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Solo un’insignificante nota personalissima prima del sonno

Dunque siamo soli. Nulla ci appartiene. A parte la solitudine e la gioia di poter respirare aria pura. Eccoci, nudi, puri e senza orgoglio. Eccoci strisciare nelle nostre tane, in cerca di rifugio e comprensione. Eccoci uscire dal nido, rinascere dopo il sonno. Ci affacciamo timidi e speranzosi ogni mattina per inglobare il casuale flusso di mondo che ci passa sotto il naso. Sappiamo che molte delle speranze mattutine andranno disilluse.

Prefiguriamo abbracci e un’umanità palpitante, azioni vitali costruttive e lampi di idee confortevoli. Raramente accade. Di solito prendiamo calci in faccia. Ma non importa, lo sapevamo, l’esperienza ce lo fa prefigurare. L’importante è tentare ogni mattina, tanto poi la pelle si è ispessita e i lividi fanno sempre meno male.Sì, incassare. Come i pugili dei tempi eroici, quelli capaci di soffrire, di resistere alla forza preponderante dell’avversario. Vincere l’incontro con la forza di volontà, il carattere d’acciaio di chi non può andare a tappeto perché c’è qualcosa che va oltre il limite di sopportazione di botte che riesci a prendere. Perché hai dentro una storia e dietro qualcuno che crede in te. Avere la fibra, non essere un campione. Niente tecnica ma solo nervi. Incassi, senti il dolore, ti senti perso. Più volte ti sfiora il pensiero di cedere all’invitante pace del tappeto. Nessun eroismo. Ma quella spinta che distingue chi sa incassare e che può anche perdere ma dimostrando di cosa è in grado rispetto a chi vuole vincere solo perché ha più mezzi, ma non è in grado di soffrire. Riuscite a vedervi come pugili pesti e fragili che ancora gonfi e doloranti per l’incontro di ieri sono pronti al prossimo incontro senza remore.

Eppure anche il lottatore indomito ha un limite. Il punto di rottura che lo rende umano, la sconfitta che dà il vero significato alla lunga serie di sofferte vittorie. Una sconfitta inattesa, un ostacolo superabile. Crollato sotto un colpo all’apparenza innocuo, evitabile forse. uno di quei colpi che di solito avrebbe incassato a testa bassa. Ma chissà forse ti ha spezzato il respiro e ti ha piegato. un ginocchio sul tappeto e hai subito sentito che la sconfitta era inevitabile. Il resto è stata una conseguenza di quel contatto. Così quel colpo banale e insulso ti ha vinto perché il fato (è troppo romantico chiamarlo così?) ha disegni strani, obliqui, costruisce un’epica sui particolari incoerenti.

Oggi ho avvertito il mio colpo. Sono livido e stordito. I pugni sono le parole. False, mistificanti e devianti. Me ne sto statico ad ascoltare le paranoie elettro-rock degli O.S.I. In alcune claustrofobie soniche mi ci trovo bene perché mi estraniano dal malessere. Mi alieno nel sound ipnotico, oscuro e straniante. I colpi fanno così male che sono assediato dalla nausea. Parte dallo stomaco e finisce sulla testa. Questa nausea non sembra lasciarmi e il suo sapore sembra soffocarmi.

Questo post doveva essere un commiato. Ma poi un pensiero cadente mi ha colpito mentre scrivevo: sai cosa sarebbe veramente rivoluzionario? Il silenzio. Un’idea confusa ma che intuisco illuminante. Di conseguenza lo scritto muta in corso d’opera, si trasforma e con un colpo di coda diventa altro. Commiato silente, senza rabbia, senza accuse, dalla fine di una giornata di sconfitte senza spiegazione apparente. Incasso, perdo e non recrimino.

1, 2, 3, 4 5, 6, 7, 8, 9…

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  1. 14 maggio 2009 alle 00:23

    E tu rialzati che il gong non é ancora scattato dai! :-)))

  2. 14 maggio 2009 alle 01:14

    L’intensità di questa radiocronaca riscatta l’apparente colpo della sconfitta.
    Davvero.
    Coraggio, e buon riposo, che fra poche ore c’è da riaffacciarsi timidi e speranzosi.

