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Le maree dei desideri fragili

A volte si desiderano cose impossibili. Sei consapevole che sono irrealizzabili ma le desideri lo stesso perché non è un atto volitivo ma una necessità ingovernabile. Le desideri anche se sai che ti farai male. Forse li desideri proprio perché starai male, un male dolce e struggente da cui ti senti attratto.
Ti stupisci di riuscire a desiderare perché ti illudevi che l’esercizio della ragione avesse imbrigliato le tempeste dell’anima.
Nell’inseguirli sarai turbato e ti sentirai vivo, risvegliato dal torpore della filiera dei giorni grigi.

I desideri si nascondono nella parte più arcana del nostro spirito. Li spingiamo giù in fondo, in un posto recondito e impervio, perché ne abbiamo paura. Vorremmo liberarli ma ci spaventano perché ci costringono a prendere atto delle nostre rinunce presenti.
Ma quando incontri desideri fragili, all’apparenza lievi e inoffensivi, potresti decidere di donare tutto te stesso anche se non è giusto, anche se non è sensato. Ma la fragilità è ingannevole nel nascondere forze prorompenti e ti troverai a fronteggiare desideri che ti allagano e che ti svuotano come maree astruse. E quando sarai fradicio invece che asciugarti sarai tentato di annegare perché ti scoprirai vulnerabile nel tuo guscio, esile imbarcazione impotente a contrastare i marosi del desio.

[photo credit: Sabatino Di Giuliano]

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  1. 29 gennaio 2009 alle 21:05

    ….perchè spiegarci così tanto?…i desideri fanno parte di noi, ci annegano, talvolta ci stimolano…non si può spiegare sempre tutto…o forse non lo voglio spiegare…bellissima descrizione 🙂 complimenti!

  2. 29 gennaio 2009 alle 22:13

    Desideriamo cio’ che ci distrugge, in senso lato ed in senso stretto!Questa e’ la verità!

  3. 29 gennaio 2009 alle 23:32

    Desiderare è una delle senzazioni/emozioni più belle della nostra vita senza di esse saremmo un po’ freddi ed acerbi. VaniaSpeciale questo post !!

  4. 29 gennaio 2009 alle 23:39

    Ho letto il post precedente e ti dico :” Pensa e scrvi e non ti curar di loro !! ” Non era forse così ?? Vania

  5. 29 gennaio 2009 alle 23:53

    Puo’ accadere a tutti. Anche a me. Una volta, due volte ,tre volte. E dopo? Che faccio, continuo cosi’ giorno dopo giorno, di vita in vita, muoio e poi rinasco ma sempre uguale, senza aver sviluppato una qualche capacita’ difensiva? Mi lascio incantare per l’ennesima volta sapendo gia’ come andra’ a finire?No, preferisco desiderare cose desiderabili, possibili: conoscere i propri limiti è una forza.

  6. 30 gennaio 2009 alle 05:26

    Si es verdad.A veces no sabemos porqué, se desata una tormenta en nuestro corazón, que hace que lata con más fuerza, que soñemos sueños imposibles, que aun sabiendo que son solo eso, sueños, los alimentamos, los disfrutamos y nos colgamos de ellos.No será porque nuestro corazón estaba dormido, y algo de repente lo despertó?Y lo hizo latir como ya habíamos olvidado…Sabemos que es imposible, que es un sueño…Pero mientras dura el sueño somos felices…Mientras dura el sueño…Por favor, no me despiertes…Muy bonito, he sido consciente de mi sueño, gracias amigo.———————–Se è vero. A volte non si sa perché, è scatenata una tempesta nei nostri cuori, che rende più difficile in scatola per sognare sogni impossibili, anche sapendo che sono solo che, sogni, cibo, godere e metterli. Perché il nostro cuore non sarà addormentato, e improvvisamente si è risvegliato da qualcosa? E ha fatto battere come avevamo dimenticato … Sappiamo che è impossibile, è un sogno … Ma mentre il sogno siamo felici … Durante il sogno … Per favore, non mi ha seguito … Very nice, ero consapevole del mio sogno, grazie amici.

  7. 30 gennaio 2009 alle 09:36

    Bellissimo sussurro. Voglio essere più ottimista e pensare che invece a volte questi sogni si realizzano e da fragili diventano realtà indistruttibile.Non cambiare il nome al blog 😉 anche i sussurri possono essere voci di sofferenza.CiaoDaniele

  8. rom
    30 gennaio 2009 alle 12:40

    Marco, non so se conosci l’analisi che fece il primo grande psicologo dell’umanità, Buddha, del dolore nella vita dell’uomo – e della donna, oh!… pari opportunità, claro. 🙂Analisi essenziale, fine, attuale: puoi condividere più o meno, soprattutto le conclusioni, cioè la “cura”, ma quell’analisi resta straordinaria – deve essere vero che il quel periodo, circa 2500 anni fa, l’uomo cominciò a pensare, in varie parti della Terra.Bè, insomma: infine, l’origine del dolore la devi cercare nel desiderare. Quali desideri? continuavo a chiedere ai buddhisti intelligenti che mi capitava di incontrare. Quali desideri? – quelli che ti dannano. I desideri irrealizzabili anzitutto, come quello di fermare il tempo, non ammalarsi mai, non invecchiare, non morire, non essere allontanati da chi amiamo, non dover stare con chi non amiamo, lui diceva.

  9. 30 gennaio 2009 alle 17:11

    Desiderare fa perte della natura umana,può essere una debolezza ma è dalle nostre debolezze che dobbiamo trarre le energie per andare avanti,e soprattutto ci permetteranno di conoscere i propri limiti. Un saluto

  10. 30 gennaio 2009 alle 18:56

    i desideri, tutti, devono mischiarsi alle onde e scendere in profondità per poi risalire…i desideri devono avere voce

  1. 6 luglio 2010 alle 06:10

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