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Il corpo di N. è il corpo elettorale

N. è l’Italia. Un essere senza talento, un corpo che si vende per risultati da ottenere senza fatica. Seguire le scorciatoie dello svendersi impedisce di dover affrontare la fatica dell’emersione delle proprie qualità. Forse N. ha delle capacità ma la via breve del successo prezzolato le impedirà per sempre di svilupparle. Tutto le sarà dato per le attenzioni concesse al vecchio libidinoso.
Ma N. non ha colpa, è solo la figlia di una società votata al completo mercimonio di sé. Questa non è una accusa alla singola N. perchè tutti noi lo siamo diventati, questa comunità nazionale è un recinto di N. giovani, discinte/i, in vendita, disposte/i a tutto (tranne che al sacrificio e alla fatica) per soddisfare i propri (?) sogni (essenzialmente di consumo).

N. è una donna, ma non è questo il punto. In Italia la prostituzione non è legata al genere. La prostituzione è un modo globale di vivere del cittadino italiano. È prostituzione fisica ma soprattutto mentale. Si vende la dignità, le idee, il voto, l’integrità morale, il futuro. Si vende la sicurezza dei lavoratori, il benessere dei cittadini, la salubrità dell’ambiente.Si mette all’asta il proprio corpo così come la solidità delle case.Si vende il benessere altrui a favore del proprio. Chi si mette in vendita è vittima ma è insieme carnefice di sé nell’immolarsi a vittima per obiettivi turpi, eterodiretti da una società malata.

La colpa è diffusa. Il marcio è esteso. Il popolo è corruttibile perché il sistema è corrotto, o il sistema si corrompe per la tendenza innata delle persone? Cosa vogliamo condannare maggiormente, il corruttore o chi aspira in ogni modo ad essere corrotto? Senza i corruttori (di ogni specie, morale ed economica) i corruttibili non potrebbero dare sfogo ai loro peggiori istinti.

Ma i corruttori imperano. Spadroneggiano. Più sono corrotti, più hanno potere. Alcuni diventano capi di governo. Altri dittatori. Altri prima l’uno, poi l’altro. La storia racconta di molti dittatori sanguinari in preda a desideri sessuali fuori controllo. Deve essere una tendenza che va oltre il mero appetito sessuale per debordare in una libidine di potere più ampia. L’autocrate scambia il desiderio sessuale con il desiderio di potere. Il possesso sessuale è solo espressione dell’annichilazione degli altri. Poter esercitare il potere politico, economico o quello derivato dal “successo” per ottenere prede sessuali altrimenti inaccessibili è espressione di una chiara volontà di distruggere l’innocenza e la purezza. Quello che il despota ha sepolto in sé vuole distruggere negli altri così da giustificare a sé stesso la visione corrotta della società che ogni dittatore delira per placare la proprie frustrazioni personali.

Mentre il satiro pasteggia nella sua orgia di minorenni non sta sfogando i suoi appetiti sessuali di maschio italico. Questa idea ammiccante, che tanto piace ai suoi servi e che forse gli attira le simpatie di tutti i frustrati macho-fascisti della penisola, è lugubremente consolatoria. In realtà sta fottendo l’intero Paese, sta fottendo la dignità di una comunità, sta fottendo l’idea di una nazione normale dove ognuno ricopre una posizione corrispondente alla sue capacità.

Il corpo di N. è il corpo elettorale. Comprato, svuotato di dignità, violato, umiliato. La transustanziazione eretica è compiuta. Non è una novità, ma siamo stati fottuti.

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  1. 26 maggio 2009 alle 14:35

    Grande post: condivido.
    Vorrei solo aggiungere che “la gente”, quelli che tu chiami corrotti, ci sono sempre stati. La dignità, il rispetto di sè stessi e delle proprie idee non avviene spontaneamente, l’uomo è un animale come gli altri, non c’è afflato divino in noi: sono favolette per bimbi. E’ solo un’operazione di educazione e di istruzione che porta alla civiltà. La paura dell’inferno ha aiutato molto, i principi morali vengono dalla collettività e deve essere la classe dirigente a promuoverli. Quindi, io non ho dubbi: la colpa è dei corruttori. In fondo, in sistemi politici che ci somigliano, è solo una differente qualità della classe dirigente a tenere in piedi una società che ancora ha diritto ad essere definita civile.

  2. 26 maggio 2009 alle 14:51

    Il corpo di Noemy è tabula rasa … quel che ci vuole per governare per sempre.

  3. 26 maggio 2009 alle 15:15

    Un’epoca di saldi perenni e di 3×2 dove, oltre alle merci, tutto è in vendita: corpi, menti e anime.

  4. 26 maggio 2009 alle 15:26

    La mancanza di etica e morale oramai sta diventando materia d’insegnamento mediatico. Fa male vedere cmq che ci si indigni di più per Noemi che per il Lodo Alfano (alludo a livello di media non di blog e di rete)

    Ed anche questo deve far riflettere…

  5. 26 maggio 2009 alle 16:17

    ormai la velocità delle azioni non ci permette piu’ di fare “la gavetta” … e i risultati, purtroppo, li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni in tutti i settori

  6. 26 maggio 2009 alle 18:20

    x Vincenzo
    in linea di massima concordo ma ci sono due fatti:
    – l’Italia è un paese che ha investito in istruzione e alfabetismo, nonostante questo abbiamo una corruzione a livello del terzo mondo;
    – i corruttori escono fuori dalla gente, non sono un corpo estraneo

    x sytry82
    io non avevo fatto il nome…

    x Lucien
    già e forse, purtroppo, chi ancora non si è venduto è perchè non ha acquirenti….

    x Daniele
    il problema è che ci si deve indignare per troppe cose
    il problema è che l’indignazione passa e scompare
    il problema è che nulla sembra più sconvolgere le coscienze

    x Bruno
    correre alla meta, con qualunque sporco mezzo…

  7. 26 maggio 2009 alle 22:46

    da chi Prog siamo stati fottuti?dai nostri simili? dalle nostre piccole o grandi ambizioni che ci distraggono mentre viene su e si radicalizza questa cultura dell’illegalità?E’ così bello e fa così male questo tuo post! Siamo stati fottuti e lo abbiamo permesso…per sopravvivere?
    buonanotte

  8. 26 maggio 2009 alle 23:48

    Io non credo sia solo lui la causa di tutti i mali. Lui è solo quello che si fa notare di più per esagerata vanità ed egocentrismo.
    Come penso che le vere puttane, non siano quelle che battono sulle strade. E’ un mondo di puttane ormai ed ognuno con il suo prezzo. E se c’è qualcuno che corrompe , c’è sempre chi è pronto a prendere scorciatoie. Quello che un tempo era tabù o ancor meglio valore oggi è sostituito dal tutto è lecito. Una Sodoma e Gomorra moderna…la storia insegna, che non si va da nessuna parte.

  9. 27 maggio 2009 alle 09:59

    In un tempo lontano un uomo chiamato Confucio disse:
    “Niente è più visibile di quello che è nascosto”
    Gli italiani lo sanno dove e chi sono i corrotti.

    Ho linkato questo post perché è perfetto.
    gio

  10. 27 maggio 2009 alle 12:57

    Quanta verita’ in questo post,una verita’ che aleggia intorno a noi,impregnandoci, a mio parere fin dai primi anni 80-Non che prima non fosse cosi,ma di certo non era cosi forte,come oggi,questo genere di vita,intendo,
    lo schifo che è alla base di questo Modus Vivendi-Stranamente,ero ragazzina, e trovai che l’arrivo dei canali privati,fosse una bella cosa,un pluralismo di idee!Oggi penso che è stata una catastrofe,perchè nessuno,ripeto, nessuno,che aveva i poteri,allora,ha fatto nulla perchè all’interno di un quel pluralismo meditico ci fossero “leggi ferre”Anzi,al contrario ,sappiamo come ando’ fra Craxi e mister B.
    Daltronde,oggi assistiamo allo sfracellamento di tutte le regole etiche,di comportamento,per non parlare delle leggi commerciali-Ci meravigliamo di una certa signorina N. che si comporta cosi,come s’è comportata,senza nemmeno tener conto di avere meno del’eta’ delle figlie di Mister B.!!!
    Non sono assolutamente una bacchettona,ma mi chiedo che tipo d’educazione abbiano dato a questa tipetta i suoi genitori-E come al solito, chi ci rimette è il mondo femminile,quello sano,quello che lavora,quello che suda e si conqusita a fatica la pagnotta quotidiana-Senza dimenticare che il ruffiano della situzione è mister Fede…le fedino retequattrista,ma tanto,se non fosse stato lui,sarebbe stato l’altro-Sono ormai convinti ,non di vivere in una Democrazia,ma alla corte del Re Sole,dimentichi di che fine hanno fatto certe dinastie-ma io spero,spero ardentemente che,prima o poi certa ciurmaglia,che vive a livello delle feci pecoreccie di cui godono,segua la stessa fine-
    il vero problema è che hanno rovinato QUASI l’intero paese,che ha fatto suo, questo stile di vita e di pensiero!!

