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Io sto vivendo la barbarie

Come ci si sentiva nella Germania del 1932?
Si riusciva a percepire l’orrore incombente? Si pensava che alla fine “non potrà succedere”?
I diversi perché non scappavano?
Me lo sono chiesto tante volte. Mi sono chiesto, se mi trovassi in una situazione simile, se avrei sentore del disastro incombente.
Me lo sono chiesto. Me lo chiedo sempre di più.

Respiro un’aria cupa. Un’aria folle. Una vertigine di dolore per un senso dell’umanità che arretra velocemente.
La legge è uno strumento. Non ha in se una garanzia di umanesimo. Ci sono leggi efferate con cui l’uomo decide di uccidere l’uomo. La legge non è di per sé scudo dal Male.

Oggi, qui, nella mia patria, la legge è solo una clava. Un manganello, perché la Storia è ciclica.
L’ipocrita paravento di chi vorrebbe linciare, cacciare, uccidere, castrare, internare.
Lo specchietto per le allodole di chi sogna di nuovo un paese omogeneo, in cui il rispetto della legalità significa, in un’ultima analisi, l’eliminazione delle devianza.
Mettere in fila i rom, gli stranieri, i clochard e ogni altro non ariano. E decimarli. Senza fucili, ancora. A colpi di leggi, sventagliando pregiudizi.

Seminano capillarmente, con cura certosina, con la stessa attenzione di una madre ossessiva per il figlio deforme. Seminano. Seminano odio.
Ogni seme di odio e ricoperto con cura da un guscio di miele.
Forse ingannano anche loro stessi.

La crisi economica è stata l’incubatrice del totalitarismi fascisti. Oggi c’è una crisi economica simile?
Se sto peggio deve essere colpa di qualcuno. Non può essere colpa mia. Non può essere colpa nostra. Trovate il colpevole e mettetelo al muro. Trovate il colpevole e insegnate ai vostri figli ad odiarlo. Fatelo subito. Fatelo prima che i vostri figli possano sviluppare la pietà.

Si parla di barbarie quando si vede un raggiunto stato di civiltà degradarsi, dissolversi, arretrare.
La barbarie è disinteressarsi di conquiste fragilissime che diamo per scontate ma che sono in grave pericolo quando le anime sono obnubilate di false certezze.
La barbarie e barattare i diritti con illusioni di sicurezza. Barbarie è quando le coscienze non riescono neanche più a percepire la catastrofe che gli si pone di fronte in costruzione febbrile e imponente.
La barbarie è non capire che l’intero stato di diritto, i suoi diritti e le sue libertà, possono scomparire in una notte.

Io sto vivendo la barbarie. Sono un folle deviante e sociopatico perché l’intravedo. Sono un sovversivo perché ne ho paura. Sono eversivo perché la maggioranza la vuole, la costruisce l’accetta.
Come ci si sentiva nella Germania del 1932?
Oggi penso di saperlo.

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  1. 6 febbraio 2009 alle 20:36

    bellissimo post Prog, davvero specialmente bello. Anche io mi sono sempre fatta quella domanda, ogni volta che sbatto il muso sulle atrocità della storia (che qualche volta si ripetono e i personaggi si muovono sotto mentite spoglie). Barbarie…hai ragione.

  2. 6 febbraio 2009 alle 21:03

    Li sento anch’io,i barbari, si sentono gli zoccoli dei cavalli in avvicinamento,sono in giacca e cravata ma usano la clava.Sai che dicevano gli ebrei quando iniziarono a capire dicevono è impossibile,siamo milioni non possono ucciderci tutti.Si sbagliavano.

  3. 6 febbraio 2009 alle 21:21

    Bel post! Riflessivo, acuto, interessante.

  4. 6 febbraio 2009 alle 21:27

    Spesso mi son posta la tue stessa domanda…questo post è molto interessante.CiaoCinzia

  5. 6 febbraio 2009 alle 22:30

    Caro Progvolution, leggere le tue parole che tante volte si sono poste dentro di me come domande, sembra proprio la giusta conclusione di questa giornata particolarmente difficile.Il gelo ansioso di questa attesa che non si sa dove ci porterà, l’odio già visibile nei cervelli più deboli … noi stiamo aspettando e credo che ne siamo consapevoli.Ti abbraccio.

  6. Sa
    6 febbraio 2009 alle 23:00

    Spesso ultimamente alla luce di episodi di violenza e alla luce di preoccupanti fatti politici, scrivo ed esprimo lo stesso concetto.AMARO.REALE. Avevo scritto anche qui poco fà solo queste parole: la cattiveria dell’uomo è inarrestabile. Ma ora aggiungo: che nostalgia di quando credevo in J.J.Rousseau, cavoli.Quanto era fiduciosa quella Samantha.

  7. 6 febbraio 2009 alle 23:03

    periamo che la stessa domanda che ci poniamo se la pongano un numero sempre maggiore di italiani….ma credo che siamo ben lontani dal 1932…il nostro amato premier è solo un comico…Un saluto

  8. 6 febbraio 2009 alle 23:27

    Germania 1932… il nazifascismo è stato sconfitto 13 anni dopo. Non è una bella prospettiva.

  9. 6 febbraio 2009 alle 23:56

    come ci si sentiva…..che freddo dentro….nottenotte…un salutone

  10. 7 febbraio 2009 alle 01:13

    Sembra che sia giusto imporre un ddl per cambiare la volontà del popolo attraverso la cassazione.ribaltare e costruire nuove regole a proprio piacimentopenso che siamo gia’ oltre il punto di non ritorno…voglio dimettermi

  11. 7 febbraio 2009 alle 01:26

    Siamo come una rana in una pentola d’acqua … se fai scaldare l’acqua la rana ci muore dentro … ma se la fai bollire subito salta subito via.Oggi è cosi che si creano le dittature … scaldando l’acqua a fuoco lento e aspettando che bolla.

  12. 7 febbraio 2009 alle 06:57

    Hai perfettamente ragione e non stai affatto esagerando purtroppo…

  13. 7 febbraio 2009 alle 14:20

    non so, a me è venuta in mente la poesia di Brecht, leggendoti.Ecco come ci si poteva sentire:Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.Ecco, ci aggiungerei, un giorno ci tolsero la democrazia, ma nessuno si accorse della differenza.Erano tutti incollati al televsore.

  14. 7 febbraio 2009 alle 17:19

    il bello è ke questa la kiamano democrazia:è questo ke fa rabbia,ufficialmente nn è un regime ma qualcuno crede sia diverso dal’32? Siamo nel 2009 ma ci facciamo infinokkiare e subiamo scelte ingiuste e nn condivisebuona domenicaLella

  15. 8 febbraio 2009 alle 23:29

    mi è capitato spesso in questi giorni, di pensare quasi le stesse cose. Credo che, per fortuna, ci siano delle differenze nelle possibilità di comunicazione – come questa. Nel ricordo della storia – delle leggi razziali, ad esempio. E leggo con piacere e con orgoglio di avere almeno qualche manciata di connazionali decenti, la resistenza attiva, a oltranza, a simili porcate.Mi sembra che stiamo a un momento davvero difficile e proprio ora ci viene richiesto di tenere alta la testa

  16. 10 febbraio 2009 alle 00:27

    e nel 1993 in Italia si stava benissimo poi l’anno dopo sarebbe arrivato il berlusca

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