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Stupro: la colpa è pure tua, non dovevi uscire sola per la strada senza una pistola in tasca da ficcargli in gola

Lo stupro non centra nulla con il sesso.
E’ un atto di violenza radicale.
E’ l’esplosione di una bestialità sadica che nulla a che vedere con l’appagamento sessuale.
E’ un atto di violenza, di umiliazione di profonda del genere femminile.
E’ un atto di tortura.
Proprio per questo non ha nulla a che vedere con la bellezza di una donna. Chi va in giro a fare battute che sottintendono che le donne non avvenenti possono stare tranquille sparge un pensiero che non è solo volgare, è osceno, è profondamente maschilista e diffonde la stessa subcultura che in un certo modo giustifica lo stupro.

Una subcultura profonda che ha radici nella secolare discriminazione femminile.
Il patetico modello del pater familias, del cognome paterno, del padre padrone, dell’uomo cacciatore, dell’uomo che ha le sue esigenze, del “è lei che se le cercato con quella minigonna“, del “non può essere stupro perchè aveva i jeans“, della violenza domestica.
La donna oggetto. La donna sottomessa.
Lo spezzarsi di queste catene mette a rischio il ruolo del maschio intento a contemplare le misure del suo pene che esprimono la propria potenza e la propria identità virile. Così follia su follia.
Nel codice penale fascista lo stupro era un reato non contro la persona (la donna forse lo era?) era un delitto contro la morale. Già i fascisti. Quelli che stuprarono Franca Rame per mera vendetta politica.
Oggi nelle zone di guerra lo stupro è solo un mezzo di terrore, un’altra declinazione della follia della violenza e dell’orrore della tortura.
Qualche mese fa leggevo Cecità di Saramago è la pagine sugli stupri sono stati veri calci in faccia, ho fatto fatica a continuare la lettura. Ora si riapre l’abisso.

Commentando un bel post che focalizza sulle tante tragiche storie di donne di questi giorni ho voluto, da maschio, fare mie le tesi del femminismo radicale:

Donne vittime, donne sacrificate, donne che, nonostante tutto ritornano a volare.
Una donna che riesce a trattenere la rabbia è scrivere righe sobrie e contenute ma che esprimono lucidamente la rabbia per un mondo comandato da informi esseri il cui unico scopo è riaffermare violentemente (anche a parole) la propria virile primizia per colmare l’angoscia e la frustrazione di avere il pene piccolo.

Il mondo fa schifo. Il mondo è uomo. “It’s A Man’s, Man’s, Man’s World”. La guerra è maschile. La criminalità è maschile. Lo stupro è maschile. La pedofilia è maschile.
La dittatura è maschile. Il genocidio è maschile. La religione è maschile.

Forse aveva ragione Valerie Solanas:

«il genere maschile è un incidente biologico: il gene Y maschile non è che un gene X femminile incompleto, ovvero ha una serie incompleta di cromosomi. In altre parole, il maschio è una femmina incompleta, un aborto che cammina, abortito allo stato genetico».

Chiudo ricordando parole di una canzone degli Assalti frontali:

“dolce compagna
come ogni donna
cresciuta imparando in fretta
a stare sempre attenta
amo pensarti camminare al buio
sola a testa alta
per le vie di Roma
ma non sarà così
lo sai
sarà la stessa storia
in giro per l’Italia
un altro stupro a sera
e sarà tua la colpa pure
vero
non dovevi uscire sola
per la strada
senza una pistola in tasca
da ficcargli in gola
avrà rispetto almeno
sarà un esempio almeno
Conflitto.

Non è stata scritta ieri ma nel 1996.

Le immagini sono tratte dal singolo Little baby nothing dei Manic street preachers, guardatele bene.

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  1. 27 gennaio 2009 alle 00:21

    La pistola è dentro di noi….Mi vergogno di essere uomo!E chiedo scusa a tutte le donne…

  2. 27 gennaio 2009 alle 02:01

    Sì, la questione assume troppo tempo sulla prima pagina dei giornali di tutto il mondo. Penso che nel corso del tempo ci sono stati a conoscenza del problema, è stato il momento che tutto è stato chiaro, per la famiglia, la società, i legislatori, giudici, politici, chiesa, ecc. Non si può violare nessuno, ma andare nudo per la strada. Sesso sempre essere consensuale. Non violati. E ‘così difficile da capire. Si ritiene che l’unico uomo con il pene? Si tratta di un membro del suo organo tutti? Domina il corpo, la tua anima, il tuo cervello? Ignora tutto …. Per favore. E ‘giunto il momento che non si deve parlare più, perché ciò non accada. Ottimo post, molto difficile, ma molto reale. Un abbraccio

  3. 27 gennaio 2009 alle 11:31

    La tua testa è altrove, pensi che cosa mangerai a cena o se ti sei ricordata di chiudere la luce della cameretta prima di uscire di casa.E sono attimi lunghissimi e l’odore di quei momenti ti resta nelle narici e non potrai dimenticartene per anni, forse per sempre.Poi d’un tratto un esitazione, l’odore del vino che si discosta da te e l’unica cosa che ricordi è di correre e non sai se ridi perchè sei libera o se è uno sfogo isterico e non sai se piangi per disprezzo di te stessa, ma c’è la pioggia che tanto ti copre e nessuno noterà altro se non la tua folle corsa.A casa… bussi. Sei a casa, bussi ancora alla porta. Aprite! E ridi, sono a casa … a casa.Hai fatto tardi, non era questa l’ora pattuita.Uno schiaffo e sei a terra e tutto gira e sei sbagliata e allora tutto ciò nella tua testa silenziosamente si materializza come “è stata colpa tua, perchè non rispetti gli altri”.E testa china ti spogli, metti tutti i vestiti in un sacco e lo chiudi fermo, anche se c’è quella maglia che ti piace tanto.Resti minuti a guardarti allo specchio che ti vede sono mezzo busto, i tuoi capelli scomposti neri e dritti sulle spalle, l’assenza di seno, le braccia sottili. E non capisci e i tuoi occhi ti entrano negli occhi.Sotto la doccia, ma non va via. Spugna, sapone ancora sapone, sapone.Poi capisci che è dentro e che non va via.Getti la busta nella pattumiera, ci sono anche le scarpe. Quelle scarpe che hai guardato per tutti quegli interminabili minuti perchè non sapevi dove guardare, perchè non avevi mai visto neanche baciare.Letto, sonno, sei stremata. Il sole del mattino, la scuola e tutto è come sempre, un pò più gravoso dentro di te.Sbagliata, sporca, come sempre.Ora che le mie emozioni sono le vostre, vi chiedo non salvatemi, non fermatemi se questo accadrà ai miei figli. Perchè il grilletto di quella pistola, non esiterei a premere.

  4. 27 gennaio 2009 alle 12:47

    Il fatto è che nella nostra società dei consumi anche la donna è diventata un oggetto da usare per vendere qualsiasi cosa e molte donne usano la loro avvenenza come merce di scambio.Questo certo non giustifica quegli uomini che dimenticano di non essere bestie e come tali si comportano.Che c’entra la bellezza, qualsiasi cosa capiti loro a tiro non fa differenza.Credo che negli uomini una parte del cervello contenga ancora le istruzioni per vivere in un ambiente preistorico dove la violenza era l’unico modo per ottenere quel che volevano e a certi ominidi a noi contemporanei manca la clava ma non la stessa brutalità.

  5. 27 gennaio 2009 alle 12:55

    Per Ashasysley,non commento il tuo sconvolgente racconto,qualsiasi cosa direi sarebbe troppo o troppo poco,sei riuscita a farmi capire come ci si sente e ho perfino sentito per un attimo il puzzo del vino.Io non ti fermerei.

  6. 27 gennaio 2009 alle 16:11

    Purtroppo quando si viene a conoscenza di questi fatti questi vengono commentati da molti, non da pochi, con le solite parole imbecilli “te la sei cercata…la colpa è pure tua…guardati come vai girando” etc. Molto egoisticamente penso alle mie due nipoti, figlie di mio figlio, e tremo, perchè dovesse accadere loro una efferatezza del genere io ucciderei.

  7. 27 gennaio 2009 alle 16:40

    Un grazie di cuore a te ed un consiglio a tutte le donne: se non volete girare armate fate un corso di autodifesa…Più delle tecniche che potrete acquisire contano l’allenamento mentale ad un possibile pericolo e la consapevolezza delle proprie capacità reattive.Almeno davanti al singolo violento ci si riesce a difendere.

