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La soma dello sconforto (Opera omnia IX)

Continua da Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità (Opera omnia VIII)

11. Simpatico e confortevole

Allora il punto è come riuscire a far convivere la necessità ferrea di integrità (senza la quale la scrittura diventa opera amanuense compilatoria) con il “successo” di essere letti da altri esseri senzienti, pensanti, non appartenenti alla serie di origami umani che popolano i luoghi vacui della rete?
Avessi la risposta sarei già al punto 12. E invece no, anche se ritengo che non sia una questione trascurabile. È controverso: scrivo certamente per essere letto ma se voglio rimanere integro, e giuro che lo voglio, non posso scrivere cose adatte ad essere lette. Fatte per essere lette.

A voi interessa il successo? Volete essere blog-star? Una gloria piccina, ma può interessare.
Potreste volere avere sempre ragione (una tentazione comprensibile…), moderare i commenti per paura che qualcuno intacchi anche solo per poche ore il vostro regno. Liberi di farlo ma poi non portate avanti la bandiera della libertà di espressione come i giornalisti servi che per giustificare il loro scodinzolare tirano fuori i colleghi morti in Vietnam.
Dignità, per piacere!

Penso che si possa essere letti per la propria integrità ma consapevoli di apparire antipatici e scomodi (non confortevoli): sarete troppo pessimisti, estremisti, cinici, vorranno stemperare la vostra pesantezza con l’ironia e il sarcasmo che tutto travolgerà. Perché ogni ragionamento si può rivoltare, perché non si è mai abbastanza duri, né mai abbastanza comprensivi.
Perché per alcuni siete catastrofisti, per altri realisti. Perché per qualcuno sarete intelligentemente provocatori, per altri insopportabilmente irritanti e boriosi. Perché… esiste il punto 1.
Questo gioco al massacro sarà seccante ma non cambierà le premesse. Non bisogna cercare il consenso ma anche la futile processione di incomprensione non è costruttiva. Il senso di solito c’è, se non viene compreso è davvero necessario provare a distruggerlo? Non è meglio seguire il consiglio di Pennac ed avvalersi del primo diritto del lettore, non leggere? Perché non astenersi da un commento ed evitare di dare la conferma di essere intollerante?

Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto” (Ennio Flaiano)

Piano dell’operetta:

Opera omnia (20 frammenti sulle parole) Opera omnia I 20 maggio
Tempestare il mondo di parole Opera omnia II 22 maggio
Testimoniare un mondo vuoto di parole
Opera omnia III 25 maggio
Narratori di un mondo sprecato
Opera omnia IV 7 maggio
La semina della mistificazione
Opera omnia V 29 maggio
Sintesi sul filo del rasoio
Opera omnia VI 3 giugno
La suadenza nella sterilità
Opera omnia VII 5 giugno
Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità
Opera omnia VIII 9 giugno
La soma dello sconforto
Opera omnia IX 11 giugno
Di prossima pubblicazione

Guerra nella pace con i lettori

Opera omnia X

15 giugno ore 6.00

Esserci, ringraziare, scalciare

Opera omnia XI

17 giugno ore 6.00

Taci! L’amico ti legge

Opera omnia XII

19 giugno ore 6.00

L’estremità della coda della lucertola

Opera omnia XIII

23 giugno ore 6.00

Finalmente le parole sono vuote

Opera omnia XIV

26 giugno ore 6.00
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Categorie:comunicazione Tag:
  1. 11 giugno 2009 alle 10:39

    Non mi riesce d’inserire risposte ei commenti sul mio blog, quindi cerco di risponderti qui, ma prima ti commento: Pennac è un buon maestro (Flaiano non lo conosco, ma mi informerò) ed ha sicuramente grande stile.
    Si esser letti è bello ma anche dare il giusto peso ai commenti, alla fine non sono che opinioni formate da parole composte di lettere in fila tra uno spazio e l’altro, scomponendo tutto, cambia pure tutto.

    Prog : qUESTA POI ‘Gettate fuori prima di scordarsi di tutti gli ora che ti hanno illuminato gli allora’ è L’ENNESIMA conferma della tua raffinatezza, wow! In quanto alla crescita, mi segui da un pò, lo sai che mi sento un nano sempre, sarà la misura in cm. che mi crea deformazione mentale, ma mi sento ancora nano (e pure senza tacchi che son meglio le scarpe comode in discese di certi tipi).
    PS c’ho una voglia di esprimermi assurda, come se avessero aperto le chiuse di una diga che non può essere diga.

  2. 11 giugno 2009 alle 11:33

    Eh è un bel problema. Scrivere per tutti o scrivere per pochi o scrivere e basta? Scrivere e basta è troppo spirituale, non appartiene ai blog per loro stessa natura. Scrivere per tutti a meno che non sia una impresa prettamente commerciale fa storcere il naso . Scrivere per pochi apre scenari più complessi : bisogna vedere chi sono quei pochi; se sono sottostimati non fa piacere; se sono affezionati, non contano ai fini dell’autocompiacimento; se sono fagocitatori delle parole altrui, infastidiscono; se sono ‘giusti’ per il proprio modello, alla lunga stressano perchè sorge il timore di annoiarli.
    In tutti i casi è difficile per chi ricerca la visibilità. Tu cerchi la visibilità a priori ed è questo che ti crea tutti questi dubbi. Dovresti prima decidere e definire una volta per tutte cosa vuoi dai tuoi blogs. Auguri!
    PS il problema della ‘comprensione’ invece credo sia irrisolvibile. Pochissimi hanno la voglia di leggere attentamente ogni parola. Lo si vede dai commenti, che spesso dicono cose già scritte nel post.

  3. 11 giugno 2009 alle 12:03

    complimenti per il blog, ti inserisco nel blog roll, se ti piace il mio fai lo stesso!
    http://fratellisberleffi.blogspot.com/

  4. 11 giugno 2009 alle 14:34

    Ecco, potremmo partire da questo, da queste proposte di scambio, di cui non capisco la logica (anzi, faccio apposta a non capire): se un blogger mi interessa, lo seguo, perchè chiedere esplicitamente, o anche solo accennare all’interesse ad essere ricambiati? Anche qualcuno dei bloggers vicini a noi sforna periodiche statistiche sui propri successi.
    Io ad esempio, mi lamento non certo del numero delle persone che mi seguono, ma della difficoltà a dialogarci davvero, un dialogo sempre in procinto di tramutarsi in silenzio nell’esplicitarsi delle questioni sul tappeto.

  5. 11 giugno 2009 alle 15:42

    Ah, beh stavolta ti do ragione sor Cucinotta. Ma perchè essere sempre così critici??? ( senti chi parla). In ogni caso è impossibile portare avanti un discorso dialettico su un argomento, ma proprio per il mezzo usato: il blog pare non si presti a questo tipo di sviluppo tematico. Chissà, forse è un bene. Io per esempio con te non riuscirei a discutere per più di 5 minuti, ne sono più che certa. Convieni?
    Prog scusa se ho risposto al vincent a casa tua, ma per una volta che diceva una cosa da me condivisa….perdonerai.

  6. 11 giugno 2009 alle 17:57

    Io scrivo solo e sempre quello che voglio e sono contento di come il mio blog procede ma non ho mai scritto qualcosa per attirare nessuno. Non é il mio stile.

    Ciao
    Daniele

  7. 11 giugno 2009 alle 18:02

    odio essere un blog (dado) star
    -spesso non voglio comunicare affatto-

  8. 11 giugno 2009 alle 20:09

    Qui le cose si complicano, e se le si vuole semplici si cade nell’incomprensione.

    Quanto a scrivere per essere letto … questo è sacrosantamente vero, ma presuppone l’essere capiti, quindi il problema non è tanto scrivere cose che non piacciono -a tuti o a pochi “eletti”- ma essere capiti, che è la parte più critica, ma anche più interessante perchè si fa pure introspezione, non è detto che noi stessi ci capiamo del tutto.

    Poi la moderazione commenti … meno male che esiste questa possibilità di scelta, senza la quale non mi sarei trasferito su blogspot, non perchè abbia intenzione di usarla, ma costituisce una difesa contro i fake e i troll, che possono imbrattare il nostro lavoro. Poi se ci sono -e ci sono- persone che la usano per promuovere o bocciare i pareri altrui … buon pro gli faccia, a seconda dei casi ci metto poco a scrivere un contro-post, e da me -purtroppo per lui- non si censura niente … spesso e volentieri, certe cose è meglio lasciarle, perchè il modo in cui uno ci scrive è un biglietto da visita che dice tutto di lui.

  9. 11 giugno 2009 alle 23:29

    soma in greco come = copro ? :))

  10. 12 giugno 2009 alle 20:29

    hai posto un bel problema e su alcuni punti posso essere d’accordo con te.
    A me personalmente nn interessa far diventare famoso il mio blog o scrivere quel qualcosa solo xkè potrebbe interessare a qualcuno.
    Non ho neanke la presunzzione di definirmi una pseudo giornalista;sono soltanto una a cui piace avere un modo x confrontarsi,x comunicare e x imparare.
    E’ un momento di sfogo ke nn deve diventare una sfida;se ad alcuni fa piacere leggermi nella mia naturalezza bene,altrimenti pazienza.
    Amo fare commenti,anke se nn sempre mi dilungo,amo stare in contatto con gli altri,ma le mie idee voglio tenermele strette.
    Fammi sapere le tue deduzioni ,dopo tanto sfogo…….
    un abbraccio
    Lella

  11. 13 giugno 2009 alle 11:54

    Bisognerebbe fare qualsiasi cosa per se stessi in primis. Poi viene tutto il resto. Certo mi fa piacere essere seguita, mentirei dicendo il contrario, ma allo stesso tempo, preferisco perdere per strada, chi entra da me, per un proprio ritorno. Ho avuto mie personali turbolenze e non ho commentato su vari blog. Vedi i commenti e nota come sono diminuiti. Ci scommetti che crescono di nuovo se mi metto di lena? Il punto è che non me ne frega un caxxo!

  12. 14 giugno 2009 alle 15:05

    x Yrom.A
    mi sa che devo mutare in posizioni filosofiche relativiste come le tue, non ci sono alternative

    x Aleph
    Ottima analisi. Sulla visibilità sono sempre meno impegnato.
    Hai proprio ragione devo capire cosa voglio dal blog, ma sono troppo confuso, ancora

    x Vincenzo
    pochi, e io non mi includo, sono completamente disinteressati al numero dei lettori. Gran parte dei gadget dei blog e dei social network servono proprio ad allargare la rete.
    E’ una corporazione quantitativa più che qualitativa. Più ci ragione più ne intravedo i confini i quali sono poco adatti al fine del dialogo

    x Daniele
    Stile e coerenza, il tuo è certamente un ottimo esempio. Ma le tue capacità poetiche ti rendono “fuori concorso”!

    x lefty
    anch’io ho, talvolta, preso la deriva della non comprensione ma tu sei peggio di me;-)

    x sytry82
    lucido ma non facciamo molti passi avanti, comprensione o incomprensione?

    x Lefty
    puoi scegliere, soma come:
    1. il peso sull’asino
    2. il soma è una droga sintetica immaginaria ideata da Aldous Huxley nel suo romanzo Il Mondo Nuovo

    x Lella
    il punto è perchè sfogarsi in pubblico?
    per avere indietro cosa?

    x Nicole
    più commenti fai, più ne ricevi, questo è acclarato. A volte proprio per questo mi secca commentare perchè pare esserci un secondo fine quando ti commenta un altro blogger.
    E’ un caso che i blog sono commentati da altri blogger????
    Questo punto è fondamentale!
    Ma se veramente facciamo le cose per noi stessi come si interseca che lo facciamo su uno spazio pubblico che prevede i commenti degli altri?
    Se il blog è una spazio 2.0 interattivo allora non scrivo in prims per me, tutt’altro! Scrivo per i commenti degli altri…

  13. Anonymous
    14 giugno 2009 alle 19:42

    io ora ho le parole aggrovigliate nella pancia.

    sono serpenti ,luci e chimere.

    *O
    http://angelusnovus.splinder.com

  14. 14 giugno 2009 alle 19:51

    ot
    speechless – as well 🙂

  15. 14 giugno 2009 alle 21:03

    Lo so che è difficile a credersi…ma stranamente io sul blog scrivo molto…altrimenti non ci riuscirei.
    Ripeto…i commenti mi fanno strapiacere, perchè è innato il piacere di piacere. Ma ogni volto che scrivo un post ho piacere di mio.

    P.S. e alcuni commenti fanno più piacere di altri, anche questa è un’altra verità.

  16. 14 giugno 2009 alle 22:59

    scelgo la seconda : 2. il soma è una droga sintetica immaginaria ideata da Aldous Huxley nel suo romanzo Il Mondo Nuovo 🙂

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