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Opera omnia I (20 frammenti sulle parole)

Premessa (o titolo esteso)

Opera omnia: perché bloggare e perché sparire. Fiume sull’essenziale inutilità delle parole e contro l’indolenza di pensiero.
Breve operetta in 37 giorni, 18 cartelle, 20 frammenti e 14 post di un blog-coholic in cerca delle motivazioni nelle e delle proprie parole.

Crediamo di desiderare l’affetto, la condivisione, il comune sentire, ma quello che amiamo sono il freddo e l’assoluto, e quando ci accorgiamo di non trovarli nell’altro ci manca il respiro. Attraverso il buchino della serratura che è la pupilla, questo cerchiamo: l’informe, l’inumano” (Shelley Jackson – La melancolia del corpo)

0. Un titolo non dovrebbe essere troppo lungo per rispettare la pigrizia di chi legge e per motivi intrinseci all’essenza stessa della sua funzione inoltre non è funzionale ad attirare il lettore e non lo aiuta a decidere in anticipo se lo scritto è di suo interesse. Una cazzata insomma

Solo titolo niente testo, d’altronde una grossa percentuale di chi legge il giornale assorbe le notizie quasi esclusivamente titolo. E basta quello per cominciare la polemica al bar, in famiglia, con gli amici. E allora perché perdere tempo con il testo?
Allora perché spargere a piene mani parole su parole, perché ricamare argomentazioni. Il contenuto è solo contorno del nocciolo?

La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere una domanda per ogni cosa” (Milan Kundera )

1. In claris non fit interpretatio!

Nella storia del diritto c’è stata un’epoca di grande illusione: la tecnica di scrittura delle norme (e quindi la volontà del legislatore) poteva essere affinata in modo tale da divenire cristallina, auto-esplicante in modo tale da non necessitare di interpretazione. Quando è chiaro, non si interpreta!
Un’illusione, ovviamente. Un’illusione che in ambito comunicativo nessuno ha mai potuto neanche lontanamente proporre. Siamo essere interpretanti, ogni affermazione viene recepita diversamente, in modo peculiare e unico.
Non esiste solo la babele biblica tra le diverse lingue, esiste una babele dentro il singolo codice linguistico. Ognuno di noi scrive e legge con un ordine mentale, una struttura, un obiettivo, una sensibilità, un pregresso, una storia. Tutto quello che c’era prima influirà il corrente e modificherà il futuro.

Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato” (Pier Paolo Pasolini)

Piano dell’operetta:

Opera omnia (20 frammenti sulle parole) Opera omnia I 20 maggio ore 18.00
Di prossima pubblicazione

Tempestare il mondo di parole

Opera omnia II

22 maggio ore 6.00

Testimoniare un mondo vuoto di parole

Opera omnia III

25 maggio ore 6.00

Narratori di un mondo sprecato

Opera omnia IV

27 maggio ore 6.00

La semina della mistificazione

Opera omnia V

29 maggio ore 6.00

Sintesi sul filo della rasoio

Opera omnia VI

3 giugno ore 6.00

La suadenza nella sterilità

Opera omnia VII

5 giugno ore 6.00

Varcare la sottile linea difensiva dell’integrità

Opera omnia VIII

9 giugno ore 6.00

La soma dello sconforto

Opera omnia IX

11 giugno ore 6.00

Guerra nella pace con i lettori

Opera omnia X

15 giugno ore 6.00

Esserci, ringraziare, scalciare

Opera omnia XI

17 giugno ore 6.00

Taci! L’amico ti legge

Opera omnia XII

19 giugno ore 6.00

L’estremità della coda della lucertola

Opera omnia XIII

23 giugno ore 6.00

Finalmente le parole sono vuote

Opera omnia XIV

26 giugno ore 6.00
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Categorie:comunicazione Tag:
  1. 20 maggio 2009 alle 18:53

    Ha tutta l’aria di essere un’opera omnia di grande valore.
    La seguirò con interesse.
    Ciao Prog!
    Lara

