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Questo è per te (una tempesta di quiete)

Era stata una giornata calda come solo a luglio può essere. Un sole dirompente non aveva dato tregua per lunghe ore ma adesso aveva perso ed era uscito di scena per far spazio al palco. L’impianto luci muoveva i suoi primi vagiti come per tastare l’effetto sulla piazza che dopo poche ore avrebbe accolto l’esplosione degli amplificatori e le urla di incitamento. Loro avrebbe suonati per secondi e forse non sarebbero saliti sul palco con un buio tale da apprezzare appieno l’impianto luci. Non mi importava, per me erano headliner, sempre e comunque, da ormai un decennio.

Non so come il tempo scorre e, soprattutto, non ricordo i particolari di come scorse quella delizia incrostata da anni di ascolti e da ripetuti desideri ramificati in infiniti ascolti. So solo che a un certo punto accadde. Finisce la parte vocale e inizia la coda strumentale. Subito 4 parole mi risuonarono in testa, in modo automatico, come se fossero state lì da sempre. Un movimento delle labbra che non potevo evitare, una necessità evidente come una verità gridata agli uomini capaci di sentire. 4 parole che davano il senso di tutto quello che avevo perso da molto, che ridavano una rotta ai sorrisi infiacchiti così come lenivano le asperità di quelle elissi concentriche e arrotanti che era divenuti i miei pensieri da troppo tempo.

C’erano 4 parole che parevano prendere vita e urlare al posto di Vincent. Comprendevo che solo io le sentivo ma non riuscivo a capire perché. Erano così distinguibili! Eppure sapevo che nessun altro sentiva scandire “Questo è per te”. Questo è per te, come un mantra continuo che scorreva tra quelle note. Qua in questo flusso sonoro c’è la risposta – questo è per te -. Un significato a quello che avevi vissuto – questo è per te -. Io ascoltavo rapito come nelle estasi erotiche delle sante mistiche e percepivo quel messaggio stentoreo come mai avevo compreso nessun pensiero nella mia vita. Era un lampo di consapevolezza quanto era la certezza dell’oblio, era una rivalsa di tutti i miei sbagli e un’assoluzione finalmente dovuta. Questo è per te, era il ribaltamento dei piani, la confusione delle teorie, la clarità dei misteri. Il maelstrom sonoro era un ratto sul Golgota, un luogo idilliaco dove si palesava il dolore e il piacere (sono mai stati divisi), l’amore e l’odio (qualcuno li ha mai separati?), il sadismo e il masochismo (non sono sempre accoppiati?).

Questo è per te, anche se non lo capisci perché non lo puoi capire perché è una conoscenza singolare, diretta e personale. Questo suono, che è una rivincita esistenziale, dimostra tutto anche se non c’è nulla da dimostrare, è vittoria perché dichiara una sconfitta, è elevazione perché ti porta altrove dove non sei mai stato perché è difficile arrivare. È la melodia che rapisce e che è sintesi e ascesi per te, questo è per te, la rivalsa dal senso di colpa, oltre ai fallimenti, attraverso le malinconie. Una caduta dentro un trionfo vorticoso che diventa la conquista della terra di salvezza, un intreccio sonoro che è la definizione di uno stato latente e il raggiungimento di un diverso stato di consapevolezza da cui poter finalmente mettere a tacere i demoni personali. Lì, chiaro ed evidente, si percepisce che questo è per me.

Dalla stasi alla stasi attraverso il movimento. Quando tutto è fermo, tutto è irreale con turbolenze interiori che diventano una tempesta di quiete. Questo è per te. Tutto fermo, ancora diseguale e criptico, conoscenza alta di profondità oscure.

Così semplice, così sbagliato. Per te.

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  1. 18 luglio 2010 alle 11:17
  2. 22 marzo 2011 alle 21:11
  3. 6 settembre 2011 alle 19:22

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