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Tutti i miei pensieri, quasi tutti, praticamente nessuno

Ogni tanto ti trovi in qualche blog che nella dichiarazioni d’intenti afferma di essere lo spazio dove l’autore inserirà tutto quello che gli passa per la mente o tutti suoi pensieri o che il blog sarà l’espressione di tutto se stesso.

La cosa mi fa tenerezza. La trovo eroica forse perché, certamente sbagliando, penso che tutti abbiano l’anima inquinata come la mia.
Quello che è certo che questo non succede all’interno di Sussurri obliqui. Questo è uno spazio censuratissimo e il censore è lo stesso autore.
Qui non ci sono tutti i miei pensieri per il semplice motivo che non sono riproponibili.
Se lo facessi supererei i limiti del pudore, della diffamazione, dell’insulto, dell’istigazione alla violenza, della propaganda sediziosa.
Ma non è tanto l’intento di evitare i processi penali a frenarmi (che, di per se, non è proprio un motivo secondario) ma, piuttosto, il rispetto dei limiti della convivenza in uno spazio che è pubblico (nel senso di accessibile a una massa indistinta) e la consapevolezza che il codice determina il messaggio.
Fare esposizione totale di cinismo, di crudeltà e violenza verbale non porta a nulla perché supera la soglia dell’accettabile, deriva sullo scandalo, derapa sulla tattica shock. Il medium non deve sommergere il messaggio.
E poi chi vuole mettersi completamente a nudo, senza protezione, senza paracadute?
Ci vuole coraggio a lasciarsi fuoriuscire completamente, bisogna ricordarsi del mito del vaso di Pandora.

Così tra pensieri e parole i filtri si moltiplicano. È come il confine tra l’erotismo e la pornografia, sai cosa non puoi mostrare (e devi fare solo intuire) per evitare il divieto ai minori, sai cosa è conturbato e cosa osceno.
Cosa e, sopratutto, come dirlo va soppesato.
Se cercate tutta la verità, nient’altro che la verità girate l’angolo e buona fortuna.
Allora se vuoi esprimere ma non puoi esplicitare non puoi che essere obliquo e confidare che il non esprimibile riesca a liberarsi e a trovare una strada alternativa.
Alla peggio sembrerai solo contorto, involuto e supponente. Poca cosa rispetto ad accumulare frustrazioni.

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  1. 17 marzo 2009 alle 21:50

    Io penso che nessuno fuoriesca completamente, a malapena nella vita reale figuriamoci in quella virtuale!A volte ho l’impressione che ci si aspetti molto di più da queste pagine virtuali, dove ci può stare un pò di se stessi, al di là delle dichiarazioni d’intenti, magari una piccola parte ma ugualmente importante. “Lasciarsi fuoriuscire completamente” credo sia impossibile almeno quanto nascondersi completamente. Un saluto Prog

  2. 18 marzo 2009 alle 08:16

    Sono d’accordo. Aprirsi “a scatola chiusa” può essere pericoloso oltre che fonte di fraintendimento. Penso sia possibile solamente con amici veri, quelli in carne e ossa, quelli che questo mondo virtuale, a volte, fa dimenticare di possedere. Trovo però anche che blog come questo siano molto più genuini e salutari dei tanti “facebook”, dove la gente psesso gioca ad essere qualcun’altro. Qui non ce n’è bisogno, perchè l’intento di blog come questo penso sia quello di parlare di qualche cosa, non di sembrare altro.Complimenti Prog.Saluti

  3. rom
    18 marzo 2009 alle 08:34

    Tutti i pensieri, quasi tutti, alcuni: “praticamente nessuno” mi ha ricordato la risposta di Ulisse ai Ciclopi allertati dalle grida dell’accecato Polifemo. Impossibile anche nascondersi completamente, dice arnicamontana: è inutile che ci provi… Ormai è andata: qualcosa di te sappiamo! Una cosa, volevo dirti, passando: ad aprirsi davvero – cosa difficilissima, e raramente opportuna – non accade solo la tempesta che si scatena all’apertura del vaso di Pandora.In tutti avviene anche altro. Quasi tutti. Alcuni.🙂

  4. 18 marzo 2009 alle 08:56

    carissimo, è giusto che sia cosi….i filtri ci vanno sempre e qui dimostri di avere un gran senso di rispetto per te e per gli altri..perchè dico cio’? perchè è vero che lo spazio blog è il tuo ma cio’ che vai a scrivere puo’ essere di pensiero diverso da molti che ti leggono e soprattutto se uno desse libero sfogo a se stesso si rischierebbe di cadere nell’insulto e nella diffamazione con risultati non piacevoli…..per queste cose e per altre, io, ti leggo sempre 😀dream teateher …………….

