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Se leggi sarai contagiato

Diffondere il contagio, renderlo cosa tangibile, presente, ossessiva come una morte incombente. Distribuire equamente la malinconia tra i colpevoli di una gaiezza volgare e ridanciana il cui vuoto espandersi inaridisce le fonti migliori del pensiero. Rompere il silenzio e ad ognuno caricare la sua parte di rumore perché questa cacofonia di voci inette e petulanti non è altrimenti sostenibile e deprime le menti.

Condividere le ustioni che pochi si sono procurati per proteggere dalla voracità dell’incendio la casa di tutti. Spargere le ferite perché quelli rimasti illesi si sono fatti scudo della loro vigliaccheria proteggendo il loro corpo con il grasso viscido della viltà. Abbracciare gli untori perché solo tramite il dono che portano i nostri figli svilupperanno gli anticorpi necessari alla sopravvivenza di una razza vocata all’estinzione.

Espandere l’epidemia, renderla endemica come il pauperismo dell’anima che corrode ogni istituzione che si erge quale presunta garanzia. Far dilagare le acque in modo che sommergano ogni incubo fattosi uomo, inghiottendo i carnefici, gli schiavisti, i profittatori, gli speculatori e gli assassini. Appiccare l’incendio agli orologi, ai telescopi e a ogni altro pietoso simulacro di costruzioni eterne che sfidano il tempo e lo spazio illudendo di allontanarci dalla bestialità.

Rompere gli argini, far debordare i fiumi e fargli invadere biblioteche e scuole affinché l’alluvione sia lavacro delle presunzioni di conoscenza fallite. Liberare gli animali in cattività, lasciare campo alla ferocia per lasciargli compiere la vendetta che ritengono contro i macelli e i mattatoi. Sabotare le macchine che ci hanno reso schiavi meccanici dei nostri stessi desideri mutati in tossicomanie devastanti.

Abbattere i confini immaginari che fissano la povertà e l’odio, che stabilizzano la diseguaglianza e radicalizzano lo sfruttamento annichilendo l’Uomo. Bruciare le bandiere, gli stemmi e le divise in un rogo dove ogni arma diventa oggetto (e non più soggetto) di violenza. Resuscitare i morti per farci insegnare tutto quello che hanno capito e che fingiamo di ignorare.

Spandi il contagio adesso.

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