  2. 20 maggio 2009 alle 20:19

    Aiutoooo !!…
    …non sò se sarò in grado !!
    Comunque ci sarò !!:))
    Unico neo… dal 1 giugno sono in ferie …quindi leggerò i post più in là.
    Buon lavoro !! Ciao Vania

  3. 20 maggio 2009 alle 21:06

    Volendo proprio esprimere un dissenso,…non saprei che dire!!
    Bah!, vedremo…

  4. 20 maggio 2009 alle 22:49

    La lezione sui titoli è esplicativa. La morale di troppi si sofferma sulle prime sensazioni e grida in maniera altisonante giudizi infondati.

    Sul linguaggio: mi porto sempre dentro al cuore le teorie di Pirandello, una parola è un contenitore dove ognuno inserisce il significato che vuole.

    Attendo l’opera. Grandioso.
    gio

  5. 21 maggio 2009 alle 08:24

    Non so se hai mai letto Wittgenstein, soprattutto l’ultimo, quello delle “Ricerche filosofiche”. L’attinenza con il tuo post è piuttosto limitata. Tuttavia, è un libro un po’ complicato, ma maledettamente interessante: a me ha cambiato la vita. Io lo consiglio, ma con certe condizioni di partenza (sennò lo si butta via dopo averne letto poche pagine).

  6. 21 maggio 2009 alle 12:15

    Si capisce che non siete mai stati ad un corso di scrittura creativa ( e avete fatto benissimo…), perchè la prima cosa che ‘insegnano’ è l’importanza del titolo prima ancora dell’incipt. Altro che farci del sarcasmo!Interessanti i corsi di s.c. soprattutto chi li tiene, ti viene da contestare ogni affermazione, anche solo per il gusto di metterli in difficoltà.
    Comunque, tornando all’opera omnia : mi prenoto solo per ” L’estremità della coda della lucertola”…e mi sembra già tanto.
    …lo dicevo io che non lo si doveva svegliare…

  7. 21 maggio 2009 alle 15:15

    ”Finalmente le parole sono vuote”, mi suona male…perchè mettere il carro davanti ai buoi?

    Mi piace leggerti, scrivi molto bene, continua a farlo.

  8. 23 maggio 2009 alle 19:02

    x Lara
    spero sia all’altezza delle aspettative…

    x Vania
    sarai perfettamente in grado non è impegnativo solo lungo (e sulla finta comodità della sintesi tornerò…).

    x Angelo
    Bah!, vedrai…

    x La Mente
    Il momento delicato è quando le parole si trasformano da contenitori-contenenti a contenitori vuoti.
    Grandioso? Questo è un pregiudizio 😉

    x Vincenzo
    Non l’ho letto ma è una lettura che vorrei affrontare prima o poi.
    Proprio sull’impegnatività della lettura ritorno negli altri post dell’operetta

    x Aleph
    Sbagli! Io quel corso l’ho fatto (per lavoro), anche se non se ne vedono i risultati…
    I corsi di comunicazione rafforzano le mie idee, la comunicazione professionale è virata a intenti non etici, con mezzi manipolatori.
    Ingannare conoscendo le altrui debolezze, alimentarne la pigrizia, titillarne le emozioni basse, esaltare o nascondere elementi a convenienza.

    x Nicole
    Ormai tutto è scritto…
    Non importa saper scrivere bene, importa avere qualcosa da dire, avere qualcuno che voglia e possa capire e, SOPRATTUTTO, avere la voglia di farlo.
    Comunque, grazie

  9. gaz
    25 maggio 2009 alle 09:06

    Interessantissima iniziativa.
    La seguirò attentamente, l’argomento oltre che affascinarmi lo sento, al momento, di primaria importanza.

    Grazie Prog.

  10. 26 maggio 2009 alle 18:35

    x Gaz
    aspetta a ringraziarmi 😉

  1. 10 novembre 2011 alle 21:51

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