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Narratori di un mondo sprecato (Opera omnia IV )

Continua da Testimoniare un mondo vuoto di parole (Opera omnia III)

4. Parole buttate

Altro aspetto della questione è il triste spettacolo cui assistiamo su ogni media, compresi i blog.
Alle parole non viene dato il giusto valore, vengono deprezzate e umiliate.
Le parole vengono buttate via. Continuo è lo spreco, l’inflazione, la deflazione, l’impoverimento dei termini.
L’appiattimento sugli stessi aggettivi, la saturazione dei superlativi, la distruzione della linea temporale delle forme verbali, della consecutio tempororum, i parassitismi, l’anglofonia coatta. Gli aggettivi comuni vengono caricati di molteplici sfumature, concetti teorici vengono mistificati, rivoltati e trasformati in armi di distruzione di massa (celebrale).

Navighiamo tra graffiti digitali e ne usciamo sconfortati tra piattezza, ciarpame, semplificazione d’accatto, manipolazione grossolana. Insomma, giorno per giorno, affondiamo nella desolazione narrativa.

Di fronte al linguaggio appiattito, violentato, torturato, artefatto, manipolato come posso non concludere che le parole sono vuote?
Cosa si può opporre ai media totalizzanti e alle pulsioni insane dei singoli riuniti in enti esponenziali virtuali (ma dagli effetti sostanziali) nella diffusione di un analfabetismo culturale ed emotivo?
Una deriva che, da un lato, è mass-mediatica, volutamente tesa a impoverire, a indebolire, a infiacchire le coscienze nascondendosi con lo scudo ingannevole della democratizzazione.
Dall’altro lato, è popolare, una volontà che nasce dal basso e che vorrebbe semplificare un mondo complesso, iper sfaccettato e di difficile decrittazione; questo movimento porta a spinte che nascono dalla pigrizia cognitiva e da un’irrefrenabile tendenza alla banalità. Ma questa considerazione non vuole assolutamente essere snobista o elitaria, è una semplice presa d’atto di potenzialità che vengono sprecate. Umiliazioni auto inflitte.

Io sono un genio ma nessuno lo sa tranne me” (Charles Bukowski – Storie di ordinaria follia)

5. Narratori in ascolto

Che spreco queste parole buttate! Non possiamo dire altrimenti. Noi che scriviamo, i blogger, siamo narratori. Per raccontare qualunque cosa bisogna prima ascoltare per testimoniare noi e il mondo che ci è toccato ascoltare.
Ascoltare questo mondo di parole vuote e buttate è, per quanto mi riguarda, sforzo improbo.
La fatica di questo impegno è il precipitato di uno sforzo che mi pare deludente, l’ascolto è desolante. Quanto mi piacerebbe sentire almeno una parte di umanità vivere a tempi dispari, stupire i sonnolenti ritmi di una tranquillità mentale voluta senza motivazione lucida.
Quello che prendi dovrebbe essere sempre maggiore rispetto a quello che dai. Io ho l’impressione opposta e, per il principio, dei vasi comunicanti, mi sento drenato dalla corrente opposta, dragato nel fondo del mio entusiasmo espressivo.
Mondo sei un vampiro! E io sono un emofiliaco…

Il tempo è la nostra condizione – siamo nel tempo, fatti di tempo. Veniamo dall’intemporale, forse, ma quando si entra nell’esistenza siamo tempo nel bene e nel male” (Mario Luzi)

Piano dell’operetta:

Opera omnia (20 frammenti sulle parole) Opera omnia I 20 maggio ore 18.00
Tempestare il mondo di parole Opera omnia II 22 maggio ore 6.00
Testimoniare un mondo vuoto di parole
Opera omnia III 25 maggio ore 6.00
Narratori di un mondo sprecato
Opera omnia IV 27 maggio ore 6.00
Di prossima pubblicazione

La semina della mistificazione

Opera omnia V

29 maggio ore 6.00

Sintesi sul filo della rasoio

Opera omnia VI

3 giugno ore 6.00

La suadenza nella sterilità

Opera omnia VII

5 giugno ore 6.00

Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità

Opera omnia VIII

9 giugno ore 6.00

La soma dello sconforto

Opera omnia IX

11 giugno ore 6.00

Guerra nella pace con i lettori

Opera omnia X

15 giugno ore 6.00

Esserci, ringraziare, scalciare

Opera omnia XI

17 giugno ore 6.00

Taci! L’amico ti legge

Opera omnia XII

19 giugno ore 6.00

L’estremità della coda della lucertola

Opera omnia XIII

23 giugno ore 6.00

Finalmente le parole sono vuote

Opera omnia XIV

26 giugno ore 6.00
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Categorie:comunicazione Tag:
  1. 27 maggio 2009 alle 07:53

    …beh a proposito di parole, ci sono pochi blogger che hanno una capacità di linguaggio ed un vocabolario cosi ricco come il tuo. Soprattutto il sottoscritto.

  2. 27 maggio 2009 alle 10:07

    Bisognerebbe chiedersi perché apriamo e scriviamo su un blog. I motivi non sono sempre i medesimi. Chi lo fa per protagonismo, chi per pubblicizzare qualcosa, chi con uno scopo sociale o semplicemente … didattico. Anche la fuga verso Facebook significa di sicuro qualcosa, ma un qualcosa di ancora più caotico, senza senso o con un senso delirante. Le parole non ci sono venute meno, anzi sono TROPPE, ma come ben asserisci tu, sono vuote.
    Nè si può pensare che questo vuoto derivi da una esperienza inesprimibile, come accadde durante il nazismo, perché il tempo in fuga o la cecità dell’ignoranza, non permette di vedere abbastanza da vicino ciò che sta accadendo. Si preferisce non vedere, non sapere, si preferisce fingere di vivere. E perché questo si renda possibile, diventano necessari il rumore, la fretta, l’ascolto disattento, la non-partecipazione.
    Ciao Prog,
    Lara

  3. 27 maggio 2009 alle 11:03

    In questo momento sono ancora in questo mondo di blog perché mi tiene ancorata a una certa realtà, altrimenti finirei per crogiolarmi nel mio pessimismo misto a misantropia senza comprendere l’esterno.

