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L’estremità della coda della lucertola (Opera omnia XIII)

Continua da Taci! L’amico ti legge (Opera omnia XII)

18. La fine è vicina?

No. Voglio restare vivo, nonostante tutto, nonostante me, voi, le trappole del linguaggio e il vuoto generalizzato. Sopravvivere sulla piattaforma. Sicuro, forse, per ora.
Arriverà prima o poi il sipario su questa coazione a ripetere, sulle questioni private, sulla critica al mondo. Posso esprimere senza compiacere. Se sono disturbante vuol dire che funziona.
Ma non lo sono. È una sconfitta che voglio portare avanti. Forse quando vanto la mia dedizione ai perdenti soffro di conflitto di interessi.
La sensazione strana, inevitabilmente obliqua, è che il mio mondo crolla proprio nelle mie realizzazioni migliori. Un rischio, un pericolo. Continuerò a invocare pensieri a caso per domarli, forgiarli in parole vuote.
È solo un gioco per chi vuole partecipare, gli altri, enorme e straordinaria possibilità, possono uscire da questa dimensione.

“Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù… (dai dialoghi con Pasolini, settimanale Vie nuove, n. 42, 28 ottobre 1961)

19. Coda: le parole avrebbero dovuto essere vuote

Il 13 maggio ho scritto un post intitolato “le parole sono vuote”. L’ho scritto prima di questi 19 punti. Ancora non lo pubblico, sarà il numero 20. L’ho scritto molti giorni fa rispetto questa pubblicazione programmata ma sono parole che necessitano una lunga decantazione.
Forse è il peso di tutto il vuoto che gronda dalle mie parole che richiede molti giorni per sollevarsi dai sentimenti falsi che appesantiscono i miei discorsi. Parole, svuotate certo, prive di ogni contenuto, ma scritte a caldo. Per evitare che questo elemento ne infici il valore, le lascio ferme. Le rileggo e a freddo non sento il bisogno di cambiarle. Questo invecchiamento è la loro forza e riesce a trasformare parole vomitate di getto in parole ponderate, pur non cambiandone una virgola.
In questi giorni sento il peso a dare risposte a domande mai formulate e l’oppressione del trovare domande adatte alle risposte che mi do. Rifletto sul senso del blog come contenitore di parole che mi rappresentano e insieme mi falsano. Pensieri che fuoriescono e prendono forma, di cui vado orgoglioso e insieme odio. Parole che sono una liberazione e insieme una oppressione. Parole mal interpretate, abbandonate, sottovalutate, mai comprese, mal formulate, inutilmente ambiziose o oziosamente saccenti, troppo esplicite o inutilmente oscure.
Inclino al mio solito melodramma e aspetto la tempesta che sta arrivando e che temo (o spero) mi terrà forzatamente lontano dal blog.
Così fisso il monitor che si fa convesso ai miei occhi cavi, non sapendo dove andare a parare e non avendo nulla da dimostrare a nessuno.
Non devo difendermi anche se lo voglio fare perché non c’è nulla di più meschina di una normalità divelta, soppressa e sostituita con il dileggio.

“Mi piacciono persone che sono come me, che hanno gli stessi problemi, la stessa curva del dolore, il peso delle esperienze e una certa disperazione. Mi piacciono persone che sono come me, che conservano la loro bellezza nell’imperfezione, nelle tracce di decadimento” (Francesco Piccolo – La separazione del maschio)

Piano dell’operetta:

Opera omnia (20 frammenti sulle parole) Opera omnia I 20 maggio
Tempestare il mondo di parole Opera omnia II 22 maggio
Testimoniare un mondo vuoto di parole
Opera omnia III 25 maggio
Narratori di un mondo sprecato
Opera omnia IV 7 maggio
La semina della mistificazione
Opera omnia V 29 maggio
Sintesi sul filo del rasoio
Opera omnia VI 3 giugno
La suadenza nella sterilità
Opera omnia VII 5 giugno
Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità
Opera omnia VIII 9 giugno
La soma dello sconforto
Opera omnia IX 11 giugno
Guerra nella pace con i lettori
Opera omnia X 15 giugno
Esserci, ringraziare, scalciare Opera omnia XI 17 giugno
Taci! L’amico ti legge Opera omnia XII 19 giugno
L’estremità della coda della lucertola
Opera omnia XIII 23 giugno
Di prossima pubblicazione

Finalmente le parole sono vuote

Opera omnia XIV

26 giugno ore 6.0
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Categorie:comunicazione Tag:
  1. 23 giugno 2009 alle 10:55

    Visto come scrivi spero che qualunque tempesta arrivi non ti impedisca di scrivere.

    A presto
    Daniele

  2. 23 giugno 2009 alle 12:58

    Si…e lo sai…comunque e sempre viva !!!
    Sperando sempre nel bene.
    Ciao e a presto. Vania

  3. 23 giugno 2009 alle 15:25

    C’è una fregatura in tutto questo…dopo un pò che ti si legge e si comincia a capire e vedere spiragli di M., si insinua un blando ‘affetto’ che distorce l’obiettività dei commenti. Insomma, leggessi ORA per la prima volta una cosa del genere scriverei : ma quante seghe mentali! Ma adesso so che non sono seghe mentali ( in ogni caso sarebbero seghe mentali lussuose),perciò leggo e ascolto. Vediamo la conclusione.
    ( ps. mi sono scervellata due gg per capire l’anomala affluenza…poi ho realizzato…)

  4. 23 giugno 2009 alle 16:52

    La solitudine non mi ha fatto mai paura ..
    I miei amici sono ( erano ) solo dei semplici capricciosi elettrodomestici .che si muovevano su piatta forme electriche -ecletiche –
    Si possono anche rompere, sai… ..Io sto solo immagazzinado un credito ..
    ( Se )desidero è solo una questione secondaria..
    un allenamento secondario..Puoi essere chiunque tu voglia –

    non mollare 0k ;)..

