Home > società > Vi ringrazio di avermi invitato a scrivere questo post (cronaca di un convegno)

Vi ringrazio di avermi invitato a scrivere questo post (cronaca di un convegno)

Questa settimana, fin da lunedì mattina, non ho aspettato altro che questo momento. Venerdì sera e punto.
Avevo il sentore che sarebbe stata una settimana dura. Il clima di benessere aziendale mi scaricava troppe endorfine, troppo godimento per resistere e non voler fuggire di piacere.

Allora giovedì mattina, quando mi hanno proposto di andare a un convegno il giorno successivo (cioè oggi) ho esitato. Ho vacillato perchè i convegni mi fanno venire l’orticaria ma piuttosto che un’altra dose di veleno ambientale ho esclamato: “Ma sì, meglio che lavorare!”. Allora stamattina in onore dell’estetica congressuale mi sono addirittura rasato e candido come un neonato mi sono presentato nell’Auditorium (la c.d. sede congressuale). Sarebbe meglio descrivervelo come tetro corridoio con sedie inchiodate al pavimento e videoproiettore di ordinanza.
Mi sono registrato, perchè ai convegni seri ci si registra, non ci sono cazzi che tengono! Senza registrazione ti trovi di fronte a degli organizzatori dilettanti. Le forche caudine della registrazione (sorta di costituzione al commissariato) sono ripagate da un irresistibile zuccherino: l’agognata cartellina con fogli bianchi, penna e programma. O yeah!
Te la metti sotto il braccio (che fa molto professionale) e con l’altro braccio tieni il cappotto. Ti guardi in giro, folla delle grandi occasioni. Sorrisi, saluti. “come stai?“, “come va?“, “quanto tempo?“.
Spulciamento social-professionale nell’atrio della sala. Spulcia a destra, spulcia a sinistra, tutti i convegni del mondo cominciano tra i 30 e i 40 minuti di ritardo. Mi pare giusto, mica è una cosa seria!
D’altronde tutti i convegni degni di questo nome si intitolano “nuove prospettive su” o “prime valutazioni..” per dire chiaramente che di sostanza non ce ne sarà molta, a buon intenditor…

Altra fase essenziale di un convegno ben riuscito è il saluto iniziale. Una penosa masturbazione di autorità e rappresentanti dell’associazione nazionale onanisti pentiti o del direttorio regionale amici degli sputi.
E’ previsto il saluto del direttore del… o del responsabile del… ma, in un convegno degno di nota, sono sempre assenti e mandano in sostituzione il vice o il delegato. Insomma il vuoto che sostituisce il nulla.
I sostituiti si preoccupano sempre di “portare il saluto del presidente… che è stato trattenuto… che ha problemi di salute… che è stato urgentemente convocato dall’amico dell’amante del barbiere del ministro (mica fuffa…)!”.
Nei saluti è obbligatorio sperticarsi di complimenti e di ringraziamenti all’universo: gli organizzatori, i finanziatori, i partecipanti e tutti gli antenati morti di noi tutti. Poi ricordare l’importanza di appuntamenti di tal fatta che aiutano la crescita professionale bla bla e l’importanza di momenti di confronto bla bla. (Io a questo punto rimpiango di aver smesso di sniffare colla).

Poi è assolutamente necessario dichiarare “l’inizio dei lavori” e augurare “buon lavoro a tutti“. (Io mi maledico di aver lasciato il peyote a casa).

Adesso è il momento di dare la parola al chair-man, cioè un moderatore, un padrone di casa che non sa nulla dell’argomento ma che che ha un bel sorriso ed è un mago a passare la parola al dott. ing. avv. lodandone le infinite qualità e ringraziandolo (a ridagli) di essere intervento nonostante i tanti impegni o i recenti problemi di salute (immagino che siano le ragadi anali che si ingrossano a dismisura a chiunque viene invitato ad intervenire in queste occasioni) e che continua a chiamarci tutti colleghi anche se non si capisce che lavoro fa lui e io sono certo che qui dentro non sono collega di nessuno (per mia fortuna).

Poi i relatori. E’ obbligatorio ringraziare per l’invito e lodare l’incredibile iniziativa, presentarsi con umiltà, ricordare che nel poco tempo concesso non si potrà che dare pochi spunti sul tema “anche per lasciare spazio alle domande” (ma allora potevi dirlo prima che avevi bisogno di più tempo! che me ne faccio di pochi spunti? non doveva essere l’occasione per approfondire?).

