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Tagli verticali al chiardiluna

Per alcuni non c’è alternativa alla marginalità sia essa creata come scelta volontaria sia essa subita per l’altrui volontà.
Spesso la volontà è solo apparente e scivola nella necessità vitale, nel desiderio, nell’aspirazione o nell’espiazione.
Stendersi senza rimpianti ai confini del flusso rovinoso. Guardarlo passare indifferenti e riuscire ad osservarlo senza riuscire a capire il coinvolgimento altrui. Sentirne l’incessante movimento ma non capire la ragione del suo ritmo febbrile. Non provare alcun senso di appartenenza, alcuna nostalgia, alcun rimorso.
Ai margini di questo flusso la visione è alterata e il suono è ovattato e vagando in quelle terre non puoi non sentirti anecoico, completamente privo di eco. Percepisci che assorbi negatività dal flusso senza riuscire a rifletterla, a re-immeterla alla foce, e, conseguentemente, a liberartene. La accumuli e la lasci divorarti.
In questo stato di distacco dalla duramadre le vibrazioni non si espandono e il suono non riverbera ripiegando in rumore interstiziale.
La luce affoga nel buio come impressa da una luna brillante ma incapace di calore che riesce unicamente a confondere i tratti in un alone diffuso.
Si è come rinchiusi in una stanza isolata, dentro la stanza c’è un palcoscenico da cui declamare, davanti al palco gli spettatori che possono solo applaudire o fischiare, davanti agli spettatori, appena prima del proscenio, un muro di odio fitto come giungla, davanti al proscenio la ribalta riempita di silenzio. Rappresentazione di emarginati su entrambi i lati, incapace di condivisioni, refrattari al coinvolgimento. Come satelliti su orbite immutabili perennemente lontani per movimenti coordinati e paralleli.
Nei margini di questo spazio silente non è necessario agitarsi, ingolfarsi di ansia o lasciarsi andare al rancore, basta solo ricordare che, invece, nel momento topico della lateralità, la soluzione migliore è il taglio verticale e profondo.

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Categorie:obliquità Tag:
  1. 24 aprile 2009 alle 20:27

    Curioso, hai parlato di “duramadre” e di “taglio verticale profondo” … che è quello che credo si faccia, negli ematomi subdurali … ovvero quando sotto la duramadre si accumula del sangue.
    < HREF="http://movimentoparaculo.blogspot.com/" REL="nofollow">SUSSURRI DIAGONALI<>

  2. 24 aprile 2009 alle 20:48

    post “tagliente”…!

  3. 24 aprile 2009 alle 21:45

    Godere semplicemente del chiaro di luna,no eh?

    Buon fine-settimana pure a te!

  4. 24 aprile 2009 alle 21:54

    Prog………Buona Liberazione!

  5. 24 aprile 2009 alle 22:06

    …musica appropriata..e quello che dici è profondamente sensato…complimenti gran luce a Te…mai affogare..
    Buon week Vania
    P.S. Però mi metti sempre ansia !!!:))..non sempre ma ..quasi !!

  6. 24 aprile 2009 alle 22:39

    Buon 25 aprile Progvolution, ora e sempre!

  7. 25 aprile 2009 alle 19:23

    EHHH vabbè, bastava dicessi che non ti va mai di confonderti e immischiarti alla pazza folla conformata e conformista.Domanda impertinente : ma tu…mangi come scrivi? E se sì, che cacchio mangi????

  8. 25 aprile 2009 alle 21:25

    Difficile da commentare questo post. Molto introspettivo. Ognuno può farlo suo o modificarlo.

  9. 28 aprile 2009 alle 21:13

    Video azzeccato.

  1. 4 luglio 2010 alle 07:42
  2. 22 marzo 2011 alle 21:11
  3. 5 novembre 2011 alle 21:47

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