  8. 27 gennaio 2009 alle 16:54

    Ma che fine ha fatto la tolleranza zero di Alemanno al tempo delle elezioni comunali??< HREF="http://cristianbelcastro.blogspot.com" REL="nofollow">http://cristianbelcastro.blogspot.com<>

  9. 27 gennaio 2009 alle 17:30

    Bel post, concordo su quasi tutto. Concordo sul fatto che lo stupro non ha nulla a che vedere col sesso, concordo sul fatto che chi fa o appoggia più o meno visibilmente determinate pratiche sia una bestia indegna, concordo sul fatto che le donne meritano rispetto. Non concordo sulle questioni femministe. Non mi vergogno di essere un uomo perchè essere un uomo non significa essere una bestia, un criminale, un assassino, uno stupratore, un dittatore, un pedofilo, un aborto che cammina. Sono orgoglioso di essere un uomo, un uomo che rispetta le donne sempre e comunque, che ama le donne così come ama i suoi simili qualunque essi siano e che non considera le donne esseri inferiori. In questo purtroppo troppo spesso cade il femminismo (ah…l’odioso differenzialismo!), ossia nell’usare i medesimi metodi da cui dovrebbe prendere le distanze: i metodi dell’odioso maschilismo! Perchè le donne sono donne e non possono appoggiarsi al maschilismo delle femmine. Buona serata.

  10. 27 gennaio 2009 alle 17:32

    Lo stupro e la pedofilia sono gli atti più abietti che essere umano possa compiere, proprio perchè compiuti contro chi è più debole. Violenza fisica e psicologica che segna per sempre la vittima (e purtroppo lo so bene perchè ho molto vicino ben due persone che l’hanno subita). Non c’è perdono per chi compie atti del genere, non può esserci… Eppure nessuno paga a sufficienza per quello che ha fatto, addirittura ai processi si assiste all’ultimo scempio della vittima da parte di avvocati senza scrupoli che la fanno passare appunto per una “che se l’è cercata”.Giustizia da soli… la tentazione è forte, il giudizio divino è troppo lontano (per chi ci crede) e la giustizia terrena affoga nel troppo garantismo.La classe politica (TUTTA) è complice di questo schifo, la sinistra che, soprattutto a Roma (purtroppo ci vivo) ha “accolto” feccia da tutta Europa e la destra che ha fatto della sicurezza solo la solita falsa promessa elettorale.E se qualcuno si muove, ovviamente viene bollato dai soliti benpensanti e finti buonisti come “giustiziere”. Nessuno tocchi Caino? E chi lo vuole toccare, a me farebbe schifo. Per questo sono state inventate le armi da fuoco…

  11. 27 gennaio 2009 alle 18:35

    Grazie Ashasysley.Grazie per aver voluto condividere il tuo dolore su questo spazio.Grazie del tuo racconto

  12. 27 gennaio 2009 alle 18:37

    Per chiarezza voglio aggiungere che questo post non è un inno alla giustizia fai da te, non è questo il senso.Devo proprio specificarlo?

  13. 27 gennaio 2009 alle 19:12

    Condivido. Ma non dovranno più preoccuparsi le donne: per ciascuna di loro ci sarà un soldato a custodirla. (Chissà poi perché un soldato e non una soldatessa?).

  14. 29 gennaio 2009 alle 10:36

    Dall’epoca neolitica, da quando l’umanità ha inventato la ‘civiltà’ agglomerandosi in villaggi e poi città, creando gli stati, le religioni, le società, le caste. Ha aggregato per separare e da allora ad oggi le donne, sempre, ‘cose’, proprietà..Non persone ma ‘nonpersone’. Le tette al silicone, il burqua.. Le soubrettine sbattute seminude in pasto ai media e la ‘brava madre e moglie devota’ sono aspetti dello stesso potere malsano e feroce che permea e condiziona ogni aspetto della nostra vita, e si trasmette di generazione in generazione. Potere che ti guarda con il suo ghigno osceno e ti dice “E’ colpa tua, te la sei cercata, devi stare zitta, muta, non devi pensare, non devi essere, sei solo ‘cosa’ e faccio di te quello che voglio”..

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