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Non scusate il ritardo

Benvenuti nel ritardo. Un ritardo calcolato, la volontà di non essere sul pezzo.
Ho bucato gli auguri. E questo che avrei dovuto dire, giusto? Auguri ecumenici. Ma ora sono terribilmente in ritardo e, quasi quasi, mi astengo.
Francamente stucchevole il carosello coartato, banale, ripetitivo. Noioso e di maniera.
Con una certa soddisfazione mi libero anche dalla necessità di una critica che sarebbe stata stanca e scontata (e già fatta l’anno passato…).

Sono stato assente. Mentalmente. Fermo nel mio luogo, ho fatto le vacanze del pensiero trovando il coraggio di non fare nulla. Affrontando la sfida di dormire il pomeriggio. Osare non leggere e non navigare.
Non ho partecipato, per volontà e coerenza, e ho potuto vedere come tutto rallenta nel collettivo coinvolgimento.
Ma non posso più godermi l’emorragia di lucidità, devo riprendere il controllo. Cercare la misura. Ritrovare le parole dopo giorni di voluta verbosità perduta.
Ho provato a far pulizia e accogliere il vuoto. Suona bene, ma ogni volta che lasci entrare il vuoto senti uscire energie che poi non sembrano rigenerarsi.
Mi sono messo in ascolto per sentire se avevo qualcosa di emozionale e scomodo da dire. Ma, come leggete, non ho trovato granché se non la voglia di esserci in qualche modo.
Sento, ancora, di aver bisogno di nascondermi dietro le parole e di regalare indizi impalpabili a chi vuole prove certe.
Una strategia vaga che riesce a dire solo trasversalmente e testimonia come anche la mancanza di contenuto abbia una sua dignità. O forse no.
Rimane solo il dubbio se, guardando il mondo a testa in giù, il banale diventi originale oppure se il narratore sembri un mostro.

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  1. 13 aprile 2009 alle 22:14

    Se non vuoi che si giustifichi il ritardo….allora giustifico l’assenza….i motivi mi sembrano molto validi.

  2. 13 aprile 2009 alle 22:18

    devi scusarti con il fotografo … almeno aiutalo ad alsarsi …

  3. 13 aprile 2009 alle 22:24

    Ma non posso più godermi l’emorragia di lucidità, devo riprendere il controllo. Cercare la misura. Ritrovare le parole dopo giorni di voluta verbosità perduta.Ho provato a far pulizia e accogliere il vuoto. Suona bene, ma ogni volta che lasci entrare il vuoto senti uscire energie che poi non sembrano rigenerarsi.Situazione affine alla mia.

  4. 13 aprile 2009 alle 22:34

    Chi prima chi poi, piantare il seme dell’arte dell’ozio lo ritiene una necessità, come tante.

  5. 13 aprile 2009 alle 23:18

    Questa foto non si può commentare…è sublime nella sua tragedia!

  6. 14 aprile 2009 alle 06:31

    Ti sei adeguato un po’ alla Terra, e un po’ alla sua umanità. Quindi, sei conforme.

  7. 14 aprile 2009 alle 07:29

    ogni tanto staccare un po’ ci va….. anzi ..bisogna

  8. 14 aprile 2009 alle 07:48

    Onestamente, sentivamo la tua mancanza…

  9. 14 aprile 2009 alle 09:20

    Pericoloso andare in vacanza nel proprio io, non si sa mai che tempo che fa.

  10. rom
    14 aprile 2009 alle 09:27

    Sentito, il tuo silenzio parlante.
    🙂
    Oggi, leggendo le tue parole, ho pensato: è bene, che tenga in esercizio la sua fine capacità di dire, così quando avrà qualcosa da dire, lo saprà fare così bene.

  11. 14 aprile 2009 alle 11:08

    Il solo bisogno di esserci è importante, ma se vuoi un consiglio non ti chiedere con insistenza il perchè, tanto è inutile.

  12. 14 aprile 2009 alle 13:41

    Va bene fermarsi un po’ a riflettere.
    Va sempre bene.
    E le banalità, comunque vada, vanno sempre difese.

  13. 14 aprile 2009 alle 14:17

    É no silêncio que ouvimos as vozes do nosso próprio eu. Nesta hora de solidão que muitas vezes podemos nos encontrar e renovar nossas energias para continuar, sobretudo depois de coisas tão triste.
    Mas se precisar de uma mão para caminhar contigo, quero que saibas que tenho duas e terei muito prazer em te acompanhar mesmo que seja em pensamentos.
    Abraço
    angel

  14. 14 aprile 2009 alle 14:58

    Bentornato.
    Nella musica, la pausa ha valore come la nota.

  15. 14 aprile 2009 alle 16:06

    mi sarei stupita del contario veramente:-)
    un abbraccio

  16. 14 aprile 2009 alle 21:06

    Ritardo per ritardo sono andata a cercare delle info su gruppo capovolto ed ascoltato oltrechè guardato video.
    Sta musica te scolti?

    🙂

  17. 15 aprile 2009 alle 13:51

    Prog…a volte ci manchi anche quando ci sei!

  18. 15 aprile 2009 alle 17:11

    Beh dai, dire che ‘ci manchi’ è eccessivo ( l’unica cosa che mi potrebbe mancare è la panna cotta del Tucano…), però non vorrei che la vacanza in tè stesso ti abbia reso così lucido e normale da non obliquare più. Cominciamo a preoccuparci?

  19. 15 aprile 2009 alle 19:22

    x Angelo
    non credibile 😉

    x Aleph
    al contrario, sempre tempesta dalle mie parti

    x Rom
    non so se ho trovato gli esercizi adatti

    x Veneris
    so che è inutile eppure insisto

    x Amatamari
    ascolto ben di peggio…

    x Arnica
    hai ragione molte mie presenze sono assenze camuffate

    x Aleph 2
    lucido e normale è impossibile, senza ispirazione sicuro

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