  5. 18 marzo 2009 alle 10:03

    Ciao Prog, la risposta che ti ha dato Arnicamontana mi sembra perfetta.Aggiungo solo che alcuni blogger soffrono di un vero protagonismo e i loro post sono pieni di “IO” e questo a me dà un leggero fastidio, infatti smetto di leggerli.Ciao e buona giornata,Lara

  6. 18 marzo 2009 alle 11:54

    io credo che mio blog mi rispecchia abbastanza bene. spesso è molto intimistico, anche se credo che nessuno riesce mai esprimersi o farsi conoscere fino in fondo.

  7. 18 marzo 2009 alle 12:13

    Hai ragione…anche Pasolini disse una cosa simile in un’intervista con Enzo Biagi…ciao< HREF="http://cristianbelcastro.blogspot.com" REL="nofollow"><>Cristian Belcastro Blog<><>

  8. 18 marzo 2009 alle 12:17

    Forse è proprio in virtù di questo dire-non-dire (anche dei media) che alcuni gruppi politici stanno scalando il successo. L’aver paura di raccontare la realtà ed i propri pensieri può facilitare il lavoro di altri fronti, nefasti.I realisti non avevano paura di denunciare le cose e si opponevano ad un sistema ipocrita. L’ideale sarebbe trovare una forma giusta da dare alle parole. Forse è solo una questione di metodo.Elucubro.

  9. 18 marzo 2009 alle 12:39

    Mah…c’è qualcosa che non quadra . Limite non limite, esterno non esterno, mi scopro o non mi scopro, esondo o non esondo. Sai cosa sarebbe la prima cosa che mi viene in mente da dire?So che lo sai, ma mi adeguo al tuo post, e per questa ritrovata modalità cortese di bloggare , bloggarci e bloggarsi ( che palle! ), ti lascio solo un salutino…

  10. 18 marzo 2009 alle 13:20

    Alla fine ci capiamo tutti, nel bene o nel male. In questo mondo di internauti è diverso il lessico, la comunicazione, l’esprimersi.. Anche perchè tradurre in parole il colore di un pensiero, non è sempre così semplice!

  11. 18 marzo 2009 alle 13:58

    Dire la verità dà fastido e alle volte è scomoda…più per se stessi che per gli altri (specialmente con le persone che ti vivono accanto), ma sapere che alla sera si entra nel letto “trasparenti” è la una sensazione di liberazione.Essere “liberi” è la vittoria, anche se giudicati !!:)Grazie dei tuoi post sempre molto intelligenti.KISS Vania

  12. 18 marzo 2009 alle 14:50

    Non è questo il posto per aprire se stessi, anche se in qualche modo ognuno di noi lo fa…ciao prog

  13. 18 marzo 2009 alle 18:14

    Ciao Prog. Stranamente oggi il tuo post non mi trova d’accordo. Un po’ di noi traspare sempre tra queste righe; non stiamo scrivendo una relazione, affermando delle verità oggettivamente valide per tutti. Anche con questo tuo post hai espresso il tuo pensiero chiaro e diretto….Dunque lo facciamo tutti nel postare, nel commentare. Poi in quanto al “protagonismo”, chiedo scusa, ma questo è uno spazio libero, si puo’ parlare di quello che si ritiene più giusto, purchè non si trascenda e non si scada nel cattivo gusto. E, comunque, si è liberi di non leggere. O no?

  14. 19 marzo 2009 alle 18:39

    x Arnicabasta essere consapevole di questa via di mezzo e non lanciarsi in proclamix Andreagraziex Roml’altra cosa che si scatena è sempre da maneggiare con curax BrunoDT 4ever!x Larabrava, facciamo selezionex Coldle eccezioni confermano le regole giusto?x Symbianriferimento che mi fa gran piacerex Coscienzaquanto trovi il metodo fai un fischiox Alephimmagino cosa volessi dire e, quasi quasi, potrei ricambiare…x Confinia volte è semplice ma non si può tingere tutto di nero pecex Vaniagrazie per il non meritato intelligenti…x Sabatroppa saggezza Maestro, mi inchinox Serenellagiusto ma in realtà io volevo più sottolineare il fatto che una certa censura è inevitabile

  15. 19 marzo 2009 alle 22:33

    Pensavo, no….No,no, non può essere!

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