  3. 14 maggio 2009 alle 06:28

    Può accadere che l’altro, qualunque altro questo sia, possa toccarci al punto tale da provocare una nostra rottura interna?
    Alle teorie che lo sostengono preferisco una visione che toglie questo potere mortale all’altro, una nostra capacità di sopravvivenza.
    Se abbiamo commesso un errore è stato quello di non aver ascoltato il nostro istinto.
    Grazie Prog

  4. 14 maggio 2009 alle 07:44

    Non ti ci vedo così rinunciatario.

  5. 14 maggio 2009 alle 08:13

    un pensiero sempre piu’ presente nella mia vita, come un giovane albero che orami è cresciuto e si stà rinvigorendo giorno per giorno.
    E se fosse tutto sbagliato?
    E se la nostra vita come la conosciamo fosse profondamente sbagliata , poggiata su basi e concetti e credenze errate ?
    Se il nostro modus vivendi fosse anacronistico e falso fin nella propria essenza?
    Che spreco di tempo e di essenza umana che ci peserà come un macigno in specie gli ultimi istanti della nostra permanenza.
    Che enorme spreco di opportunità che abbiamo avuto e che ci siamo autonegati per convinzioni, sistemi, regole e norme che non sono nostre e non sono neanche sentite.
    Che enorme sbaglio abbiamo fatto ….vita sprecata!

  6. 14 maggio 2009 alle 12:41

    ..si..incassare…ma alzarzi ogni giorno con “gli occhi di un bambino”..ogni giorno può …anzi lo è …nuovo…se notiamo quello che abbiamo accanto…normale che vorremmo tutti (abbracci e un’umanità palpitante, azioni vitali costruttive e lampi di idee confortevoli)…..ma se non siamo Noi i primi a darli…non possiamo aspettarci che gli Altri… cadano nel nostro mondo.
    Sai..da quando sono una mamma..vedo le cose in modo molto , molto diverso.
    Affettuosamente Vania

  7. 14 maggio 2009 alle 12:42

    Non ho nulla da dire, ma ho letto e sono passata.
    Spero che stamattina il “quadro” della situazione sia piu’ luminoso.
    Un caro saluto

  8. 14 maggio 2009 alle 12:44

    Eh la miseriaaaaaaaaaa…sai cosa? I casi sono due : o hai una situazione sconosciuta ai più e dunque non oserei nemmeno commentare, o quando ti prende sei na lagnaaaaaaaaaaaaaa. Nel caso due, sei sicuro di sapere cosa sono le vere ‘botte’ della vita? Ti auguro di no.

  9. 14 maggio 2009 alle 12:51

    Come diceva Fossati ne La vita segreta: “…ferire e incassare”….

  10. 14 maggio 2009 alle 15:15

    Le tue note non sono mai insignificanti, Prog, ma ogni volta che cadiamo e ci rialziamo siamo persone diverse, forse anche migliori. Ai sentimenti feriti dobbiamo camminargli accanto…Coraggio, buona giornata di aspettative attese.

  11. 14 maggio 2009 alle 15:26

    “Dunque siamo soli. Nulla ci appartiene. A parte la solitudine e la gioia di poter respirare aria pura”.
    Non so cosa ti stia capitando, ma tutto è recuperabile. Nella tua frase di inizio leggo cose a cui non credo, a cui a pensarci nessuno può credere. Perchè non saremmo soli, se non lo volessimo noi stessi e nulla ci appartiene tranne quella cosa chiamata anima (o usa il termine che più ti si adatta: ego, io, es, quello che vuoi), che però ci fa “essere”.
    E se anche ci appartenesse solo l’aria pura, beh ritieniti fortunato: io respiro smog!
    Un saluto e a risentirci. Ci conto.

  12. rom
    14 maggio 2009 alle 16:31

    Per due volte hai messo il punto. e poi hai proseguito. con la minuscola
    – se la minuscola non la fermano i punti, non la ferma niente, flusso inarrestabile. se non ci fossero le minuscole, non ci sarebbero i sogni. né ci sarebbe risveglio. solo il papa e berlusconi si svegliano con la maiuscola. ma loro si addormentano anche, con la maiuscola. comunque, a rigor di logica dopo il punto dovrebbero diventare minuscoli. forse non sarà il punto che usiamo noi, non so. questo dovremmo scoprirlo. dopo quale punto diventano minuscoli il papa e berlusconi. tu sei molto intelligente, potresti dare un contributo importante nella ricerca di quel punto. noi non siamo come loro. noi siamo minuscoli sempre tranne che dopo i punti. se restiamo minuscoli dopo i punti, siamo inarrestabili. l’ho capito da questo tuo post. vedi come vado nonostante quello che ho letto che tu hai scritto. credo che tu abbia trovato una formula magica, che è più che rivoluzionaria. deve essere ciò che è mancato a tutte le rivoluzioni. restare minuscoli dopo il punto.

  13. 14 maggio 2009 alle 16:37

    Un commiato da cosa, dal blog anche? Mi dispiacerebbe sinceramente. Sei uno dei primi blog che visito appena mi connetto e sai perchè? Perchè sei una testa pensante…mi potresti obbiettare che tutti pensano, ma non è vero c’è differenza. Tu pensi con la tua testa, non deleghi a nessuno. Dici cosa pensi, ti incazzi, sei amaro , ironico e autoironico, sei intelligente. Tutte queste cose e anche di più fanno di te un uomo che sbatte probabilmente contro muri di gomma e deficienti. Nessuno è perfetto, neanche tu…ma da te, mi aspetto che ti rialzi subito. Quindi fuori gli attributi, quelli come te sono forti nel rialzarsi dopo una caduta. Quelli come te vanno oltre anche se strada facendo perdono un pezzo.

  14. 14 maggio 2009 alle 16:38

    Forse mi sono presa un’eccessiva confidenza, ma era ed è quello che penso.
    Scusami.

  15. 14 maggio 2009 alle 18:19

    x Daniele
    hai notato che il 10 non è stato contato…

    x Franz
    riaffacciato, grazie per l’intenso, un aggettivo che associo alla miglior scrittura

    x Amatamari
    A volte siamo troppo presi ad ascoltare voci molteplici per sentire il nostro istinto sepolto da stimoli eterodiretti. Grazie a te

    x Angelo
    le persone sono sfaccettate e io sono tutto tranne che monolitico. In fondo delle persone si può parlare solo di tendenze caratteriali

    x Nartek
    devo cominciare a chiamare Maestro anche te. Hai proprio ragione sarebbe un tale spreco che preferisco non applicarmi alla tua ipotesi e fingere che sia tutto giusto anche se poi vado al tappetto

    x Vania
    curioso che spesso desidererei gli “occhi da tigre” piuttosto che quelli da bambino!
    Comunque è vero che quello che dai, ti torna. Purtroppo spesso si è presi tutti in una sorta di mutismo emotivo
    Ciao mamma Vania

    x Suburbia
    un altro incontro da affrontare, solo qualche ammaccatura in più

    x Aleph
    confesso che sono una lagna terribile ma le botte di varia intensità fanno comunque male, o no? Fai la brava, lasciami sfogare

    x Arnica
    Grazie, spero di essere migliore…

  16. 14 maggio 2009 alle 18:32

    x Rouge
    caro Rouge, sono sensazioni e quella frase iniziale mi è venuta così senza pensarci. Mi capita di scrivere frasi che non so come arrivano sulla tastiera e se dovessi soppesarle probabilmente smetterei di scrivere. Comunque davvero a volte non ti sento veramente solo?
    Il nulla ci appartiene si riferiva poi con gli impigli del possesso, alle false illusioni che a volte sembrano dare le “proprietà”.
    Contaci, ancora per un pò…
    Grazie

    x Rom
    hai colto l’urgenza espressiva. la tua non-epica sul essere minuscoli mi affascina. direi che è grandiosa. e io spero di riuscire a continuare a rimanere nelle mie minuscole senza sentirmi oppresso dalle maiuscole…

    x Nicole
    Non ti scusare. Ti ringrazio della stima e dell’affetto. Purtroppo non ho tutte le qualità che mi attribuisci, se no non vacillerei sulla voglia di mollare. Ma sono momenti, ultimamente più frequenti. Posso solo dirti che ci provo.
    Non so se anche tu hai questa sensazione, ma l’esposizione pubblica nel blog quando scegli di parlare di sensazioni personali può diventare un peso. Io ho le spalle larghe ma ultimamente ne succedono di pesanti. Quando mi racconto mi percepisco così instabile che mi chiedo cosa ci sto ancora a fare…
    Comunque grazie Nicole

  17. 14 maggio 2009 alle 18:37

    La miglior difesa è l’attacco, almeno questo è quello che dice sempre mio padre, ex pugile, non puoi limitarti a incassare i colpi, non sei Homer Simpson. 😀

  18. 14 maggio 2009 alle 20:55

    Ciao!Non so come sono arrivata in questo blog,ma l’importante è esserci arrivata!!!
    Sicuramente se non fosse stato per il tuo post “insignificante”,non mi sarei soffermata.
    Il silenzio è la più bella cosa con cui ci si riesce a star bene.A mio avviso,è l’unica arma dalla quale io stessa ho imparato tanto.
    Buona notte
    🙂

  19. 14 maggio 2009 alle 21:08

    I dubbi e i tentennamenti sono tipici delle persone intelligenti.
    P.S.
    Io scriverei più di una volta al giorno. Ho bisogno di scrivere, perchè parlo poco, sono diversamente autistica:)

  20. 14 maggio 2009 alle 21:44

    Mi viene da dire soltanto ‘panta rei’.

  21. 14 maggio 2009 alle 22:17

    Mi è capitato di sentirmi solo, per pochi ma lentissimi attimi, perchè immediatamente mi arrivano alla mente persone a cui tengo e a cui spero di tenere. E allora basta chiedere aiuto a quelle persone per non esserlo. E se proprio non c’è nessuno (difficile da credere), c’è qualcosa a cui tieni, magari un semplice blog, e la solitudine sparisce.
    Sul possesso sono con te. Fortunatamente non sono così attaccato alle cose, anzi.

  22. gaz
    14 maggio 2009 alle 22:37

    Quanto trovo anche di mio in questo post di grande generosa condivisione del tuo sentire.
    Se cado, rialzarmi senza dirlo, ecco l’obiettivo…

  23. 15 maggio 2009 alle 07:34

    Ci può ferire solo chi amiamo. Perchè ci tocca nella parte essenziale di noi la parte dei sentimenti e dell’anima. Credo che ti sia successo questo. Ma non c’è molto da fare che accogliere questa ondata di sofferenza e basta.

  24. 15 maggio 2009 alle 09:25

    EcheCAzzo!!! Ancora una volta parallelismo di sensazioni, sei il mio me al maschile (certo, un pò più informato e con padronanza di lingua, ma che gli fa?!), ancora una volta setesse sensazioni, come fossimo due binari paralleli, come se tra Gorizia e Treviso ci fosse una specie di sottile filo conduttore, chissà se un giorno oltre alle stesse sensazioni, cominceranno a fioccare lumi che ci portino fuori quando le sensazioni ci rinchiudono dentro.
    SOLO UNA COSA DIFFERISCE I NOSTRI DISCORSI PARALLELI: tu li esprimi senza ravbia, io ci implodo nella rabbia.

  25. 15 maggio 2009 alle 15:44

    In piedi Prog, alzati e combatti, come ha detto prima Sitry, la miglior difesa è l’attacco. un caro saluto

  26. 15 maggio 2009 alle 19:09

    Tutte le cose stancano o forse non ritroviamo in esse le reazioni, le risposte, l’appagamento che cercavamo?

    Il paese dei balocchi non ucciderà la tua Resistenza, lo sai, sarai altalenante nel muoverti dentro la tua personale rivoluzione ma ricordati, la tua intelligenza ti farà sempre reagire.
    Ami le parole, la comunicazione, non potrai fare a meno di esprimere disagio, gioia, rimpianto, attraverso ogni forma d’espressione.

    Sei in gabbia, la tua indole ti spige qui, l’apatia è un grido, tu non vuoi una risposta, quella l’hai già compresa. Sai che siamo in pochi ad ascoltarci veramente, conosci l’indifferenza e l’egoismo dei tanti.
    Se rimarrai qui, farai felici noi pochi, anche me, domani o prossimamente se uscirai da questo spazio-tempo io ti ringrazierò ugualmente per aver condiviso ferite impegnative. Sappi, con un pizzico di nostalgia rimarrà intatta la mia stima e amicizia.
    Pur io soffro di simil indecisione. Ecco, sono egocentrica, riconduco il tutto intorno a me. Perdona questa mente persa piccola.
    Gio

  27. 16 maggio 2009 alle 00:38

    Niente dissenso.
    Un saluto veloce per far capire che leggo spesso anche se commento poco.

    A quest’ora soprattutto.

