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Le frustrazioni dello sciacallo digitale

7 maggio 2009

La gente sta male.
Molto male.
Ogni tanto me lo scordo ma poi vengo travolto da fatti che me lo ricordano prepotentemente.
Sono arrabbiato, meglio furioso. Indignato dalla pochezza degli ominicchi che si nascondono dietro la tastiera. L’evento scatenante non ve lo posso raccontare e non conta, vi voglio descrivere la tipologia umana.
Lo sciacallo digitale è fondamentalmente un frustrato. E’ talmente sepolto dalle sue frustrazioni che fatica a respirare. Ogni faticosa inalazione d’aria immette nel suo corpo odio verso gli altri.
Lo sciacallo è un nulla. Incapace di esprimersi lurka avidamente il pensiero altrui, disprezzandolo, minimizzandolo. Pensa di saper fare di meglio ma non è assolutamente in grado di dimostrarlo.
Continua a leggere e continua a covare rancore. Giura che avrà la sua vendetta.
Ma è un inetto, incapace di agire se non muovendosi nell’oscurità e di agire come un vigliacco.
Per ottenere i suoi scopi deve presentarsi come portatore di verità, disinteressato, un santo assorbito in una preziosa opera di de-mistificazione. Fa apparire questo per portare a termine una strategia che, all’opposto, è TOTALMENTE mistificatoria. Costruisce un castello costruito di 3 verità e 300 menzogne per creare un impianto accusatorio. Ovviamente l’accusa non ammette repliche, il dissenso viene censurato .
Investe moltissimo tempo nella sua opera delirante (evidentemente il vuoto della sua vita è enorme) e impegna al massimo lo squallido grumo di intelletto di cui è dotato per manipolare nel migliore modo possibile la realtà.
Spaccia per verità sua supposizioni, trae conclusioni dalle sue opinioni, pontifica sulle sue fantasie.
Pesca nel torbido della sua mente e poi annaffia tutto con menzogne, ragionamenti apodittici e morbosità assortite.
Tutto questo per distruggere una persona per la quale
probabilmente prova un’indivia così profonda che non può che manifestarsi in odio. Invidia perchè comprende di essere incapace di esprimersi come l’oggetto del suo rancore. Inadatto alla vita, schiacciato da un’inferiorità auto-giudicata.
O forse è mosso da un rancore personale, nato da un delirio psicopatico e paranoide su particolari romanzati dalla sua paranoia malata.
In ogni caso l’obiettivo è lo stesso: sfruttare l’anonimato del web per distruggere una persona, infangarne la reputazione. Ma in modo viscido, senza avere il coraggio di spendere il proprio nome.
La sanguisuga senza emozioni prova fastidio per le emozioni altrui, trova intollerabile l’altrui vitalità perchè offende il disastro della sua vita emozionale.
Non ha il buon senso di farsi curare da un ottimo psichiatra, non ha la forza per accettare il fallimento della sua vita affettiva e, di conseguenza, non trova di meglio che attaccare in modo indiretto (il coraggio non sa neanche cosa sia) la vittima, solo facendolo capire in modo esplicito (sei infido) ma non esplicitato (sei vigliacco).

Lo sciacallo è il vuoto che parla. La sua voce è solo aerofagia.
Per esistere deve prendere la sostanza altrui per coprirla di sterco e di ruggine. Non lo capisce, tapino, ma volendo elevarsi sulla sua vittima, riesce ad esistere solo nel suo riflesso che cerca di appannare.
Il mistificatore vuole incantare le menti semplici e dal suo comodo tugurio digitale, nascosto mentre si masturba sulle vite altrui, si gode la sua presunta vittoria fatta di fango e fole.
Ora sì che si sente realizzato perchè è riuscito a sputare parte del veleno che gli corrode l’anima e il cervello.
E non c’è replica. Il castello di menzogne è inattaccabile perchè nelle mani dei prestigiatori da feste di paese le menzogne sono molto più convincenti della verità.

Bravo, la tua mitomania ti esalta e puoi continuare a rotolarti nel fango. Ora ti senti realizzato?
Finalmente sei riuscito ad avere un’erezione dopo anni di angosciante impotenza?
Ti senti meno tradito da chi riconosce il fascino altrove da te?
Non meriteresti neanche il mio disprezzo.
Non meriteresti neanche le mie parole. Non ne sei degno.
Eppure qualche altra parola te la voglio dedicare.
Continua a strisciare e digitare, povero infido agglomerato di dna senza coscienza, ti senti protetto, ma dovresti guardarti le spalle. Forse non sai che sei rintracciabile. Forse non sai che esiste la legge penale.
La diffamazione continuata è un reato.
La notifica della querela potrebbe arrivare oggi, domani o tra 3 mesi.
Stai tranquillo miserabile.
Dormi sereno, il male che hai fatto ti tornerà moltiplicato. In un’aula giudiziaria.

(questo sfogo non si commenta)

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