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I labili canoni dei planisferi umani

Annaspo nella mancanza di chiarezza. Perdo colpi, perdo smalto, perdo tempo.
Mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi chiedesse cosa sto facendo, perché sto scadendo, perché scrivo cose vuote. Ma nessuno nota niente, tutto è uguale a tutto.
Sento una voce acida dentro che mi incalza a esprimermi, io mi attengo, ma non trovo nulla da dire.
Oggi quello che ho detto, sentito, scritto scivola lontano senza più significato, udito ma inascoltato.

Niente guerra, niente pace, solo niente. Una tempesta inesplosa nel mare calmo.
Una distanza incolmabile tra ferite che hanno smesso di parlarsi, ognuna grida il suo dolore a se stessa. E la cura non esiste, ogni cura è un placebo dichiarato.
Quello che si cerca nell’altro dovrebbe essere prima in se e, invece, alla fine, nell’altro si cerca uno specchio.
Lo si trova, ci si specchia, ci si riconosce e non aggrada. Il disgusto diventa colpa dell’altro.
Uno ci può fare su costruzioni teoriche sulle leggi fisiche dei planisferi umani, ma non serve, è uno sforzo vano perché non ci si trova di fronte a una scienza ma a una incoscienza. Ricostruire se con le teorie generali, riposizionarsi nello stordimento generale, non porta a nulla, si continuerà a esplorare una solitudine che non potrà smettere di braccare la vittima tenendosi discretamente a distanza.
Non c’è via di fuga se non l’abbandono delle aspettative psicosociali coartate con la forza della pressione delle sovrastrutture o con il miraggio di una tranquillizzante stabilità.
Si possono minimizzare i malumori, abiurare le malinconie, giurare sulla veridicità delle favole oppure ci si può lasciare andare nudi alla notte, in un sonno alcolico.
E disinteressarsi di sé.

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  1. Aleph
    3 aprile 2009 alle 18:52

    Ti assicuro che poi passa…

  2. 3 aprile 2009 alle 19:07

    Sai cosa? Si cerca la verità nell’altro, il buono nell’altro, il cattivo nell’altro, il nulla nell’altro. Ci si aspetta tutto dall’altro. Si esamina l’altro. Vogliamo il mondo diverso, ma devono gli altri a collaborare e lavorare per renderlo migliore…Io sono buono, il migliore, sono gli altri che sbagliano e non aiutano…Questo atteggiamento in cui cadiamo tutti, chi più chi meno, ci annienterà tutti!E cosi ti ho tirato su la serata…io ora vado a teatro, intanto tu lavora per farmi trovare all’uscita il mondo meglio di quando l’ho lasciato a teatro…Ciao mortale, non smettere mai!

  3. 3 aprile 2009 alle 19:45

    tante strade si possono scegliere, caro Prog, scegline una che ti tolga di dosso questo disgusto…Scegli una strada che ti piaccia percorrere, e tanto altro vorrei dirti pur sapendo di non poter mai scalfire minimamente la tua visione della realtà. Anche di vie d’uscita ce ne sono tante…Arnica fastidiosamente ottimista

  4. 3 aprile 2009 alle 21:21

    Io, a differenza di Arnicamontana, non sono mai stato un grande ottimista, per lo meno nel periodo adolescenziale fino a un po’ dopo i venti. Una cosa però mi ha insegnato la vita: che il casino, lo sconforto ed il disgusto non durano per sempre. Succede sempre qualche cosa che cambia il punto di vista ed il sentire nei confronti di quello che ci sta attorno. Bisogna solo, a volte, avere il coraggio per cercare e non accontentarsi mai.Saluti

  5. 3 aprile 2009 alle 22:06

    Se sai usare una canna da pesca potresti rifletterci su mentre peschi. Non sai quanto ci si rilassi. Il gioco degli scacchi, invece, potrebbe rabbuiarti di più. Insomma, aspetta un po’ prima di cogitare.

  6. 3 aprile 2009 alle 22:09

    Non mi riesce di contrastare le tue idee, perchè ci sono momenti, e non sono proprio momenti, in cui mi sento come te.Non dobbiamo cercare negli altri la risposta ai nostri errori, alle nostre ansie , ma nemmeno colpevolizzarci in continuazione.Mi piace pensare, in questi momenti, che è tutta colpa di una particolare congiunzione atsrale e di Saturno dissonante. Almeno dò la colpa a lui. Un affettuoso “pat Pat”.

  7. 3 aprile 2009 alle 22:52

    Alti e bassi nell’arco di una vita ce ne sono a decine.. L’importante è trovare nuovi stimoli, nuove sfide, e tutto ritrova l’antico smalto. Buttati in nuove esperienze. Buon fine settimana Prog il Circo Massimo mi aspetta…

  8. 3 aprile 2009 alle 23:22

    I problemi iniziano quando uno è astemio.

  9. 4 aprile 2009 alle 08:12

    Salute! Come tira oggi il vento??Spero ti sia alzato con il piede giusto…non ci credo che vedi sempre tutto nero!Io comunque la penso come Andreacamporese: sconforto e tristezza non durano per sempre. Fortunatamente il vento cambia anche direzione e così anche la nostra vita. Basta essere disponibili ai cambiamenti e meno esigenti con sè stessi.Solare giornata!!

  10. Anonymous
    4 aprile 2009 alle 09:26

    Penso al tuo inutile affanno e mi rattristo.Non mi ritengo superficiale ma trovo che il tuo lambiccarti il cervello sia autolesionismo. Se questo ti piace se ti fa sentire protagonista ok allora va bene.se vuoi un umile consiglio prova ad uscire, spegni il tuo pc e passeggia. Schiaccierai cosi ad ogni passo un cattivo pensiero ti ritroverai a sorridere per la gioia di questo dono che è la vita. Tu sei meraviglioso, lo siamo tutti. Io ad esempio so di amarti e sono orgogliosa di te pur non conoscendoti.Vuoi provare ad amarmi?

  11. 4 aprile 2009 alle 10:57

    Caro Prog, cosa cerchiamo negli occhi degli Altri?Sempre e solo noi stessi.Ti abbraccio.

  12. 4 aprile 2009 alle 10:57

    Evvai!! L’uomo contorto e maledetto colpisce sempre. Brava anonima, tifo per te : fallo innamorare così tra un pò lo vedremo scrivere poesie d’amore.

  13. 4 aprile 2009 alle 11:10

    Ciò che mi sento di dirti è che bisogna sempre prendersi cura di sè, volersi bene e raggiungere quel miraggio di tranquillizzante stabilità accettando sè stessi e la vita per com’è, per quanto sia possibile, godendo anche delle piccole cose…Soprattutto cercando sempre di migliorare.I “periodi no” capitano a tutti ma la ruota gira te lo posso assicurare.Ti auguro un buon fine settimana!

  14. 4 aprile 2009 alle 19:44

    Percepire è ciò che conta. Non importa cosa. E’ vita.

  15. 5 aprile 2009 alle 08:29

    ……un salutone!buona domenica 🙂

  16. 5 aprile 2009 alle 16:11

    Per tuttirispondo < HREF="http://progvolution.blogspot.com/2009/04/vuoti-danima-i-got-blues.html" REL="nofollow">qui<>.X AnonimaNon rattristarti, l’autolesionismo ha i suoi lati positivi.Hai ragione mi sento l’unico protagonista della mia vita,un protagonista che ieri si è fatto una passeggiata che ha amplificato il suo spleen? E ora? Forse non esistono soluzioni preconfezionate valide per tutti.Anche tu sei meravigliosa e ti amo.Ovviamente nella tua stessa logica… amo te in quanto amo tutti.Detto in altro modo: non amo nessuno

  17. Anonymous
    6 aprile 2009 alle 19:00

    Uffa! c’ho messo un po a capire casa vuol dire spleen. Veramente non l’ho capito l’ho tradotto col traduttore di Google. Mi chiedo perche tu non abbia scritto malumore al posto di spleen. mah!Prog, non poteva passare tutto alla tua prima passeggiata. Devi insistere ma è gia qualcosa.ti avverto, all’inizio si sta pure peggio, poi è un crescendo di entusiasmi. Ti amo, sempre in quella logica. Patrizia

  18. 6 aprile 2009 alle 19:27

    Spleen ha delle sfumature che malumore non rende. Vedrò di insistere ma camminare non mi disinnesca il cervello…

  19. 6 aprile 2009 alle 22:46

    Accidenti!!Non basta, a me non basta per sbloccare la voglia di scriver impigliata in un vuoto tranquillo momento della mia esistenza.Non mi basta!Provo col peyote, domani vado al mercato e me ne compro uno!!

  20. 7 aprile 2009 alle 17:52

    x YromCara, conservamene un pezzettino che comincio a pensare che neanche a me basta(e dimmi anche il mercato che frequenti…)

  21. 7 aprile 2009 alle 21:23

    In molti vivai lo puoi trovare, basta che non lo chiedi, cerca le piante studiale e vedrai che esistono, sotto mentite spoglie, ma esistono.Mi dicono, io in realtà esco solo con piantine più calme.

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