Infine, momento solenne, trepidazione… le SLIDE! Ogni vero relatore ne ha preparate 150 (anche se anche i sassi sanno che non bisognerebbe farne più di dieci).
La diffusione attuale dei convegni (in crescita demografica di stile cinese) si deve proprio all’invenzione delle slide quale strumento insostituibile per i convegni come il cane pastore per il gregge. Che sia chiaro che ormai nessun concetto teorico può essere espresso senza slide. Nessuno, neanche il saluto.
Tante slide, ma il tempo è poco e allora saltiamo questa e questa che “erano di contorno” e quella e quella che “potete leggervi da soli dopo” e quest’altra e tal’altra che “non sono fondamentali” (se lo dici tu ci crediamo).
(Io intanto soffro pensando con nostalgia a quando avevo trovato lavoro come parafulmine umano).

Poi largo alle domande della reattiva platea che per svegliarsi dal torpore quando sente 20 secondi di silenzio applaude intuendo che l’intervento è finito. L’applauso è chiaramente rivolto al fatto che il supplizio è finito.
Coffe break (si va sempre nel mondo anglosassone per consumare l’italico caffè…) poi un altro relatore e stessa pantomima e così via fino ad esaurimento delle gonadi dei convegnisti.

Oggi in particolare mentre parlava il primo relatore ho avuto la netta impressione che fosse sicuro che qualcuno le avesse drogato il caffè. Poi ho provato a distrarmi incominciando a scrivere questo post ma il ronzio era troppo forte e le slide troppo sconvolgenti. Quando ha iniziato ad affrontare l’argomento dall’ABC che tutti in sala conoscevamo ho avuto l’istinto di salire sulla pedana per prenderla a cartellinate fortissime sulle sue preziosi slide. Mi sono trattenuto e così ho potuto vedere l’invito testuale: “…e se no guardatevi stò sito” (me lo dicevi prima me ne stavo a casa! e intanto rimpiangevo di aver smesso con le droghe pesanti). Dopo che ha sforato di 30 minuti il tempo concessole svagandosi nel vuoto e non centrando l’argomento assegnato avrei voluto alzarmi e urlare “ti prego di qualcosa, qualunque cosa di interessante, dinne almeno una, ti scongiuro!“, ma per fortuna la circolazione del sangue (ormai in cancrena per le gambe incastrate in quelle sorta di poltroncine-Vergine di Ferro) mi ha impedito ogni movimento inconsulto.

Cari colleghi, nel ringraziarvi per aver voluto invitarmi a scrivere questo post volevo ricordarvi che di questo argomento ci sono molte cose da dire, ne potremmo parlare per tre ore.
Ho ancora molto da dire.
Ho ancora molto da dire.
Ho ancora molto da dire.
Ma il tempo non è molto.
Ho ancora molto da dire.
Ma devo stringere.
Ho ancora molto da dire.
Ma devo lasciare spazio alle domande
Ho ancora molto da dire.
Ho finito grazie.

Annunci
  1. 20 marzo 2009 alle 20:18

    Hai descritto un vero convegno con sceneggiatura pronta per un film con il Fantozzi tragico!

  2. 20 marzo 2009 alle 20:24

    Ed io che pensavo che i convegni fossero una cosa seria….

  3. 20 marzo 2009 alle 20:38

    Ok, visto che mentre leggevo questa cronaca avevo avuto la stessa idea di River… scriverò una sceneggiatura. E da questo momento, giuro che i miei interventi ai convegni non dureranno più di 3 minuti (e senza slide) 🙂

  4. 20 marzo 2009 alle 20:39

    Grande

  5. 20 marzo 2009 alle 21:00

    Okaaay! Abbiamo capito che ti sei divertito un sacco al convegno!Ma, cosa più importante, che haiveramente tante cose da raccontarci!! ( quando ti sarà passata l’inc… con il mondo!)

  6. 20 marzo 2009 alle 22:12

    quanta iporisia regna in queste occasioni…

  7. 20 marzo 2009 alle 22:54

    Non sai quanto mi sono divertita! Sei tremendo, perchè questi convegni sono tutti uguali, sono copioni che si ripetono all’infinito.ANei convegni-aggiornamento della scuola non si usano le slide…..troppo avanti. Si usano i “lucidi” che sono di un piattismo sconvolgente. Per il resto tutto uguale. Pure le cartelline. Ciao Prog….alla prossima.Ps: sapessi quanta colla mi sniffo io!

  8. 21 marzo 2009 alle 00:32

    In questi giorni sono particolarmente occupato ma una giornata libera per il convegno sulla metempsicosi la trovo senz’altro. Dovresti solo informarmi sul giorno, l’ora d’inizio ed il luogo nonchè la conferma della tua partecipazione come mi hai precisato nella nostra ultima conversazione telefonica. Sai perfettamente che sei sempre il benvenuto.

  9. 21 marzo 2009 alle 07:53

    Il titolo del post è un capolavoro !!!

  10. 21 marzo 2009 alle 12:03

    ed io invece ho partecipato all’ultimo convegno tutto dedicato al benessere dei professionisti: rilassamento, meditazione, meditazione, danza-movimento-terapia: vuoi mettere in paragone?!?!??!?!

  11. 21 marzo 2009 alle 12:05

    e io che mi lamentavo delle cene aziendali…anche i convegni fanno la loro parte in tema di supplizi!

  12. 21 marzo 2009 alle 12:50

    Ah sisisi, questo è bello. Alzi la mano chi non si è rotto i co…ai convegni.Per Serenella : ma in che scuola insegni che usate ancora i lucidi???

  13. 21 marzo 2009 alle 21:57

    Per Aleph: quarto mondo, come lo chiamo io. Bari.

  14. 21 marzo 2009 alle 23:23

    avete approfittato della mia assenza per divertirvi…la prossima volta ci vado io al posto tuo.comunque caro prog fino a pochi anni fa non sapevo cosa fosse un convegno.per non andarci basta lavorare nel privato.

  15. 22 marzo 2009 alle 03:05

    ti auguro una buona domenica 🙂

  16. 22 marzo 2009 alle 10:42

    In buona sostanza io, che mai sono andata ad un convegno, ne convengo che sia un esperienza decisamente autodisciplinante ed un esercizio di yoga con sedie da vergini bianche.Interessante, quasi quasi al prossimo ci vado pure io, che pecco in disciplina. Si, credo lo farò.

  17. 22 marzo 2009 alle 11:49

    x SerenellaLucidi? Allora non devo lamentarmi delle tecnologiche slide!x Monticianoaspettami!x Saamayasei una ragazza fortunata!x Sabastavolta sbagli, a parte pochi infiltrati, il convegno era di gente che lavorava nel privato. Il mondo cambia…x Yromvista in questa prospettiva presto diventerò un guru dell’aponia…

  18. jesuismoi
    22 marzo 2009 alle 13:03

    Ma ti sei perso il momento del break???Dove c’è l’autentico assalto alle baionette!!!Se poi c’è anche la pausa pranzo….beh!!allora le cavallette a confronto sono insetti leggiadri!!!

  19. 22 marzo 2009 alle 15:26

    L’ultima volta che ho partecipato ad un convegno, riguardava il peyote … con tanto di degustazione … il problema è che alla fine … dopo un giuramento solenne di non separarci finchè Quartu Sant’Elena non fosse stata rasa al suolo … armati di forconi ci siamo avviati verso Buon Cammino (penitenziario di cagliari) … dopo essercene impadroniti abbiamo messo la testa del direttore del carcere su una picca e l’abbiamo portata in corteo per la città, candando “gelato al cioccolato di Pupo” …

  20. 22 marzo 2009 alle 17:32

    La noia e l’inutilità dei convegni è ormai riconosciuta ovunque…Poi vengono i corsi di formazione e le cene aziendali… A presto

  21. 22 marzo 2009 alle 19:25

    Prog…spero tanto che presto ti invitino ad una bella festa, ad un bel concerto, a vedere un bel film di cui ci parlerai nel dettaglio…Spero che questi ambienti claustrofobici che mi pare tu sia obbligato a frequentare lascino spazio all’aria pulita, chè di questo uno spirito come te mi sembra, abbia bisogno. I convegni? dipende…possono anche essere interessanti (a me è capitato, giuro!)Un caro saluto da un fine settimana che è volato (grrrr)

  22. 23 marzo 2009 alle 01:19

    (ho dovuto cercarmi il termine, sento il dovere di confessarlo!)

  1. No trackbacks yet.

Spazio al dissenso

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: