli stessi che mi piace leggere e quindi, probabilmente, sono un pessimo lettore, il resto di conseguenza.

Oggi ho pensato che scrivo cose oscure con indici di leggibilità pesanti ma ho anche riflettuto che quando affronto – per lavoro – la scrittura istituzionale con le sue regole rigide gli indici di leggibilità sono ancora peggiori a causa della necessità universalmente accettata di tenere un profilo alto e un vocabolario non comune. Si percorrono diversi confini con il medesimo risultato di non essere compresi. Ma forse è questo lo scopo.

Oggi ho pensato che tra 10 anni sarò vecchio e che l’idea non mi piace per niente ma non penso che faccia grande differenza.

Oggi ho pensato che il concetto di karma è una grande fregatura ed andrebbe riformato con un sistema progressivo o con una modalità a punti. Ma anche abolito.

Oggi ho pensato cose amene ma anche serie.

Oggi ho pensato a me  che vengo travolto da un automobile, compio un volo arcuato, e finisco sul selciato in una pozza di sangue. La prima cosa che controllo e che il lettore mp3 sia integro.

Oggi ho pensato ai danni dell’alcool e al potere seduttivo delle parole. E viceversa, ovviamente.

Oggi ho pensato che agosto è il mese giusto per rinascere perchè nessuno si aspetta nulla da te in questo periodo essendo tutti distratti dal sole e dalle ferie e io no. Perchè in agosto non si programma nulla e il Paese va in letargo nelle spiagge cosicché i vampiri possono cominciare a pianificare la conquista del mondo.

Oggi ho pensato alle montagne del mio orgoglio e alle depressioni della mia tolleranza.

Oggi ho pensato alle citazioni e all’importanza del pensiero altrui nella mia vita intellettiva.

Oggi ho pensato a quanto è pericolosa è la verità, a quanto è poco desiderabile, a quanto è fintamente invocata da tutti gli ipocriti, io per primo.

Oggi ho pensato di riscrivere il colophon del blog, ma ho lasciato stare per scrivere quello che ho pensato oggi.

Oggi ho pensato alle ferie che non farò perchè non ho programmato dove andare, perchè odio il caldo e perchè mi sento in qualche modo riposato pure nella stanchezza.

Oggi ho pensato che per quanto ti rifugi nel privato finisci per rappresentare il sociale.

Oggi ho pensato, anche oggi, al ba**es con il ghiaccio, una costante di questa estate 2010.

Oggi ho pensato a Bukowski e ai suoi personaggi che sono veri esseri umani e non semplici sagome di cartone e inchiostro. E il fatto che la sua scrittura appaia oscena e gretta è solo perchè è uno dei pochi narratori onesti di un mondo meno poetico dei libri.

Oggi ho pensato all’analisi transazionale e alla mia preponderanza del genitore e del bambino e dell’assoluta mancanza della figura di genitore.

Oggi ho pensato ai conflitti che sembrano essere il carburante della ruota da criceto della società. Pensavo al fatto che spesso non do alcuna possibilità agli altri e che spesso ho ragione (e qualche volta sbaglio).

Oggi ho pensato che non ci si deve dare ragione da soli e che di può far prova solo contro se stessi.

Oggi ho pensato che è sarebbe ora di depurarmi, diminuendo alcool, cibo, sigarette e acquisti di qualunque genere. Ma anche no.

Oggi ho pensato alle vite spezzate il 2 agosto 1980, trenta anni fa esatti.

Oggi ho pensato che presto tutti i partigiani della resistenza al nazi-fascismo saranno morti e questa sarà una nazione peggiore.

Oggi ho pensato a tutte le volte che pensavo di non farcela e invece mi sbagliavo.

Oggi ho pensato che nella lingua italiana non esiste il plurale di ieri nè la distinzione home/house e che questo è un grosso peccato dal mio punto di vista.

Oggi ho pensato che mi sento abbandonato da un mondo che non voglio e che questa affermazione ha un paio di contraddizioni al suo interno e per questo mi piace.

Oggi ho pensato a tante cose tranne che a una.

Indice di leggibilità: 55

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  1. 2 agosto 2010 alle 20:36

    cavolo, tra 10 anni sarai ancora piu’ giovane di me “oggi”. quindi io sarei morto!!! questo non l’avevo pensato oggi. ci pensero’ domani. cin

    • 2 agosto 2010 alle 21:07

      The spirit never dies! (this is a li(f)e for you, master)

  2. vania
    2 agosto 2010 alle 21:49

    …oggi ho appena pensato che questo post ha indice di leggibilità 10…perchè l’ho bevuto tutto dun fiato.:)
    ciao Vania

  3. vania
    3 agosto 2010 alle 15:39

    …ho dimenticano un zero…100…e non 10…:(…:)

    • 3 agosto 2010 alle 18:31

      100 è l’indice dei libri per l’infanzia e, decisamente, non è il mio obiettivo.

  4. 3 agosto 2010 alle 18:20

    ogni cosa, ed il suo opposto. Ciò che ci fa umani.. fino alla fine, del post.
    Ecco, sono circa 10 post che rimugino su quell’indice di leggibilità. Mi stupiva il non allontanarsi mai da quel numero, uno strano equilibrio che non combacia col significato. Come se le parole fossero svuotate e poi pesate su una bilancia per dar loro il grado alcolico.

    • 3 agosto 2010 alle 18:32

      Solo un indice meccanico, con i suoi limiti. In fondo è come l’alcool: la gradazione è quella ma ognuno lo regge in modo diverso.

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