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Stampa questo post e brucialo

Basta!
Sempre le stesse voci. La stessa sinfonia mono.tona. L’unisono dei buoni, il coro dei santi.
Hanno svuotato le parole.

Le hanno denutrite, dissecate, disarticolate.
Parole stuprate, uccise, divelte, sgozzate, sodomizzate, squartate.
Ma chi? Chi? Chi è stato?
Io ho visto la schiera, ve la descrivo……ladri di significati
…rapitori di dignità

…assassini di sogni…
Le hanno svuotate e poi se ne sono appropriati e ne hanno fatto parole d’ordine, slogan, inni, partiti.
Le hanno svuotate e poi le hanno ripetute. All’infinito.
Sono le parole buone, incontestabili distillati di assoluta positività. Dogmi. Preghiere.
Ripetile: democrazia, libertà, giustizia, diritto, equità, tolleranza.
Ripeti.
Ripeti finché ne sarai convinto.
Ripeti, non ti fermare…
Ripeti il mantra dei buoni.

Per piacere c’è qualcuno che mi può aiutare? A gridare:
LE PAROLE SONO VUOTE.
Simulacri di tradimenti il cui suono è una coltellata di inganno. Tagli che infieriscono su di noi, morti da tempo.
Parole orfane di concetti, bluff di sillabe, latine preghiere per analfabeti.
Scioglilingua memorizzati e mai compresi.
Ripeti, ripeti, ripeti!
Ripeti ligio e obbediente mentre facce compunte godono soddisfatte della loro strategia e deridono i beoti che applaudono le loro parole svuotate.

E tu, si tu, tu che volevi solo parole pure, significati reali dette da persone vere… tu ora hai solo truffe semantiche di significati opposti declamati da istrioni e sicofanti.
Allora tu stampa questo post, prendi il foglio e brucialo. Guarda rapito l’olocausto delle parole nel fuoco. Poi prendi le ceneri e commuoviti dei resti di quelle che erano le tue uniche alleate contro le catene. Raccoglile. Esci, corri finché il mare non ti bagnerà i piedi.
Li prendi le ceneri e disperdile.
Piangerai?

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  1. 2 marzo 2009 alle 18:14

    C’è un filosofo del secolo passato, non ricordo il nome, che afferma che per avere comunicazione, occorrono quattro condizioni. Anche queste non le ricordo tutte, ma ricordo la condizione della “veracità”, cioè se io parlo con te, devo supporre che tu voglia dire la verità: senza questo elementare presupposto, si consuma l’inutilità del comunicare: come dici tu, l’annullamento del senso stesso dell’esprimersi.

  2. 2 marzo 2009 alle 18:19

    Sempre se non ti offende leggere due righe….!le parole saranno anche vuote, ma niente è peggio del silenzio forzato, assoluto!Poi tu, in quanto a parole, mi pare che non ti risparmi!!! Sono decisamente giudizi inappellabili!Dio, quanto pessimismo!

  3. 2 marzo 2009 alle 18:44

    Bruciarlo? E se invece lo mettessimo in stasi?

  4. 2 marzo 2009 alle 19:15

    le parole non sopportate dall’azione non hanno nessun significato…

  5. 2 marzo 2009 alle 19:58

    Caro Progvolution, se seguissi il tuo suggerimento, piangerei.Perché le tue parole non sono vuote.Non lo sono per niente, in un secolo dove non c’è altro: parole.Un abbraccio.

  6. 2 marzo 2009 alle 20:24

    Aveva ragione Ligabue nel dire che aveva perso le parole se le parole sono quelle che sento dire da certi figuri in politica…

  7. 2 marzo 2009 alle 20:47

    Caro Amico, spero amico…se ti scrivo è perchè credo nel significato delle parole e soprattutto “buone”..altrimenti non ti scriverei per niente…stampo..ma non brucio…piangerei…spero che questo tuo post sia solo una provocazione, vai avanti che sei un mito !! Vania

  8. 2 marzo 2009 alle 20:55

    E’vero siamo sommersi dalle parole, arrivano di continuo ,dalla politica arriva questo mantra fatto di democrazia giustizia ecc. ecc.e mentre continuano a ripeterle pensano come svuotarle concretamente dal loro vero significato.Ma perchè bruciare il tuo post?Queste non sono parole inutili, insieme a quelle di molti altri,servono a non farci ipnotizzare dalla litania a farci stare in guardia.

  9. 2 marzo 2009 alle 20:55

    Prog, io le ripeto e le ripeto. Ma non funziona. Se provo a scriverle, esce solo la parola ‘demagogia’. Mah. Sarà il mio computer che è rotto.

  10. 2 marzo 2009 alle 20:57

    Caro Progvolution, questa volta seguo il tuo suggerimento, brucero’ il post e piangero’!!!Non ho bisogno di te dentro un pc… io ti preferisco dal vivo, in carne e ossa.Io brucero’ il post e tutto cio’ che tu rappresenti!e poi sopportero’ (!!!) le parole con l’azionesei il mio mitomilanotorino

  11. 2 marzo 2009 alle 22:52

    No, non sono vuote. Possono essere false o magari, al contrario, sincere. Dipende da chi le pronuncia. Più che imparare a non sentire chi le pronuncia bisognerebbe imparare a distinguere chi le pronuncia.

  12. 2 marzo 2009 alle 23:01

    Se non è noia è amore. L’intero mondo carpiva da me i suoisensi cari. Se per la notte che mi porta il tuo oblio io dimentico di frenarmi, se per le tua evanescenti bracciaio cerco un’altra foresta, un parco, o un avventura: ― se per le strade che conducono al paradiso io perdo la tua bellezza : se per i canili ed i vescovadi del prato della grande città io cerco la tua ombra: ― se per tutto questo io cerco ancora e ancora: ― non è per la tua fierezza,non è per la mia povertà: ― è per il tuo sorriso obliquoè per la tua maniera di amare. Entro della grande città cadevano oblique ancora e ancora le maniere di amare le delusioni amare. Amelia Rosselli

  13. rom
    3 marzo 2009 alle 16:08

    Marco, sì, il sì che intendevi, va scritto con l’accento.Anche lì, quello lì che tu hai scritto, va scritto con l’accento.E non c’è bisogno di piangere, se ci si ferma quando l’acqua fredda del mare invernale bagna i piedi che hanno corso per noi rimasti indietro a parlare. Piangono i piedi, per noi, in tal caso, che poi ci sono i casi di quelli che continuano a correre nell’acqua, e di loro poco si sa se non di una qualche mancanza di freni, mentre degli altri non afrenici si sa che non sono così tanto altri e di noi frenati i frenologi dicono che non siamo tutti morti da tempo come dici tu, non tutti e non tutti del tutto: manca l’accento su quelli che sono rimasti vivi e sulla parte viva di quelli che sono morti ma non tuttamente.

  14. 3 marzo 2009 alle 16:58

    Domandina: non sarà che al momento non hai niente di meglio da fare????

  15. 12 marzo 2009 alle 21:56

    Però…,hai tradotto in parole(non vuote) i miei pensieri di ogni giorno.

  1. 16 luglio 2010 alle 19:55

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