  11. 27 maggio 2009 alle 12:59

    ah dimenticavo..QUOTO Daniele,il Rockpoeta!

  12. 27 maggio 2009 alle 20:16

    x Arnica
    rispetto a questa sopravvivenza forse è meglio una fine dignitosa?
    Quanta amarezza…

    x La Mente Persa
    Ti ringrazio moltissimo per il re-blog.
    La consapevolezze peggiora terribilmente la condizione generale

    x ♥gabrybabelle
    il tuo appassionato intervento riassume tante parole che spesso ho speso su queste pagine. Questo modello-sfacelo così ambito da tanti è veramente un cimitero della dignità e della coscienza.
    E a questo funerale andiamo lieti con sorrisi di plastica.
    Mal rovina è solo “quasi” riuscita, quindi striniamo i denti

  13. 28 maggio 2009 alle 01:25

    Passo qui grazie a Mente Persa, quindi ringrazio lei in primis.
    Un post perfetto, che fotografa un paese che vede l’illegalità ormai non un dramma ma una pura e semplice necessità di sopravvivenza.

  14. 28 maggio 2009 alle 07:06

    Risponderò separatamente ai due punti che sollevi.
    1. Se istruzione c’è stata e gli effetti sono quelli che vediamo, ciò significa che bisogna prima formare i formatori, che il settore dell’istruzione deve essere meglio indirizzato: forse si torna al problema dell’ideologia che deve essere esplicitamente considerata.
    2. Non importa davvero da dove i corruttori provengano. Il punto fondamentale mi pare sia il loro accoglimento, la loro promozione selettiva, cioè fatta escludendo altri all’interno della classe dirigente. Se i meccanismi di selezione della classe dirigente sono quelli che vediamo, risulta inevitabile un suo progressivo peggioramento. probabilmento questo peggioramento è andato tanto avanti, che l’intera classe dirigente dovrebbe essere sostituita: una rivoluzione insomma.

  15. 28 maggio 2009 alle 18:02

    x Le Favà
    dovremmo smettere di sopravvivere e cominciare a vivere

    x Vincenzo
    1. e se la colpa non fosse della struttura educativa/formativa ma del materiale umano (questa è una provocazione, ma io difendo la scuola visto che ha formato me, te e milioni di altri ottimi cittadini…)
    2. purtroppo la classe dirigente è espressione dello spirito di un popolo, dopo 60 anni non si può pensare che sia il frutto solo di sfortunate occasionalità e storture dei meccanismi di selezione.
    Io amo il concetto di rivoluzione ma come disse il Che “la prima rivoluzione si compie dentro di sé” e gli italiani non mi sembrano tanto per la quale…

  16. 31 maggio 2009 alle 22:20

    L’Italia è al 45esimo posto dietro a Malaysia, Mauritius, Giordania e Botswana nella speciale graduatoria dei Paesi meno corrotti del mondo stilata dall’organizzazione non governativa ‘Transparency International’. E questo, credo, perchè è cambiato nelle teste degli Italiani il modo di sentire la vita. Negli ultimi trent’anni, abbiamo assistito, senza forse avvertirlo in tempo, alla sostituzione, da parte del potere economico-politico, del modello di valori tramandatici dai nostri padri con un modello in cui i valori dominanti sono il danaro, gli affari, la furbizia. Questo miraggio che conduce all’allontanamento dalla vita reale per quella patinata del gossip, comporta il comprare per pura ingorda ambizione e degenerazione bulimica e il sapersi vendere, per poter raccogliere le briciole del potere . Le menti si sono prostituite e un qualunque parvenue egocentrico, in determinate condizioni storico.politiche, avrebbe saputo corrompere le deboli menti degli italioti. Questo è successo, anche perché si è andata perdendo la memoria storica e la storia è un ciclo e riciclo. Il passato dovrebbe insegnare e il presente dovrebbe preparare il futuro , ma per un popolo senza valori morali il solo pensiero resta sfruttare il presente, a danno delle generazioni che verranno.

  1. 10 novembre 2011 alle 21:51

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