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Il tempo un grande maestro, peccato solo che uccida tutti i suoi discepoli

Dopo la lettura dell’ottimo post di Nartek (riprenditi il tuo tempo) mi ritrovo a riflettere di nuovo sul Tempo. Ne ho già scritto (Sono solo scuse, L’Italia va e (senza fretta) mi ruba la vita) ma l’argomento mi attira.
Recentemente leggevo che il tempo un grande maestro, il più grande di tutti. Peccato solo che alla fine uccida tutti i suoi discepoli. Quanta saggezza mi sono detto e mi è venuto in mente Aprile di Nanni Moretti quando un metro da sarto serve a rappresentare visivamente e impietosamente quanto poco tempo possiamo gestire nella nostra vita.

Ed è così, ogni giorno ci vegliamo e pensiamo di avere un’eternità d’avanti mentre abbiamo a disposizione un tempo finito che
possiamo anche ipotizzare concretamente.
Se dobbiamo aspettare 6 mesi li aspettiamo, è un lasso di tempo tutto sommato accettabile, giusto?
Eppure… io ho 34 anni. Diciamo che posso viverne altri 40. 6 mesi sono un ottantesimo di questo periodo. Insomma una fetta significativa di quel che rimane del mio tempo. Eppure 6 mesi è un lasso di tempo che aspettiamo senza lamentarci…

I tempi della società si dilatano, dilagano nei nostri limitatissimi campi temporali. Basta pensare ai tempi della giustizia italiana o anche della burocrazia.
Io ho un esempio che dovrebbe essermi da continuo memento:

  • Maggio 2007 faccio domanda per partecipare a un concorso pubblico;
  • Giugno 2008 partecipo la prova preselettiva (potete leggere il mio lungo racconto su quella esperienza: Le attese e le pulsazioni di un concorrente di un concorso pubblico (breve racconto in quattro episodi) );
  • Luglio 2008 partecipo alla prova scritta;
  • Gennaio 2009 attendo ancora i risultati degli scritti;
  • Aprile 2009 si attendono presuntivamente questi risultati;
  • Dicembre 2009 forse si saranno conclusi gli orali;
  • Maggio 2010 forse i vincitori prenderanno servizio.

Insomma sono passati 20 mesi e probabilmente ne passeranno 36 prima che questa situazione giunga a conclusione. Premesso che in 20 mesi anche gli elefanti portano a termine una gravidanza, so bene che 3 anni per un’istituzione sono un respiro ma per me sono un lasso importante di vita. Aspettare, aspettare, aspettare. Nel mentre vivere e forse (!) morire…Può il singolo aspettare i tempi della società? Si può, ma così facendo il tempo, come dice Nartek, gli viene scippato, ed l’unico bene che conta, l’unica bene democratico, non speculabile, non accumulabile, non spendibile a posteriori. Proprio queste caratteristiche lo rendono terribilmente facile da sprecare, lo sappiamo tutti, eppure continuiamo a farlo.

Anzi forse l’intero sistema sociale, ha ragione Nartek, è indirizzato a questo. Il tempo moderno rimane un Maestro che uccide i suoi discepoli ma ormai è un Maestro anche lui schiavizzato da un padrone senza scienza: la società del produci-consuma-crepa. Così è un Maestro che non può insegnarci più nulla, la disciplina gli è stata scippata, ci uccide e basta.

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Categorie:attualità Tag:
  1. 11 gennaio 2009 alle 10:47

    Il tempo degli altri ha sempre un valore monetizzabile, quello dei poveri cristi non vale nulla…

  2. 11 gennaio 2009 alle 11:03

    Il troppo tempo che passa per sapere qualcosa circa un concorso a cui ha partecipato. Questo è il periodo più doloroso per chi vi partecipa. Sarà per questo che non ho mai preso in considerazione i concorsi e che ho avuto la fortuna (o la sfortuna!) di lavorare nel privato?. E’ vero, il tempo è un grande maestro ma uccide i suoi discepoli.

  3. 11 gennaio 2009 alle 11:31

    Ciao dolcissimo cè un premio per te sul mio blog…vieni pure a prenderlo.Serena domenica.

  4. 11 gennaio 2009 alle 12:15

    Ho postato su questo tema proprio oggi, anche se con sfumature diverse.A me sembra di notare questo, che per ogni generazione che avanza, il tempo è sempre più spietato.Un esempio banale: mia figlia fa tutto di corsa, università, serata con gli amici, studio, mangiare in 3 minuti, dare gli esami, dipingere tele per una mostra e via così.Mentre io mi fermo più di una volta al giorno, mi fermo nel senso che mi metto io ad osservare il tempo. Guardo dalla finestra ed ogni ora del giorno è diversa dalla precedente, ogni stagione pure, e sento il tempo come ciclicità.So che mi ucciderà ugualmente, ma almeno mi auguro di averlo goduto … un po’.Ciao Progvolution, buona domenica 🙂

  5. 11 gennaio 2009 alle 14:03

    E’ vergognoso castrare il futuro di una persona. Limitarlo, soffocarlo o, nella migliore delle ipotesi, rallentarlo fortemente.

