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Wir sind partisanen! (materiale resistente)


“Cantano con il breda!
Cantano con lo sten!
Cantano con il bren!
I disperati senza più tetto col cuore a brani nel nudo petto
E raminghi per le terre col parabello in spalla
Lieber mutter wir sind partisanen!
Lieber mutter wir sind partisanen!”

(Wir sind partisanen – Santo Niente)

Nel 1995 uscì Materiale resistente, un’ottima raccolta di canti partigiani rivisitata in chiave rock da gruppi italiani in occasione del 50 anniversario della liberazione.
Il cd (ormai di difficile reperibilità) è uno di quelli che ho ascoltato tantissimo e che sono orgoglioso di poter vantare nella mia collezione.
Ascoltando i testi tradizionali, il racconto popolare delle canzoni, dei canti partigiani, resistenti emerge la grandiosa epica dei liberatori.
Testi che emozionano in cui non vi è la retorica dei letterati e degli statisti ma emerge possente l’eroismo e l’idealismo di chi sta costruendo un futuro di libertà.

Ci sono due versi in particolare che voglio riportare.
Una mattina mi sono svegliato ed ho trovato l’invasor” di Bella ciao che penso tutti abbiamo cantato (nel cd è riproposta nella nota versione dei Modena City Ramblers). Un verso che di colpo ti porta dentro l’incubo (in media re), di colpo l’invasore, senza preavviso…. un continuo memento, bisogna vigilare affinché domani mattina non accada (di colpo) di nuovo.

L’altro verso “lieber mutter wir sind partisanen!” (trad. amata madre siamo partigiani!) (nel cd cantato dal Santo niente) per ricordarmi che quando gli oppressori scrivono la storia appellano i resistenti come terroristi, come banditi (Achtung! Banditi!, dicevano i nazi-fascisti dei partigiani), traditori… ma i resistenti devono orgogliosamente rivendicare il proprio ruolo…
SIAMO PARTIGIANI!

“Quando poi ferito cade
Non piangetelo dentro al cuore
Perché se libero un uomo muore
Non gli importa di morire“

(Guardali negli occhi – C.S.I.)

Infine voglio riportare il testo di un poeta bosniaco che è riportato nel booklet di “materiale resistente”
Buona lettura:

INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA

Era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza… Quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l’anima a dio.

Nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. La pioggia portava con sé la polvere dei deserti d’oltre mare. I vecchi dissero: ci sarà la guerra! Nessuno prestò credito alle loro parole. E nessuno fece nulla.

Giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! Solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce, per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata dal tempo.

1. Quando intravedono il primo cadavere per la strada, le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. Senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l’aria, ti gira l testa. Sono di aiuto in questi casi l’acqua fredda, leggeri schiaffi. Se lo svenuto non rinviene, sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria. Se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo. Le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. E non si ha tanto tempo a disposizione. È raccomandabile piangere, fa bene al cuore. Ma neppure per questo c’è tanto tempo a disposizione.

2. Se la città è in stato d’assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri. Se questi non tornano, bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi. Non è raccomandabile seppellirli senza. Ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo.

3. La sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicurezza. Perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi per bene dell’identità del defunto. Nel caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. Se si verificano ugualmente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo successivamente. Tanto per i morti è lo stesso. Se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell’uccisione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché in genere si radunano i cani affamati. La cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quello che è rimasto e di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. Bisogna stare attenti che non se ne accorgano i familiari, perché loro concepiscono il cadavere come un tutt’uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. In guerra nessuno è matto. O almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. Molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene. Come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. In guerra nessuno è intelligente. Non devi credere alla verità di nessuno. Le lunghe disquisizioni sull’insensatezza della guerra del professore di una volta, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. Non ricordarti di nulla. Prova a dormire senza sonno. Devi ornarti di amuleti e abbi fede nel fatto che ti aiuteranno. Abbi fede in qualsiasi segno. Ascolta attentamente il tuo ventre. Agisci secondo le tue sensazioni. Se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un’altra.

7. Non avere paura di niente. La paura genera nuova paura. Ti blocca. Devi credere fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. Non lasciare lavori compiuti a metà. Salda i debiti. Devi essere pulito. Non fare nuove amicizie. Già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni.

9. Proteggi i ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che sei esistito. Se tutto brucia, se perdi tutto, se ti prendono tutto… dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri. Ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti, nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

10. Non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblioteche… Trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. E tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. Appena puoi scambialo con la tua libertà.

11. Adoperati per il bene delle persone. Sempre. Il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. Non aspettarti alcuna riconoscenza. Non chiedere per chi fai il bene. Non legarti alle tue azioni.

12. Non dire ciò che pensi. Non essere così stupido a tal punto. Perché appena pensi non appartieni più a loro. Non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. Parla, così, giusto per parlare.

13. Se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione. Tenta di sopravvivere. Fai tutto quanto è nelle tue possibilità. Soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi. Finché non sei morto sei vivo. Sembra comprensibile. Non togliertelo mai dalla testa. Se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, for farlo mai, in nessun modo, per delle idee. Il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. Le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche. Se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. Non supplicare per nessun motivo. Non supplicare nessuno. Neanche se c’è di mezzo la vita. È una questione di buon gusto. Pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.

15. Non devi metterti a capo di nessuno. Per nessuna ragione. Quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te non ci sarà nessuno. Non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te. Questo è salutare anche per te. Devi sapere: perché? Gli obiettivi non devono essere grandi, in nessun modo di carattere generale. Conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato bere una birra. È vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

16. Non devi stupirti di nulla. Di ogni possibile prodigio. Non devi farti deprimere da nessuna cosa. Anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. Questa è la prima occasione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da se stessi che in confronto la tua delusione è un nonnulla. Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

17. Cerca di essere sempre prudente. Se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo. Se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

18. Non hai il diritto di adirarti con nessuno. E tuttavia, non devi dimenticare nulla. Quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti. Se tutto è passato. Non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

19. E però non fondarti su questo. Non aspettare l’occasione per poterti rivalere. La vendetta ti deve essere estranea. Una questione che appartiene ad altri. Se sopravvivi, vivi per te e quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. E ancora, non vedere mai di essere il Signore della Verità. Nessuno lo é. A te è sembrata in questo modo. A un altro è sembrata diversamente. Mantieni per te il pezzetto della tua verità. Servirà soltanto a te. Rinuncia al diritto di scrivere la storia dell’assedio. Non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi. Non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. In quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada, la storia del dopoguerra era già stata scritta. Poi ci metteranno solo i nomi delle persone, delle città, delle montagne, i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti. Non c’è posto qui per la tua verità.

Ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa. Se non ti riesce, almeno non ti annoierai.

Nedzad Maksumic
Poeta bosniaco e regista del Lik Teatar
(trad. a cura di Igor Pellicciari)

(guarda il documento in pdf)

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  1. 25 aprile 2009 alle 10:04

    Prog…hai visto che coincidenza? E’ da quell’album che ho preso la canzone di Eurialo e Niso! Stavo per postare anch’io Le indicazioni stradali sparse per terra, poi era troppo lungo da trascrivere e mi sono impigrita 😉
    All’augurio di Buona Liberazione aggiungo quello di Buona Resistenza!

  2. 25 aprile 2009 alle 10:10

    ………EVVIVA IL 25 APRILE!!!!!!!
    …CHE NON è PER TUTTI!

  3. 25 aprile 2009 alle 10:38

    Auguri anche a te Prog, per non dimenticare mai.
    Saluti

  4. 25 aprile 2009 alle 10:46

    ORA E SEMPRE RESISTENZA!!

  5. 25 aprile 2009 alle 11:30

    Grazie per questo post su questa memoria da non dimenticare MAI.
    Un caro saluto

  6. 25 aprile 2009 alle 11:51

    Achtung banditen. Più o meno è questo che ha detto Alemanno, oggi, come scusa per non andare alla manifestazione. Che ipocrita!

  7. 25 aprile 2009 alle 13:17

    ORA E SEMPRE RESISTENZA
    BUON 25 APRILE

  8. 25 aprile 2009 alle 13:25

    Buon 25 aprile Prog… SEMPRE RESISTENZA! A presto

  9. 25 aprile 2009 alle 13:50

    Questo pezzo è davvero straordinario: istruzioni per situazioni estreme, che ci richiamano alla mente l’essenzialità della nostra stessa esistenza. Da brividi.
    Grazie per averlo postato, non lo conoscevo.

  10. 25 aprile 2009 alle 13:51

    Buon 25 Aprile e grazie in particolare per aver trascritto le indicazioni stradali di Maksumic

  11. jesuismoi
    25 aprile 2009 alle 14:57

    Ottimo blog davvero!!….sono una lezione di vita queste indicazioni stradali!!!
    Resistenza sempre!!!

  12. 25 aprile 2009 alle 19:24

    che pena sto ipocrita volemose che ci hano fatto vedere oggi…

  13. 25 aprile 2009 alle 20:30

    Siamo partigiani, sempre in resistenza.

    Auguri.
    Ciao.
    Sill

  14. 25 aprile 2009 alle 20:51

    Grazie per queste informazioni che non conoscevo.
    Ricordare sempre per non dimenticare.
    Ciao Vania

  15. 25 aprile 2009 alle 21:24

    Una pagina di storia dovuta. Dimenticare mai!!!

  16. 26 aprile 2009 alle 09:39

    Il venticinque aprile duemila e nove ho assaggiato di gusto il sapore dell’umanità solidale e mi sono detta che potrei darmi all’obesità cibandomi solo di questo tutto il giorno di tutti i giorni.
    ero scettica nei confronti degli umani (almeno quanto wu ming in ‘guerra agli umani’, anche se meno estrema e rimanendo socievole comunque) ma ieri ho avuto la mia bella dose di unità soidarietà e fratellanza, tale da farmi ricredere.
    Questo poeta bosniaco me lo vado a cercare poi, mi piace.

  17. 26 aprile 2009 alle 11:03

    Hola buenos dias-o toka risponderti auf Deutsch?

    Felice che ti piaccia la Banda – è bello avere una connessione cosmica – Quando li ascolto a palla, da vera truzzona saltando sul sedile e cantando a squarciagola per le strade smorte di Trento, sono felice perkè so ke da qualke parte nel mondo c’è qualcuno ke si sente come me nel turbinio di emozioni ke suscitano.
    Ora penserò anche a te!
    DC

  18. 26 aprile 2009 alle 15:04

    Buona festa di liberazione a tutti … anche se in ritardo. Io non la posso festeggiare, perchè in famiglia -penso non sia una cosa rara purtroppo- contiamo sia fascisti che comunisti. Mi chiedevo se questa guerra civile perpetua cesserà mai … anche perchè finchè dura, ogni anno gli americani tornano a potersi chiamare liberatori …. e quindi continuiamo a non poter dire loro di no, perchè appunto, ogni anno si ripete la liberazione da noi stessi, fatta dagli americani assieme ai mafiosi. E noi siamo sotto il dominio dell’uno e dell’altro padrone.
    < HREF="http://movimentoparaculo.blogspot.com/" REL="nofollow">POTERE AL DUBBIO!<>

  19. 26 aprile 2009 alle 18:57

    ce l’ho pure io.

    😀

  20. 27 aprile 2009 alle 12:12

    Uno splendido post che si legge di un fiato ma che lascia dentro tante cose.
    Buon 25 anche da qua.
    Dei MCR, che adoro, oltre al fantastico “Bella Ciao” c’e’ anche una stupenda “fischia il vento”.
    ciao e buon inizio settimana

  21. rom
    27 aprile 2009 alle 17:12

    Ma lo sai che sono simili alle indicazioni stradali di un’indiano dell’India che di resistenza a modo suo si intendeva assai?
    Si chiamava Siddharta Gautama.
    🙂

    Grazie per la lettura!

  22. 27 aprile 2009 alle 18:01

    Materiale resistente….non mi è affatto nuova…
    speriamo che il materiale resistente prevalga…
    pare che quell’essere abbia deciso di ritirare quella proposta di legge oscena…
    stiamo in campana….
    le sue smentite, controsmentite e smentite delle smentite delle controsmentite fraintese, oramai non sono una novità..
    che nessuno ci tocchi il 25 aprile nel suo autentico senso….

  23. 27 aprile 2009 alle 21:42

    Uno dei più interessanti post sul 25 aprile: complimenti.

  24. 28 aprile 2009 alle 08:33

    Ottimo post.

    < HREF="http://cristianbelcastro.blogspot.com" REL="nofollow"><>Cristian Belcastro Blog<><><><>Ciao!

  25. 29 aprile 2009 alle 14:41

    Arrivo solo ora, volevo leggermi il post con la calma che meritava.
    Stupendo, in special modo la parte dedicata alle idee, mi hai fatto voglia di riascoltare “Morire per delle idee” di Brassens

  1. 14 aprile 2012 alle 16:28

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