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La pioggia sul mare

Le parole sembrano pioggia sul mare.
Partono potenti, cadono come proiettili implacabili. La loro discesa è irrefrenabile, violenta e orgogliosa.
Hanno in se tutta la forza della tempesta e della gravità e puntano l’obiettivo con la malcelata consapevolezza di essere minacciose.

E’ una caduta possente, imperiosa. Le parole si fanno forza della vicinanza delle altre parole, gocce che si stringono come tribù affamata pronta ad attaccare il nemico per la sopravvivenza. Sembrano danzare in un unisono che insieme è armonioso e terrificante. Loro stesse sono inebriate da questo movimento irrimediabile.

Ma tale gioia furiosa, questa incoscienza giovanile, è euforia breve. Ogni goccia, le più grosse, le più fredde, le più violente, ogni singola goccia verrà ingoiata dal mare. L’immenso catino le addomesticherà, le ingloberà trasformando le singole individualità in massa informe, placida e immutabile. Indistinguibile, inascoltabile, ineludibile.
L’immutabile oceano infinito tutto può contenere e frenare e non ha coscienza dei temporali.

Chissà per quanto continuerà piovere…
[photocredit: somethingpretty]

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  1. 25 febbraio 2009 alle 07:51

    Sì, il mare le ingloba e le rende ugualmente invisibili. Si tratta di vedere, semmai, se si riescono a scorgere quelle parole che, al momento dell’impatto, creano un grosso cerchio e un’onda lunga. E se si potesse fare un monumento con l’acqua di mare a quelle parole, sai, sarebbe straordinario.

  2. 25 febbraio 2009 alle 08:53

    Caspita, sei pessimista ‘na cifra in ‘sto post!Parole simili a proiettili…non è sempre così, anche se talvolta succede. Le parole esprimono anche gioa, amore, solidarietà, comprensione, quindi in questo caso la pioggia che scende è ristoratrice e consolatoria…anche se di breve effetto.

  3. 25 febbraio 2009 alle 08:54

    Nel corso storia a volte in rari momenti è stato il mare ad avere la stessa coscienza delle gocce…

  4. 25 febbraio 2009 alle 12:23

    SALE IN ZUCCA, OH ITALIANI!Spero che nel mare rimanga sempre del sale.

  5. 25 febbraio 2009 alle 14:54

    la terra non ne può più di tutta quest’acqua…me lo dice tutti i giorni!Mi piace molto la tua scrittura Prog :-)un saluto

  6. 25 febbraio 2009 alle 15:27

    Mi piace tantissimo il tuo stile di scrittura.Il mare immenso, quello colpevole di schiacciare le parole è sempre esistito. Nei rapporti personali siamo noi a dover usare la comunicazione come uno strumento prezioso per esprimerci. Nella massa, al giorno d’oggi, la ragionevolezza delle parole decade di fronte all’ipocrisia.gio

  7. 25 febbraio 2009 alle 16:39

    Le parole sono pioggia sul mare, ovvero, “piove sul bagnato” … quando le scrive uno che ha amici di amici nell’editoria. :p

  8. 26 febbraio 2009 alle 02:30

    Come il mare ingloba la goccia di pioggia il rumore del mondo ingloba i nostri sussuri.Cosi Molte si perde. L’acqua pura della pioggia diventa salata dopo che cade nel oceano e le notre parole perdono nel vento. alle volte si puó sentire un’ecco del nostro grido, ma é tanto lontano…Tuo modo i scrivere mi piace moltissimo. Ritorneró.Abbraccio Angel

  1. 4 settembre 2010 alle 15:31

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