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Se espropriate il corpo, calerà l’incubo

Veniamo al mondo nudi. Tutto ciò che possediamo è il nostro corpo, un involucro fragile esposto a ogni male. L’amore genitoriale nutrirà il nostro corpo finché non saremo in grado di farlo da noi stessi.
Quando saremo senzienti disporremo del nostro corpo. Lo potremo curare, nutrire, modellarlo ai canoni estetici che vogliamo. Lo faremo accarezzare alla persone che amiamo, lo terremo lontano da chi ci fa repulsione.

Ma siccome il corpo ci appartiene potremmo scegliere, questa è la libertà che ci è concessa nonostante il dispiacere dei fascisti e dei clericali, di non amare il nostro corpo. La faremo ingrassare o deperire, lo stresseremo, l’avveleneremo o infieriremo su di esso. Potremo volerci così male da voler vederlo scomparire. È il nostro unico bene e possiamo scegliere di usarlo o di abusarlo. Cosa sia bene o male per il proprio corpo è una decisione personale.
Nonostante questo possa infastidire i precetti morali di molti, si conserva un’assoluta dignità in tutte le scelte sbagliate, in tutti gli usi sbagliati che scegliamo. Questa è l’unica libertà di cui disponiamo l’alternativa è la dittatura che ci imponga di essere sani, belli, puri e produttivi.

Il corpo ci appartiene, nessuna struttura sociale o religiosa può accampare un diritto su di esso. La struttura economica fa sì che ogni cosa abbia un proprietario, nulla ci è dato, nulla è a nostra disposizione se non il corpo per questo non dobbiamo permettere di farcelo scippare.

Non esiste un dovere ad essere felici, non esiste un dovere ad essere in forma, non esiste un dovere di curarsi. Il diritto moderno ha riconosciuto questo diritto: nessuna autorità cogente può costringermi a curarmi, posso scegliere la malattia.

Il sistema sociale ci ignora. Ci ignora quando abbiamo fame, ci ignora quando perdiamo il lavoro, ci ignora quando siamo costretti a vivere per strada, ci ignora quando siamo così soli che vorremmo scomparire. Eppure noi non pretendiamo nulla, non li chiamiamo affamatori, barbari, assassini.

Quel sistema che è sempre assente, perennemente indifferente al nostro corpo in buona salute non può presentarsi quando l’anima svanisce e cercare di disporre dei nostri corpi esanimi. La sua indifferenza pregressa rende immorale e inaccettabile una simile azione.

Quando un giudice, un ministro, un teologo o qualsiasi altro moralista passerà e guarderà il vostro stato vegetativo, invocherà il diritto alla vita, voi, anche se incoscienti, potete essere sicuri: vi sta ingannando.
L’inganno di una società che è indifferente a tutto, impietosa, competitiva e crudele. Una società incapace di comprendere il dolore e la morte perché troppo occupata a lucidare i propri dogmi, terrorizzata da tabù grotteschi, spacciatrice di vita e distruttrice della sua qualità e assolutamente feroce a negare la libertà personale dell’individuo.
Espropriati dai sogni, dalle speranze, dall’equità, dalla giustizia, espropriati dall’umanità, il corpo rimane l’unica libertà che non si può espropriare.
I confini della società devono fermarsi ai confini del corpo. Se ciò non accade si realizzeranno gli incubi totalizzanti degli utopisti negativi o di Matrix.

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Categorie:società Tag:
  1. 4 febbraio 2009 alle 00:37

    un dibattito che non avrà mai fine senza vinti o vincitori veri…

  2. 4 febbraio 2009 alle 03:24

    lE TUE PAROLE SONO SEMPRE UNA SPINTA VERSO UN APPROFONDIMENTO INTERIORE DI RICERCA DELLA REALE VERITA’. GRAZIE PER LA POSSIBILITA’ CHE MI DAI DI COMPRENDERE MEGLIO ME STESSO E LA SOCIETA’ CHE MI CIRCONDA.UN SALUTO

