Home > comunicazione > Testimoniare un mondo vuoto di parole (Opera omnia III)

Testimoniare un mondo vuoto di parole (Opera omnia III)

Continua da Tempestare il mondo di parole (Opera omnia II )

3. La teoria delle parole vuote

Quindi il linguaggio è uno strumento e come tale il suo utilizzo può essere differente a seconda delle scelte dell’utilizzatore.
Dentro la visuale delle parole significanti è inevitabile il rischio di incomprensioni, di fraintendimenti, di travisamenti. Non voluti o non voluti in una certa direzione.
Ma oltre questa fisiologia non possiamo negare l’esistenza di un linguaggio deviante.
Mi riferisco a chi usa le parole dolosamente (la colpa la assolviamo sempre) per diffondere messaggi fuorvianti per il ricevente.
Basta appropriarsi surrettiziamente dei termini, farne la propria bandiera nel sottrarli al Nemico, manipolare il significato, prestidigitare a proprio vantaggio. Così il linguaggio viene a svuotarsi e non esiste peggiore epidemia per la società della comunicazione (così stratificata ma così fragile). Nessun impoverimento è peggiore per la cultura di un popolo. Depauperare il linguaggio è, di fondo, una devastante strategia fascista contro la forza democratica della cultura popolare. Parlo in termini macro perché è un fenomeno che tutti constatiamo nella vita pubblica italiana il cui linguaggio è piena deriva sloganistica. Oggi, 2009 d.C., la discussione sulla res pubblica è ridotta a continua propaganda ad effetto, alla magia demagogica che si fa untore di parole positive (ad esempio democrazia) che tutti i contendenti vorrebbero tirare dalla propria parte indipendentemente dal senso delle parole.
Questa prassi diffusa nella (perdonate l’idiozia, ma non trovo sinonimi) classe dirigente del Paese si riverbera a cascata su tutta la vita nazionale, sul popolo (se esiste ancora e riuscite ad individuarlo). Il baluardo intellettuale, che resiste per testimoniare che un linguaggio pubblico di “civiltà”, una riflessione di significato, è ben altra cosa, è solingo all’angolo, deriso e sbeffeggiato come residuato di altri, utopistici, tempi.
Poi è una conseguenza naturale che la deriva coinvolga anche il linguaggio che narra la sfera privata…

Ti offro questi dati affinché niente muoia, né i morti di ieri, né i resuscitati di oggi.
Voglio brutale la mia voce, non la voglio bella, non pura, non di tutte le dimensioni.
La voglio lacerata da parte a parte, non voglio si diverta, perché parlo infine dell’uomo e del suo rifiuto, del suo marcio quotidiano, della sua spaventosa rinuncia.
Voglio che tu racconti
” (Frantz Fanon)

Piano dell’operetta:

Opera omnia (20 frammenti sulle parole) Opera omnia I 20 maggio ore 18.00
Tempestare il mondo di parole Opera omnia II 22 maggio ore 6.00
Testimoniare un mondo vuoto di parole
Opera omnia III 25 maggio ore 6.00
Di prossima pubblicazione

Narratori di un mondo sprecato

Opera omnia IV

27 maggio ore 6.00

La semina della mistificazione

Opera omnia V

29 maggio ore 6.00

Sintesi sul filo della rasoio

Opera omnia VI

3 giugno ore 6.00

La suadenza nella sterilità

Opera omnia VII

5 giugno ore 6.00

Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità

Opera omnia VIII

9 giugno ore 6.00

La soma dello sconforto

Opera omnia IX

11 giugno ore 6.00

Guerra nella pace con i lettori

Opera omnia X

15 giugno ore 6.00

Esserci, ringraziare, scalciare

Opera omnia XI

17 giugno ore 6.00

Taci! L’amico ti legge

Opera omnia XII

19 giugno ore 6.00

L’estremità della coda della lucertola

Opera omnia XIII

23 giugno ore 6.00

Finalmente le parole sono vuote

Opera omnia XIV

26 giugno ore 6.00
Annunci
Categorie:comunicazione Tag:
  1. 25 maggio 2009 alle 08:40

    Devo essere d’accordo, è verissimo quanto hai scritto.
    Ne “La morte di Virgilio” di Hermann Broch, si legge della condizione tragica di un uomo di parole in un’epoca di potere bruto. Il romanzo verte sulla decisione di Virgilio, nell’ora della morte, di distruggere il manoscritto dell’Eneide. Comprende infatti che la bellezza e la verità del linguaggio non sono in grado di far fronte all’avanzata della barbarie.
    Broch avvertì sempre di più che la comunicazione si trovava forse in forme diverse dal linguaggio, forse nella matematica, l’altra faccia del silenzio…
    Ciao Prog!
    Lara

  2. 25 maggio 2009 alle 10:13

    Sei amaro ed hai ragione…Viviamo in un’epoca dove non solo il linguaggio è allo sbaraglio. Non so come spiegarlo…è tutto effimero. Tutto scivola e si disperde in fiumi di parole.

