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Travolto dagli Istanti di Borges e dal Cristo di Corona

Un viaggio per vedere la diga del Vajont.
Un salto ad Erto il paese vicino alla diga noto anche per essere la patria dell’artista Mauro Corona, artista poliedrico e personaggio incredibile.
Un boccone in trattoria e poi andiamo a vedere la bottega di Corona lì accanto.

Lui non c’è, dicono che non c’è mai. I curiosi e i turisti gli lasciano frasi scritte a pennarello sulla porta. Qualcuno gli ha lasciato una bottiglia di vino.
Fuori del negozio ci sono i suoi attrezzi di lavoro, montagne di trucioli e 3 statue.
Pezzi di pregio lasciati lì a disposizione di chiunque. Lui evidentemente non bada a questi particolari.
Sono opere incredibili in cui il legno prende vita. Tra queste opere, sul marciapiede, campeggia uno dei suoi famosi Cristi, abbozzato. Una puntina tiene fermo un foglio con una poesia:

Istanti
Jorge Luis Borges
Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igenico.
Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti: non perdere l’adesso.
Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell’acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

Non la conoscevo.
Sono travolto, la trovo stupenda e perfetta perchè si trova su quella statua.
L’artista ha congiunto la sua arte a quella altrui. Il messaggio si moltiplica con quei versi inchiodati all’idea del Cristo sofferente.
Volontà e morte, azione e passione, un inno alla vita prezioso che mi porterò caro per il resto del mio percorso.

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  1. 6 gennaio 2009 alle 00:05

    Ho dato uno sguardo anche all’altro tuo blog e mi è piaciuto, ma questo lo supera in bellezza ed efficacia.Inrealtà credo sia solo più vicino alle mie corde e poi hai citato Borges che è di sicuro uno dei miei scrittori preferiti.a prestoPiero

  2. 6 gennaio 2009 alle 00:29

    Vivere. Cosa vuol dire vivere. E perchè?Mi fermo qui!Dovrei mangiare pù gelati.Mentre ti commento questo è il verso che più risuona nella mia mente!Mangiare più gelati. Sarà questa l’essenza!La poesia è stupenda! Viviamo leggeri Prog!

  3. 6 gennaio 2009 alle 08:58

    Chi sta morendo? L’artista o il Cristo? Non saprei a chi dei due dare priorità. Per ragioni puramente estetiche, senz’altro è l’artista che più d’ogni altro ha tanti cristi in sé. Paradosso?

  4. 6 gennaio 2009 alle 09:58

    Ecco cosa mi manca: un viaggio come questo che hai descritto tu e che io ormai non potrò più fare. Poi il legno! Con le mie mani so fare quasi niente ma non capisco perchè sin da piccolo sognavo di fare il falegname e ancora adesso che sono così vecchio quando riesco a vedere qualcuno che lavora il legno davanti ai miei occhi mi fermo a guardare, ammirato. Infine le parole di Borges…che posso dire? Stamattina mi sento meglio.

  5. 6 gennaio 2009 alle 10:07

    Bell’intervento, e la poesia molto toccante. Lavorando, da ingegnere, sento che tantissime persone che mi stanno attorno forse (ma spero di sbagliarmi) un giorno parleranno come questo vecchio. Mi trasmette un’infinita tristezza sapere che ci si debba pentire di come si è vissuti, solo perchè lo imponeva il sistema delle cose. Io sono uno convinto che se le cose non piacciono, o se la vita sta troppo stretta, c’è sempre una via d’uscita, basta trovare la forza di cercarla ed imboccarla. L’unica cosa a cui non c’è rimedio è la morte.Saluti

  6. 6 gennaio 2009 alle 11:00

    Molti di noi arrivati a 82 penseremo le stesse cose,rimpianti per tutto quel che non si potuto fare,ma ci si potrebbe chiedere: ma se avesse mangiato più gelati, nuotato in più fiumi ecc.ecc. sarebbe arrivato a quell’età?Lui si sarebbe rispiarmato il declino,la tristezza di ultimi anni vissuti con il pensiero della morte imminenente,noi avremmo perso molte belle poesie.

  7. 6 gennaio 2009 alle 11:47

    Davvero toccante quel foglietto con la poesia di Borges sulla statua del Cristo crocefisso.Li ho sempre chiamate “occasioni perdute”, quegli Istanti …Ciao, mi fa piacere che tu sia ritornato 🙂 i tuoi post sono sempre molto importanti.Lara

  8. 6 gennaio 2009 alle 11:47

    hai due blog bellisismi e interessanti^^..a prestoaugurii ancora…

  9. 6 gennaio 2009 alle 14:35

    io qualche anno fa l’ho conosciuto ad Erto. per una situazione particolare e dolorosa. ho pianto, abbracciandomi mi ha detto “piangi, se piangiamo sognifica che siamo ancora vivi…”. ho visto nei suoi occhi una persona sincera, schietta, come piacciono a me. ho visto i quaderni dove scrive i suoi libri, parole scritte picclissime, di un mm, fitte fitte..ho visto le sue sculture in legno, stupende. è una gran persona, apprezzo e stimo la sua coerenza così forte, chiara e senza paura. ha il coraggio di essere sé stesso sino in fondo. magari un giorno scriverò un post su questa esperienza. grazie per il tuo post che mi ha fatto ricordare quel giorno pieno di emozione.Sara

  10. 6 gennaio 2009 alle 17:38

    x Pierosussurri è chiaramente la creatura che mi richiede più passione!Ti ringrazio e spero di risentirtix Sabae allora gelati a go go!x Riverinfloodle interpretazioni sono aperte, ognuno secondo la sua sensibilità. Quello che dici non è per nulla un paradosso secondo me…x Monticianosi può viaggiare anche con la mente, con la lettura e tu lo fai egregiamentex Andreahai ragione, l’importante è prendere atto della realtà prima che sia troppo tardix Stefaniabisogna seguire i consigli dei poeti…x Vanegrazie mille, a prestox Saragrazie per aver condiviso la tua esperienza riesco a percepire pienamente l’emozione< HREF="http://progvolution.blogspot.com/" REL="nofollow">Sussurri obliqui<>

  11. 6 gennaio 2009 alle 21:39

    Troppo spesso viaggiamo appesantiti da.. carichi superflui, e sono proprio quelli che ci fanno mancare le occasioni, se non addirittura lasciarci fermi al palo. E forse occorre una vita intera per apprendere quello che ci è realmente necessario e poter essere leggeri..Ho ricambiato la tua visita con piacere, a presto,Animalia

  12. 6 gennaio 2009 alle 21:42

    Molto bello il tuo blog con post molto toccanti. Beh non avevo mai letto questa stupenda poesia … ah le occasioni perse, tante, troppe! Ciao Marco

  13. 6 gennaio 2009 alle 21:42

    Molto bello il tuo blog con post molto toccanti. Beh non avevo mai letto questa stupenda poesia … ah le occasioni perse, tante, troppe! Ciao Marco

  14. 6 gennaio 2009 alle 21:43

    Molto bello il tuo blog con post molto toccanti. Beh non avevo mai letto questa stupenda poesia … ah le occasioni perse, tante, troppe! Ciao Marco

  15. 6 gennaio 2009 alle 23:45

    Grazie per il commento al mio blog…ti ho aggiunto anche io ai blog “frequentati”.piero

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