Home > questioni private > L’esplorazione di 0 punti cardinali e 3 ere

L’esplorazione di 0 punti cardinali e 3 ere

Era una frenesia che non smetteva di accompagnarmi in ore esauste concatenate da un’agitazione che era mentale ancor prima che corporea. Una necessità radicata, scoprire nuovi significati, inglobare nuove informazioni, intraprendere diversi percorsi intellettuali. A pieni giri grazie al motore dell’insoddisfazione. Insomma una caccia al tesoro degli assoluti in un mondo relativo che rimaneva in ogni situazione stretto e soffocante.

Era un mettersi in gioco con grazia svogliata e con la presunzione di chi ritiene di meritarsi di essere scoperto piuttosto che dover subire il fato  oneroso del proporsi come le meretrici delle opulenze. Era un succedersi isterico di flash: la penultima sigaretta seriale, un’inversione di poli elettrici, l’essere messo in ginocchio e costretto a sanguinare, leggere, scrivere e schivare, la solitudine di una scrittura ossessiva. Un museo di ossessioni che si ripresentano sempre: i perdenti, gli inganni, le parole vuote, i naufragi, le assenze, le assoluzioni. I cari vecchi demoni, instancabili per via di una radicata vocazione all’assoluto e di una insaziabile aspirazione di purezza. Bentornati, ma senza benvenuto.

Era alternanza tattica di errori studiati e bugie inconsapevoli, sembrava questa la scusa che balenava oltre i pensieri. Quello che non nascondeva quel viso era limpido nei miei pensieri. Bisogna dare un senso ai sogni folli dei perdenti, come sonni rotti dai frangenti di vite non vissute perchè perdute in troppi confini. In quei confini le persone vivono le parole come fossero realtà divise dal senso e diverse dai sensi. Si trascinano esistenze occupando nella mente luoghi lungamente vagheggiati, sfiorati, odiati anche. Nostalgie interrotte solo da gesti stanchi, usuali alla noia del corpo mentre si fa uno sforzo di attenzione verso suoni opposti alla decadenza, una forma armonica di resistenza contro marce di nefaste di pattume omogeneizzato.

Così come l’artista minimale conquista il suo capolavoro plasmando il nulla così la rabbia scema perchè puoi gridare liberamente visto che nessuno è in ascolto. Rivelazioni sul crine ridicolo del definirsi incompreso o incomprensibile, tanto non importa, tu prendi il sole, io catturo l’ombra.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. 27 gennaio 2011 alle 19:32

Spazio al dissenso

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: