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1 di 12

Non mi ricordo bene, Giuda era uno dei 12 apostoli o era il tredicesimo? Penso ad intuito che fosse 1 di 12, forse proprio il primo e questo è un indizio per una storia di una persona che conoscevo. Conoscevo infatti un tale che era quasi completamente sordo e che andava raccontando in giro di essere maestro nell’arte dell’ascolto – una delle 12 (-3) muse dell’antichità classica. Forse aveva ragione, ma cosa importa visto che che degli ottimisti dichiarano che nel 2012 sarà la fine della civiltà (senza spiegare a quando risale la nascita) e che sarà quindi il termine di quel peso che è sintonizzarsi sugli altri.

Le coincidenze vollero che ci fosse una canzone 12 di un live dei Diaframma registrato proprio dalle mie parti e ora mi viene da pensare che forse non è un caso che un dodecagono si avvicina notevolmente a un cerchio, la metafora geometrica della vita dove gli inizi e le fini si confondono.

Poi c’è un calendario diverso dal nostro dove spicca quel 12 che è jahiliyya a cui dovrei ispirarmi per un cambio di rotta a 180°. Insomma i simboli da qualche parte hanno un senso, la numerologia ci aiuta (quando ci fa comodo e ci serve), sono bricioline di senso, nuggets nelle copertine di band tronfie del proprio intellettualismo in un ambiente grezzo. Camminando una via crucis (- 2) di quelli per cui il 13 è 13 e non 12+1, scandendo le ore una per una, dodici volte, ignorando dodici idiozie zodiache, tirando un tot. di uova marce alla prima teatrale dei tromboni della cultura di regime.

Sono un portiere di riserva (il perdente per antonomasia in un mondo formato 11) o, se vuoi, un boxeur (che lotta per il titolo mondiale e che andrà al tappetto solo all’ultima ripresa) con una chimica scomposta dove trionfa il magnesio, mentre per altri predomina la pietra, una silice polverosa infilata in ogni poro di umanità e che impedisce di sanguinare. Faccio un passo avanti, one feet, e ci sono alcuni pollici opponibili che picchiano una tastiera come fosse un calendario comune, digita che digita (digito ego sum) fuoriuscivano parole di senso compiuto come potrebbe accadere anche a un esercito di scimmie danzanti su una macchina da scrivere. Un flusso inarrestabile di parole vuote, un falso ideologico che insegna più di qualunque leggi delle XII tavole di verità, e che si insinua come una frattura tra le costole, che dovrebbero essere 12 paia anche se è una è fatta di spine di argento. Queste 2 dozzine di ossa sono la costruzione che insieme protegge e ingabbia il cuore, curioso, vero? E quanto è lungo il cuore umano?

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