    Luca

  28. 16 maggio 2009 alle 09:54

    x sytry82
    non limitarsi solo specializzarsi, Homer rimane il punto di arrivo

    x il mondo visto dal web
    allora ì, insieme, enjoy the silence

    x Nicole
    vero, ma non è detto…

    x Coscienza
    vero, aspetto di chiarirmi in che direzione scorre

    x Rouge
    dal mio punto di vista siamo sempre soli, gli affetti sono l’illusione temporanea che non lo siamo

    x Gaz
    senza dirlo, approvo e condivido

    x Antonella
    le cause sono sempre le stesse amore, odio, indifferenza, convenienza lascio a te la scelta delle quantità

    x Yrom.A
    a volte hai così rabbia che si liquefa in rassegnazione, ma è solo un’altra forma di ira che travolge i confini esterni per inondarti e annichilirti.
    Ciao Vania, un abbraccio affine che lumina

    x Pierprandi
    l’istinto è quello ma poi mi chiedo “perchè?”. Comunque grazie

    x Mente persa
    Grazie Gio.
    Hai colto tutto, ma tutto.
    La necessità di espressione si scontra con i miei limiti e con quelli altrui. Dubito del modello ma non riesco a superarlo. Le parole e la condivisone sono insieme gioia e oppressione. La tendenza è resistere dentro la gabbia anche con picchi di apatia, continuando a porre domande di cui conosco le risposte e risposte di cose che nessuno mi ha domandato.
    A volte sei sconfortato dall’ottusità, più raramente sei rincuorato dalla sensibilità.
    Parallela la voglia di lasciar perdere o meno.
    Grazie per la tua riflessione

    x Luca
    anch’io dalle tue parti…
    un saluto

  29. 16 maggio 2009 alle 18:39

    .MIO CARO…TESTA ALTA E CUORE IN MANO…è difficile accusare le sberle….ma nella vita ce ne sono alcune che ti lasciano senza parole…purtroppo!

  30. 16 maggio 2009 alle 23:17

    Il dieci…non è stato pronunciato, dunque, per quel che ti conosco, ti rialzerai più forte e combattivo di prima.
    Sai Prog, alla fine non si soffre nemmeno più per tutti i colpi ricevuti. Si incassa, si va avanti, forse un po’ più forti di prima.
    Io ti aspetto qui.

  31. 17 maggio 2009 alle 06:31

    Forse dovrei commentare con frasi tipo…
    Solo chi cade si rialza
    Solo chi vive soffre…
    ecc, ecc, ecc
    Sinceramente?
    quando si sta male, si sta male (lapalissiano ma veritiero).
    Unica consolazione: la vita, come dice una mia amica virtuale irlandese, è un rollcoaster.
    Up e down.
    PS. Se alle 7 di domenica mattina sono a leggere blog, ed è già più di 1 ora che sono sveglia..Non deve essere un periodo molto up nemmeno da questa parti 😀

  32. 17 maggio 2009 alle 16:51

    molto bello
    me gusta mucho

  33. 17 maggio 2009 alle 23:06

    Io ti aspetto, quindi datti una mossa!:)

  34. 18 maggio 2009 alle 23:37

    non sempre il silenzio rende muti….
    fermare le parole per riflettere e tornare con animo e spirito sereno e migliore,chi si ascolta sa farlo bene ..
    buon silenzio fragoroso guerriero:-)

  35. 19 maggio 2009 alle 16:43

    A volte incassare oltre che non essere un male, (anche se FA male) ti rende più forte.. per cui stringere i denti e andare avanti!

  36. 19 maggio 2009 alle 18:21

    Mon dieu, anche questo è ito! Sta a vedere che era il suo ‘testamento’…qualcuno che sa dov’è di casa può andare a vedere se gli O.S.I. lo hanno tramortito?
    PROGGGGGGGG, SEI TRA NOI???? Magari è nell’altro blog, non ho neanche guardato, speta che vedo.

  37. 19 maggio 2009 alle 21:11

    ..metti in circolo un nuovo post !!!…:))
    Ti aspettiamo…anzi ti aspetto.
    Ok!!!??? Vania

  38. jesuismoi
    20 maggio 2009 alle 15:30

    Prog, sono con te!!!!
    Il silenzio è la voce migliore che noi possiamo ascoltare!!!
    Goditelo,fino a stordirti!!!!

  1. 9 agosto 2010 alle 22:05

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