  3. 4 febbraio 2009 alle 04:47

    Sono assolutamente d’accordo con te, Marco. Viviamo in una società ipocrita, senza scrupoli, e dei farisei. I canoni di bellezza, rovina la vita di molti giovani che si ammalano, prima mentalmente e poi fisicamente avendo un corpo 10. Se ciò che è buono per la cura e la mente. Noi siamo costantemente bombardati con il culto del corpo. La chiesa: Il corpo è il tempio di Dio … Tutto questo va bene se poi, come lei dice che si tratta con lui, quando la fame, fio, le malattie … E per decidere cosa fare con lui quando malato, quando la morte diventa imbarazzante in stato di trance, dove è esposto come indegni del nostro corpo, quando non siamo in grado di controllo, per non parlare di noi, legalmete, decidere di morire in pace e dignità . Spero almeno così. Grazie per il pensiero, MarcoUn beso

  4. 4 febbraio 2009 alle 10:48

    se devo essere sincero sto ritornando indietro di anni, quando non esisteva questa fissa della bellezza del fisico….. mi sono sempre piaciute di piu’ le persone curate, sportive..insomma AMANTI del proprio copro ma non agli eccessi come lo si intende oggi….e comunque non sono mai stato un amante della bellezza estrema o perfetta…preferisco una via tendente al “carino” e mi attizza mooooolto di piu’

  5. 4 febbraio 2009 alle 11:58

    Bellissimo scritto…Grazie

  6. 4 febbraio 2009 alle 12:54

    Giusto, si dovrebbe per questo poter scegliere anche tra la vita o la morte…“Il corpo ci appartiene, nessuna struttura sociale o religiosa può accampare un diritto su di esso!”Bel post! Un saluto…

  7. 4 febbraio 2009 alle 13:00

    Eppure…Ci sono istituzioni che pretendono di possedere anche il nostro corpo. Mi riferisco ai dettami della chiesa. Nonostante nel medioevo la chiesa imponesse di vilipendere il proprio corpo, in favore dell’esaltazione dell’anima, noi, oggi, dobbiamo fare i conti con un’etica religiosa che si impossessa del nostro involucro esterno. Com’è possibile? E’ così, perché sarebbe bello poter dire liberamente alla chiesa ‘uccidiamo Eluana, ma tanto l’anima vivrà per sempre’. Non si può, perché la chiesa ribatte che la vita si concretizza nella materia (con la scusa di Gesù fatto carne) e perciò il corpo è sacro come l’anima, quindi di ‘competenza’ della chiesa.E se uno non è credente?La presunzione ecclesiastica è talmente forte che pretende di regolamentare persino le scelte di coloro che non credono.Incredibile

  8. 4 febbraio 2009 alle 13:01

    Pensavi a Eluana e mentre leggevo,ci pensavo anch’io.Questo scatenarsi mediatico sul caso a fatto venire fuori i migliori ipocriti,molti ci credeno in quel che dicono ma molti con le loro parole vogliono compiacere l’elettorato o nel caso della chiesa vogliono mantenere il controllo su forse l’ultima cosa che gli è rimasta,la morte.La nostra paura della morte che spinge anche bestemmiatori di lungo corso a chiamare un prete.Letto su Repubblica qualche giorno fà,intervista al primario di rianimazione di Torino:il 70 per cento di quelli in stato vegetativo,daccordo con i parenti viene lasciato”andare” sospendendo ogni cura.Lo avranno letto un po’ tutti non ho visto reazioni indignate,siamo al si fa ma non si dice.Una massa di ipocriti.In Italia non avremo mai la possibilità di fare testamento biologico,non potremo mai decidere della nostra fine vita,se ne fregavano di te da vivo,se ne fregano anche quando sei quasi morto.

  9. 4 febbraio 2009 alle 13:24

    Bel post, hai detto tante cose vere. Io sono credente ma rispetto la libera scelta dell’altro. Non mi vanno giù le imposizioni e non mi va giù la mancanza di coerenza da parte di chi pretende di dettare dogmi.

  10. 4 febbraio 2009 alle 17:42

    Un post da non perdere e che vorrei venisse letto dall’altro lato del tevere e che vorrei che ci ragionassero su e che vorrei mi spiegassero quello che loro intendono non per convincermi perchè gia lo sono.

  11. 4 febbraio 2009 alle 18:28

    Giusto. Noi dobbiamo decidere se vogliamo ancora quel corpo che oramai non ci fa più vivere davvero oppure lasciarlo. Solo noi dobbiamo poter fare questa scelta.

  12. 5 febbraio 2009 alle 21:26

    averla letta in anteprima mi ha fatto giocare d’anticipo…e cosi sono arrivato tardi…non ho piu’ il mio corpo, non mi appartiene piu’…e il guaio è che non ricordo a chi l’ho ceduto

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