    So di esser carnefice di parole e anche nei fatti, questo stato esiste anche per mia volontà.
    Gio

  4. 27 maggio 2009 alle 13:33

    Qui dissento in parte. Non è il modo in cui si scrivono le cose , cioè nelle forma corretta. Punteggiatura, grammatica etc etc. Ognuno scrive in base alla propria cultura e capacità. A me quello che fa cadere le braccia sono i contenuti, la superficialità con cui si affrontano o non si affrontano i problemi.
    Abbiamo un mezzo incredibile. L’unico forse rimasto, l’unico faro in mezzo alla nebbia. Cavolo, facciamone un buon uso..divulghiamo attraverso la scrittura i pensieri che altrimenti in un altro modo non avrebbero vita e speranza.
    Invece no…anche questo mondo virtuale è diventato una succursale di faziosità, eccentricità e deficienza pura.

  5. 27 maggio 2009 alle 17:17

    Ma cosa volete? Ma cosa vi aspettate? Basta con le lezioncine su cosa , come e perchè siamo qui a ‘scrivere’. Ci manca solo che ci si metta tutti a fare i filosofi o che si parlasse solo della triste condizione nazionale, senza peraltro capirci un granchè come possiamo notare spesso.
    A Prog chiedo : sicuro di dare più di quello che prendi?
    Il tuo problema è semplice : parafrasando Nietzsche, sei nato postumo, e non ci puoi fare niente. E non sei il solo, non è una condizione simpatica.
    Scusa se approfitto per salutare qui la buona mente-persa, donna blogger insolitamente generosa, ciao!

  6. 27 maggio 2009 alle 17:21

    Prog…questo tuo post oggi lucida il senso di inutilità che da giorni mi attanaglia. Però sulla vacuità delle parole non sono d’accordo, o comunque non generalizzerei…Anche sui blog, si va dove si sa di trovare dei contenuti che, tu ne sei un esempio, ci sono! Un abbraccio Prog

  7. 27 maggio 2009 alle 18:04

    x Aleph

    Scusa ma credo che ognuno di noi abbia espresso un proprio parere, giusto o sbagliato che sia.Io non ho visto lezioncine , ma solo considerazioni. A me pare che la lezioncina l’abbia impartita tu. Ciao

  8. 27 maggio 2009 alle 19:09

    Ciao Aleph :))

  9. 27 maggio 2009 alle 20:10

    x Veneris
    grazie ma non eccedere in modestia!

    x Lara
    giusto Lara, perchè siamo qui?
    Perchè FB attira così tanto nel suo turbinio di superficialità?
    Perchè ci sono troppe parole e poche sono significanti?
    Perchè la comunicazione virtuale non è approdo ma fuga?
    Non ho risposte, le cerco e accetto suggerimenti!

    x La Mente persa
    Cara Gio penso di essere sul blog per il tuo stesso motivo ma tendo a crogiolarmi lo stesso…
    Comunque non ti vedo nei panni del carnefice…

    x Nicole
    Non esaltavo il virtuosismo o la forma, quindi siamo assolutamente in linea: è ASSOLUTAMENTE un problema di contenuto che però deve essere espresso in un contentente che sia frutto di impegno e concentrazione per dare la massima espressione al contenuto

    x Aleph
    non il plurale, usa il singolare.
    Conosci la mia sfrenata ambizione e boria.
    Sono sicuro ma anche no, forse era un provocazione…
    Comunque hai ragione sono postumo ma sopratutto, come ripeto spesso, post-umano, post-sessuale, post-localizzato…

    x Arnica
    Cara Arnica in realtà la mia generalizzazione vuole andare a specificare alcuni punti, lungi da me affermare la morte della parole. E’ solo un’agonia… Ma, sopratutto, quando hai l’umore basso non leggermi 😉
    Ti ringrazio di salvarmi ma dovremmo allargare il campo e chiederci se veramente in troppi stiamo sprecando la possibilità di narrare il nostro presente.
    Un abbraccio

  10. 27 maggio 2009 alle 21:41

    Superata la fase della ” pubertà del esibizionismo ”
    credo che sia troppo intimo
    dopo postare o commentare troppe parole inutili sparse nel vento.
    bisognerebbe essere come i gatti-pensavo-
    e non parlare mai. se non quando serve ..

  11. 27 maggio 2009 alle 22:23

    Quest’articolo è formidabile. Forse fuori luogo, ma lo trovo superlativo. Assolutissimamente superlativo.

  12. 27 maggio 2009 alle 22:25

    [fuori luogo gli aggettivismi della mia considerazione, intendo, non il post.]

  13. 27 maggio 2009 alle 22:26

    [Meglio stupire con effetti specifici che curare]

  14. 28 maggio 2009 alle 17:50

    Good week end … vado a fare un breck e faccio pure un lounch già che ci sono.
    < HREF="http://movimentoparaculo.blogspot.com/" REL="nofollow">Sussurri anglofoni<>

  15. 28 maggio 2009 alle 18:05

    x Lefty
    e capire quando serve la questione amletica
    OT: non riesco a commentare sul tuo blog…

    x Squilibrato
    Grazie, comunque fuori luogo anche la mia aggettivistica e l’intero mio blog!

    X sytry82
    You’re welcome. Good luck and God bless you, mad kid, I love you!

  1. 8 agosto 2010 alle 14:55

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