    Nessuno ascolta con attenzione.

    .

  3. 25 maggio 2009 alle 13:09

    La penso così anch’io, a volte in post o commenti mi è capitato di soffermarmi su questa questione. Mi ha molto colpito un filosofo, di cui purtroppo non ricordo il nome, che pone quattro condizioni per avere comunicazione. Ebbene, una di questa quattro condizioni la chiama “veracità”, cioè la disposizioone a volere comunicare il vero.
    Questa disposizione non c’è chiaramente più, soprattutto nella sfera pubblica, che ormai è una sfera globale. Questo comporta delle gravi conseguenze, perfino nelle sfere private individuali, un effetto di lunga durata, da cui sarà faticoso liberarsi in un futuro al momento indeterminato.

  4. 25 maggio 2009 alle 14:16

    Beh, certamente Ionesco ne aveva fatto la sua poetica, non a caso. Naturalmente tu ti riferisci al linguaggio verbale. Per fortuna esiste il linguaggio visivo che, se ben scritto e ben letto, possiede la sua sempre forte e univoca valenza.

  5. 25 maggio 2009 alle 15:44

    Io spero tanto che non esista un codice penale che preveda pene severe per gli stupratori di congiuntivi … nel caso, dovrei fuggire alle Kaiman al più presto.
    *__*

  6. 25 maggio 2009 alle 20:18

    Rischi di incomprensione esistono…l’unica soluzione credo sia ..non concludere il “discorso” tra due persone con un’ unica frase..ma cercare la continuità ..con intelligenza e riflessione ..quindi il linguaggio/concetto non sarà per nulla diverso e forviante da ciò che si voleva esprimere…e così ” nulla morrà” e resterà indelebile.
    Vania

  7. 26 maggio 2009 alle 09:57

    Ritorno sul post…Ieri ero troppo stonata dal caldo.

    Sai cosa credo in verità che tanti bla bla bla incosistenti, siano frutto di una realtà trasportata anche nel virtuale.
    Quando ho avuto la discussione con la blogger, ho avuto picchi nelle visite e maggior commenti.Tira tu le somme. O come quando scrivi determinate cose e c’è sempre qualcuno che ti psicanalizza. Molte volte lascio correre…Pensa che mi ha scritto pure uno in privato, per dirmi che chi ero io per giudicare il Deputato Mele ex UDC.
    Nssuno pesa le parole, nessuno pensa che una parola possa essere più affilata di una sciabola.

  8. 26 maggio 2009 alle 14:48

    Rimane buono come commento riciclato la mia osservazione di oggi:
    Berlusconi ha cambiato il modo di comunicare. Diffonde notizie per distrarre l’opinione pubblica, censura o vieta alle vittime di turno di esercitare i propri diritti scatenandogli contro una violenta gogna mediatica di parole al vento con l’unico effetto di spostare l’attenzione dal vero problema, (l’esercizio di un diritto), al giudicare le persone o i fatti al centro della discussione. Questo significa negare democrazia con il vecchio trucco del “pettegolezzo”, esso risveglia il voyerismo della gente ed è la cattiveria morbosa a decidere, non la razionalità.

    Il grande potere ha così infettato le piccole sfere personali.
    gio

  9. 26 maggio 2009 alle 18:29

    x Lara
    la tua citazione è perfetta è illumina quello che volevo dire, grazie

    x Nicole
    nessuno pesa le parole, nessuna pensa le parole…hai ragione, ma allora cosa stiamo facendo? perchè siamo qui a scrivere? io rifletto sui miei dubbi

    x Vincenzo
    il punto è che tolta la veracità l’intero sforzo comunicativo appare un esercizio di stile, un passatempo ozioso e io penso di avere modi migliori di spendere la mia breve esistenza

    x Coscienza
    io mi riferisco al linguaggio scritto, quanto all'”univoca valenza” ho molti dubbi!

    x sytry82
    non esiste, ma è un peccato 😉

    x Vania
    purtroppo la continuità raramente può essere alimentata. Inoltre spesso non c’è la volontà di entrambi le parti di investire così “tanto” sulla trasmissione del linguaggio

    x La Mente Persa
    osservazione centrata, ahinoi Mr. B è l’esempio perfetto di mistificazione e linguaggio svuotato. Bisogna frenare la valanga!

  1. No trackbacks yet.

Spazio al dissenso

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: