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Nulla di integro nel sentire dei non disadattati

Sono in pieno loop musical/mentale. Dopo 3 ore che ascolti la stessa canzone a volume da dolore è inevitabile che l’ottica diventi alterata.
Cominci a entrare dentro il suono e a respirare con il ritmo della batteria e a muovere le spalle al ritmo del basso.

Mi faccio travolgere dalla violenza delle vibrazioni e scuoto la testa (chi sa di metal sa che si chiama headbanging ed è la cosa più liberatoria conosciuta dall’essere umano). Così preso, mi ritrovo a urlare al vuoto: “but no one else can see/the preservation of the martyr in me“.
Con questo spirito e il collo dolente penso che, anche se non vorrei, domani devo affrontare una di quelle ricorrenze inventate da gente diversa da me al solo fine di generare il malumore in disadattati come me.
La parola d’ordine è resistenza passiva, l’unica arma possibile di difesa.
Perché il problema non è rispondere, il problema è che certe domande non dovrebbe proprio essere fatte.
Certe dimenticanze doverebbero essere comprese.
Certe curiosità andrebbero represse.
Certi silenzi non andrebbero interrotti.
Quando mi chiedono “come va?” non rispondo mai la verità, non ci rifletto proprio, non ci penso minimamente a rilevare il mio stato d’animo reale. “Bene e con te?” questa è la risposta automatica, non sentita, non pensata. A domanda vuota risposta vuota. Forma vs. forma.
A volte basta questo a evitare discussione meteorologiche, basta dimostrare uno svagato disinteresse per sfuggire a penose dissertazioni su cibo, vestiti, negozi, mezzi di trasporto, vacanze, status scolastico di sconosciuti ragazzi, etc. Tutto declamato con l’assoluta convinzione di essere interessanti e senza riuscire a percepire l’esistenza o meno di empatia nell’ascoltatore.
Scantonare ai propri obblighi sociali è scortese ma in alcuni è un bisogno fisico: io, un esempio a caso, ho sviluppato un’allergia alla espressione “un pò..” e siccome nulla è rimasto integro nelle vita delle persone “socializzate” cerco solo di evitare l’overdose di aggettivi sminuiti.
Un pò bene, un pò male, un pò triste, un pò stanco, un pò assonato, un pò incazzato, un pò occupato.
Un’umanità diluita, ammortizzata, delicata.
Quando ritroverete l’integrità del vostro sentire ne riparliamo.
Senza rancore

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  1. 23 marzo 2009 alle 22:22

    Anchio ero disadattato … ma poi ho risolto, ho finalmente trovato un adattatore per la presa scart del mio Super Io.

  2. 24 marzo 2009 alle 00:52

    Ti dico soltato che riesco a capire in pieno ciò che dici…Disadatta anch’io, ancora in cerca dell’adattatore!Notte 🙂

  3. 24 marzo 2009 alle 13:24

    Io mi sono adattata, da quando uso la fantasia in modo sadico.Vivo due vite, una esterna da orso che parla poco e una interna nella mia fantasia ludica.gio

  4. 24 marzo 2009 alle 19:04

    disadattato è chi il disadattato fa, se chiedo qualcosa è perchè lo voglio sapere,se no perchè domandare?come si dice? non vuoi bugie,non fare domande!;-))un abbraccio fra…un pò disadattati;-P

  5. 24 marzo 2009 alle 19:37

    Mi sembra che questo tuo post vada a braccetto col mio ultimo…certe domande non andrebbero fatte, dici…Perché fare domande significa farsi ancora più male? O per la banalità delle stesse? Io ero una disadattata, poi mi sono adattata a me stessa, al mio modo di essere e di vivere, cerco di fare il più possibile quello che mi fa bene! Come vedi, Prog, ti prendo sempre troppo maledettamente sul serio. Un abbraccio

  6. rom
    24 marzo 2009 alle 19:50

    Nulla, di integro?Mi sembra, come dire? UN PO’ troppo.🙂

  7. 24 marzo 2009 alle 22:18

    Accipicchia e’ da un po’ che non uso questo termine…🙂

  8. 24 marzo 2009 alle 23:30

    odio le domande banali di cui a nessuno interessa la risposta vera…

  9. 25 marzo 2009 alle 12:28

    Guardiamola da un altro punto di vista… come si farebbe senza le domande retoriche? Guarda che sono una bella invenzione : ti evitano lunghi e penosi racconti , ma al contempo dai la percezione dell’empatia. Uno scambio insensato di battute che permette di tornare al proprio posto e pensare ai fatti propri, senza passare per egoisti insensibili. In fondo non è ciò che facciamo anche qui? Ciao socio,patico.

  10. 25 marzo 2009 alle 12:40

    e’ il protocollo del convivere sociale, e’ l’handshake delle trasmissioni tra 2 dispositivi elettronicisi stabilisce il contttocome va?bene!non ci sono altre risposteenjoy your time

  11. 25 marzo 2009 alle 13:59

    …e cambia musica ??? :))….Cambiando musica si stà bene anche con se stessi !!:)KISS Vania

  12. Anonymous
    25 marzo 2009 alle 19:35

    caspiterina! quanto m’intrighi!!!!mi piace leggerti mi fai aggrovigliare le budella. Si potrà dire aggrovegliare le budella?

  13. 26 marzo 2009 alle 23:35

    integra e infeliceeee.come una farfalla!! (fa un pò pubblicità degli assorbenti anni 90!!! ma la farfalla quanto potrà mai esser felice di schiattare la sera del giorno in cui è nata!!). yes i’m. e per questo si stà come in stagioni sui bozzoli le crisalidi…

  14. 27 marzo 2009 alle 19:43

    x stry82dimmi dove l’hai trovata!x Mentefantasie sadiche? io sono molto più avantix Arnicax non farsi male, si mi prendo troppo sul serio, per me è ontologicox Romgiusto un pòx Alephsi lo facciamo anche qui, bello no?x SabaHandshake è masturbazione?X anonimocara intrigata perchè non ci presentiamo?x Yromanche il mio bozzolo è integro…

  1. 22 marzo 2011 alle 21:12
  2. 26 ottobre 2011 alle 23:24
  3. 14 aprile 2012 alle 16:28

Spazio al dissenso

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