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Questione di interpretazione

Non ho un disegno complessivo.
Non ho una strategia, neanche una tattica.
Mi manca quello che nelle scuole di project management si chiama vision.
Niente visione d’insieme.
Niente visione prospettica.
Niente prospettiva Nevskij.

Solo un mattone dopo l’altro, oggi un passo, domani un inciampo, dopodomani una caduta, un futuro uno scatto.
Non sono pro.
Né pro-fessionista, ne pro-pagandista, ne pro-satore.
Sono un dilettante della vita e un artigiano delle parole.
Non so esattamente cosa sto facendo ma so che lo sto facendo a modo mio.
Potrebbe essere una frase vuota, retorica, presuntuosa e spocchiosa, ma penso di poter rischiare di spenderla sul mio conto.
Ogni tanto, non so come, scrivo qualcosa di lucido e qualcuno se ne accorge.

Nella vita puoi scegliere di cantare (o di bloggare) come Frank Sinatra o come Sid Vicious, non è questione di contenuti ma di interpretazione.

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  1. 22 marzo 2009 alle 21:41

    L’importanza della pluralità delle espressioni e della diversità dell’essere.

  2. 22 marzo 2009 alle 23:44

    Mi sento di sintetizzare:“Per di qua, comunque vada, sempre sulla mia strada…”L’importante caro marco è non consentire interpretazioni capziose o fumose, insomma, non lasciare del tutto in disparte il contenuto, che a mio avviso, è molto importante a prescindere!

  3. 23 marzo 2009 alle 01:11

    Istruttivo, uno scambio di opinioni davvero istruttivo.Signori cervelli ho letto questa sera, c’è di che riflettere. (incredibile poi, parlavo di agomenti identici a quello di cui hai dibattuto con Luigi proprio oggi, mentre la laguna brillava sotto al tavolo della trattoria distraendomi non poco, tanto da costringere il mio ospite a cambiare argomento…e se si ripropone due volte in un giorno, perseverare nella distrazione è diabolico!!!)

  4. 23 marzo 2009 alle 01:13

    per quanto riguarda il post, nessun dissenso,anzi, anzi!Così anche io la penso, è questione di interpretazione.

  5. 23 marzo 2009 alle 08:22

    E’ così che secondo me la vita va interpretata: un mattone dopo l’altro, giorno per giorno, senza aver la necessità di dover a tutti i costi pensare a un futuro pianificato. La vita non ce lo permette comunque. E la libertà più completa è proprio quella di farlo a modo nostro, con le nostre cadute, con i nostri errori, ma anche con la consapevolezza che mi posso rialzare e proseguire.

  6. 23 marzo 2009 alle 08:43

    In un commento, non posso scrivere tutto quello che avrei da scrivere. Vorrei solo dirti il mio punto di vista su quello che hai scritto. Penso come te che ognuno di noi abbia la sua via, che poi quasi coincide con la sua vita. Nel pensiero, è certo consentito assumere uno stile aforistico, come nella vita è certo lecito assumere un atteggiamento critico fino al nichilismo. Quello che troverei invece inopportuno, ma certo comunque lecito, è esaltare un tale atteggiamento, come dire: il sottile piacere di essere contro. Io ad esempio, forse leggendomi l’avrai verificato da te, ho un atteggiamento più sistematico: credo che siano entrambi atteggiamenti leciti. Per darti più elementi, non devi però credere che a questa sistematicità, che spero mi garantisca comunque una mia capacità critica, sia pervenuto facilmente. Nella copertina del libro che ho pubblicato, dico che alle cose che ho scritto sono pervenuto dopo un lungo e solitario percorso di pensiero. Un ex-sessantottino che, alla fine degli anni settanta, si rompe le palle di questi riti ormai vuoti dell’estrema sinistra, e mette su famiglia, si costruisce un percorso lavorativo, tenta di cogliere i piaceri della vita, sesso, musica, film, il mare delle piccole isole, viaggi lontani, senza avere capacità alcuna di esprimere nulla di realmente originale: il silenzio, critico, ma sempre silenzio. Poi è venuta la stagione propositiva, e ho scritto cose che tuttora ritengo originali, e quelle che tanto originali non sono, lo risultano una volta iscritte nel contesto nuovo che propongo. Si potrebbe dire che esiste un tempo per ogni cosa, e chissà se anche tu troverai una stagione propositiva: alle volte, cose davvero originali richiedono gestazioni lunghe e faticose. Anche a te vorrei consigliare la lettura del mio libro, soprattutto dopo aver letto il tuo post che hai linkato: mi pare di proporre cose che potrebbero avere attinenza col tuo atteggiamento vitale.

  7. 23 marzo 2009 alle 13:43

    In poche parole sei un ‘ artista’. Meglio di così! resisti, il caos sistemico ,a volte, risulta produttivo.

  8. 23 marzo 2009 alle 14:30

    E’ vero come posso commentare il mio dissenso se non ho dissenso?:-)))

  9. 23 marzo 2009 alle 19:28

    da questo post si capisce molto molto del Prog pensiero e, a parte il nichilismo, mi piace 😉Un abbraccio

  10. 23 marzo 2009 alle 20:20

    Percorrere la vita un’ora dopo l’altra, un giorno dopo l’altro, seguendo le proprie idee e coltivando le proprie attitudini. Ritengo sia la soluzione migliore per affrontare e superare i muri che la società erige tra noi ed il nostro io.Un saluto

  11. 23 marzo 2009 alle 22:55

    Ognuno di noi interpreta a proprio modo la vita. Se non fosse così, non ci sarebbero neanche… i pensieri.

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