  5. 23 giugno 2009 alle 17:14

    dont stop ( in the name of love:) supremes

  6. myra
    23 giugno 2009 alle 17:14

    ( ps. mi sono scervellata due gg per capire l’anomala affluenza…poi ho realizzato…)

    ????

    :))

  7. 23 giugno 2009 alle 20:32

    Sbagli, con le tue parole “scuoti” positivamente. Nulla va perso. Lasci una traccia che per quanto sottile si insinua come un sospetto e da banale sentimento di disagio diviene riflessione.
    Non è poco, Prog., le tue parole fermentano come un buon vino.
    La sbornia può portare felicità o tristezza e l’ipocrita sa vendicarsi splendidamente con l’ignoranza.
    Gio

  8. 23 giugno 2009 alle 22:56

    Sono stanca di mio…svuotata di pensieri , parole, opere e omissioni.

    Qualunque cosa io possa dirti ti suonerebbe vuota e inutile. Eppure sono pieni i miei pensieri.

    Caso mai dovessi sparire. Buon viaggio…

  9. 24 giugno 2009 alle 01:57

    Lei è un anima tormentata
    my dearest
    ( capisco , capisco )

  10. gaz
    24 giugno 2009 alle 23:22

    Siamo sempre di corsa, poco tempo per tutto, e qui nella rete, ancor di più.
    Leggere i titoli dei post, scorrere qualche riga velocemente, superficialmente farsi un’idea e passare ad altro.
    Non qui, non con te.
    Leggo piano, con attenzione e rileggo.
    E poi ci ripenso.

    Grazie Prog

  11. 25 giugno 2009 alle 15:34

    come back baby :))

  12. 25 giugno 2009 alle 17:03

    x Daniele
    Grazie ma dalla mia finestra vedo nubi minacciose

    x Vania
    e speriamo

    x Aleph
    spiragli? sono inganni! non credere a nulla di quello che ti sembra M. La conclusione sarà deludente ma almeno sarà la conclusione

    x Lefty
    la tua costante presenza da queste parti mi allieta ma io adesso sono assolutamente distante, stanco, sfiduciato e disgustato. Quindi non ci voglio essere e non ho motivo per tornare, nessuna ragione per non mollare… e tutto questo dipende solo da me

    x Mente
    grazie Gio, se anche fosse vero bisogna avere delle motivazioni per “scuotere”, io non penso di averne (più)

    x Nicole
    grazie ma in realtà io non ho metà, brancolo in circolo.
    Buon viaggio a te, lacio drom

    x Gaz
    solo grazie

    ———–

    E finalmente domani il Gran finale.
    Di grande non ha nulla, l’attesa, per chi l’aveva, sarà stata inutile
    Quindi, semplicemente, finalmente, liberatoriamente, catarticamente, inevitabilmente (non bisogna mai eccedere in avverbi) il finale

    Per tutto il resto voglio solo dirvi, come direbbe un mio buon amico e maestro, enjoy your life.
    Stringo il pugno destro e lo batto due volte sul cuore, poi lo libero verso di voi, indicandovi con l’indice.
    Ciao mortali

  13. lefty
    25 giugno 2009 alle 17:48

    non ci spaventare

  14. 25 giugno 2009 alle 20:32

    secondo me ci ripensi…
    Ci ripensi, vero?

  15. 25 giugno 2009 alle 20:43

    caro Prog…ho trovato molto faticoso seguire questo tuo percorso, ma l’ho fatto, a volte senza lasciare tracce, momenti in cui non avevo proprio voglia di immergermi in questo “senso unico”. Non sempre abbiamo voglia di misurarci con le sfumature, con i contenuti tra le righe…Tempo fa hai commentato da me che “cerchiamo la stessa Bellezza” e anche io lo penso. Ma…aspetto sempre che prima o poi spunti la Bellezza in questo blog, quella che sono sicura vedi ma che dimentichi di annotare. Perdona la mia natura “ingenua” e buon cammino Prog. Con affetto

  16. 25 giugno 2009 alle 23:38

    Ehi…Ehi…Ehi!

    Cosa vuoi dire?

    Non si sparisce così!

  17. 26 giugno 2009 alle 09:09

    Sulle ‘parole vuote’ ho una teoria. Se il blog ‘Italiani Imbecilli’ fosse più riservato alla sfera personale, tale teoria sarebbe già online. E non posso neppure scriverla qui, a mo’ di commento. Capirai.

  18. 26 giugno 2009 alle 13:07

    Non tutte le parole sono vuote.

    Quelle che hanno contenuti di giustizia, verità, lotta, amore, quelle dette veramente, pensate realmente, vissute davvero, quelle per cui si viene uccisi, quelle in cui si crede, ecco queste parole non sono vuote e non lo saranno mai.

    Proprio come le tue parole, che sono tutto meno che vuote.

    Non privarcene.

  19. 23 novembre 2009 alle 18:26

    questo live. perchè al min.1 si illumina di luce.

  20. Stella de simone
    25 gennaio 2017 alle 12:05

    Straordinario!
    L’AUTORE È PROGVOLUTION?
    HO LETTO TUTTO QUANTO C’ERA DA LEGGERE,ANCHE I COMMENTI HO DIVORATO.
    VORREI GENTILMENTE SAPERE SE C’È DI QUESTO AUTORE UN LIBRO O UN PROFILE FACEBOOK.
    GRAZIE!
    STELLA de SIMONE

    • 25 gennaio 2017 alle 17:04

      Il blog è morto, così il profilo facebook. Nessun libro. Solo silenzio. P.

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