  6. 11 gennaio 2009 alle 14:47

    Ci penserà Brunetta al tuo concorso infinito. Ora ha inventato le freccette di Ebay…E per il resto, io non conosco il tempo. E’ un problema di voi mortali.Buona domenica dall’Austria.Highlander

  7. 11 gennaio 2009 alle 16:34

    Morire, dormire, sognare… eppure, io che di anni ne ho 61, che ho vissuto lentamente ogni mio minuto di vita, ho appena girato l’angolo che dalla giovinezza mi porta a qui, ora. È stato un lampo, ritrovarmi col senno di poi, a ciò che non ho sfruttato del tempo concessomi. Noi umani non capiamo il tempo, ma solo quello prefissato in ore e giorni ecc. Forse ho sognato, ma è una battaglia persa inseguire o anticipare o piangere sul proprio tempo… quando lo si perde non lo si capisce mai. E poi, non per tutti il tempo è maestro, se neanche la storia lo è. Il tempo, potrebbe essere quello che è, ora, in questo momento. I morti che sono andati a scuola del tempo e che non si sono resi conti che era venuto il tempo della propria morte, probabilmente non hanno avuto il tempo di imparare come affrontarlo, quindi, è probabile, nemmeno sono riusciti ad impararlo come metodo di vita. La colpa non è sempre, anzi mai del tempo, a meno che è un tempo da lupi. Ciao.

  8. 11 gennaio 2009 alle 17:20

    Il tempo spesso lo sprechiamo inutilmente ma spesso diventa un problema perchè lo devi riempire,abbiamo paura dei vuoti,di non sapere come farlo passare.Pensa a quanti “passatempo” ha inventato l’uomo,stare soli con se stessi ad ascoltare il tempo passare può essere spaventoso.Non è un grande maestro se lo fosse ci insegnerebbe a usarlo meglio.

  9. 11 gennaio 2009 alle 17:23

    Tu pensa che io ho fatto un concorso che nel 2003 è stato dichiarato nullo dal Tar del Lazio per un vizio di forma.Il Ministero della Giustizia ha impiegato solo – e dico solo! – 4 anni per bandirlo nuovamente!Nel frattempo mi convinco che siamo il Paese dell Banane…da oggi sto più attento alla parte terminale del mio intestino….!!!!

  10. 11 gennaio 2009 alle 17:40

    io ne ho 31. Per avere un figlio devo ricorrere alla procreazione assistita. Tempi di attesa? dai 9 mesi ai due anni. Per un tentativo che non dà la certezza di un risultato positivo. Certo l’alternativa sarebbe un centro rpivato, basterebbe sborsare 2000 euro sull’unghia. Quindi diaciamo che nel mio caso basta pagare perché il tempo non mi uccida. Triste! c’est la vie! Io intanto me lo vivo secondo per secondo, il bastardo! Buona domenica!!

  11. 11 gennaio 2009 alle 20:08

    E’ vero che il tempo è l’unico bene non ipotecabile e che scorre, democraticamente (o forse in maniera comunista?!?), uguale per tutti: il problema è come i potenti decidono di farci passare il nostro. E qui il nodo, secondo me, della questione: il punto non è la quantità di tempo la qualità di come spendiamo tale qualità. Purtroppo, fin troppo spesso, la qualità ci è imposta. Se faccio “solo” nove ore di lavoro al giorno (senza che nessuno per altro mi riconosca gli straordinari), ed esco dall’ufficio verso le 18.30 prima o poi mi rinfacceranno di non dedicare al lavoro abbastanza tempo. E’ questo il risultato più alto ed ecclatante della nostra società moderna?!?Saluti

  12. 12 gennaio 2009 alle 00:14

    In effetti la sensazione che abbiamo tutti quanti è che il tempo ci venga in qualche maniera rubato. Ma se abbiamo questa sensazione è perchè abbiamo speso tempo a riflettere, magari in quella parte di tempo che viene definito libero. Se non avessimo avuto tempo libero non sapremmo che si possono fare cose esclusivamente per la propria soddisfazione personale, oppure per una ricerca interiore, oppure per il puro e semplice gusto di non far nulla. Più che uno scippo direi che la modernità abbia fatto un regalo a tutti, dando la possibilità e il tempo per riflettere sulle cose e su noi stessi. Il fatto che non lo si faccia non vuol dire nulla: il tempo ora ci sarebbe.Dici che “i tempi della società si dilatano”, a me sembra che sia l’esatto contrario: i tempi si sono accorciati enormemente. Una volta se io e te avessimo voluto intrattenere una corrispondenza ci avremmo messo mesi, tra l’attesa di una lettera e l’altra. Oggi potremmo farlo in tempo reale (anche su questo blog) per via telematica.Credo che del tempo più che la quantità bisognerebbe ad apprezzarne la qualità. A volte l’attesa è miglore dell’evento.Un saluto.

  13. 12 gennaio 2009 alle 17:52

    x Rougeintendevo dire che i tempi della società vanno espandendosi invadendo quelli privati

  1. 16 novembre 2011 alle 21:25

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