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Alcool e guida – dei delitti, delle pene e della tolleranza: da 0 a 100 in pochi secondi

244 anni. Tanti ne sono passati dalla pubblicazione di “Dei delitti e delle pene” e ancora non sono bastati per a far metabolizzare ai gestori della res publica italiana il metodo per far rispettare l’ordine e le regole alla comunità.

L’ennesimo caso si ripropone per la discussione su alcool e guida: “riduzione del tasso alcolemico massimo da 0,5 a 0,2 g/l”, “chi guida non deve toccare alcol”, “tolleranza zero”, “inasprimento delle pene”.
Sembra sempre la soluzione più semplice: restringere le regole e promettere punizioni esemplari.

Ma il punto è “l’automobilista italiano ha una possibilità ogni 74 anni di essere fermato per un controllo” e questo fa cadere il palco! Come insegnava Beccaria, oltre due secoli fa, è la certezza della pena (e non la sua gravità) l’unico deterrente efficace a prevenire la rottura delle norme di convivenza civile.
E, ancora, come nasce questo interesse improvviso interesse della politica alla sicurezza stradale connesso al consumo di bevande alcoliche? Ovviamente è contingente, a seguito di recenti incidenti mortali che hanno coinvolti guidatori non sobri. Rieccola che si affaccia: EMERGENZA! La costante delle scelte politiche italiane. Correre ai ripari, in fretta, con una risposta forte… ma che è forte solo nelle parole, nelle promesse, nella minaccia di misure draconiane e inflessibili. Un po’ funziona, è l’”effetto annuncio”, poi va a scemare nella memoria del italiano medio. Il ricordo dell’esistenza di norme defluisce proprio perché “la certezza della pena”, quindi la possibilità di essere presi, è quasi nulla.
Migliaia di regole e nessuno che le fa rispettare.
Il cittadino si adatta al volo e, sparito il ricordo della minaccia sventolata al TG1 dal ministro di turno, torna a fregarsene.

Nel merito della proposta, si può essere d’accordo, chi guida non dovrebbe bere nulla, ma non merita discuterne.
Non saranno i proclami, gli appelli, le pene irrigidite e i limiti abbassati a contrastare il fenomeno.
L’unica soluzione seria sarebbe centuplicare le pattuglie sulle strade. Fare controlli a tappeto. Lo Stato dovrebbe dare l’impressione di controllare il fenomeno e di far rispettare il limite, qualunque esso sia 0,1 o 10. Ma, siccome questa è una soluzione seria, è una scelta che ha un costo in termini di risorse economico e umane e quindi, per la politica miope, è inattuabile per le solite ragioni di bilancio.

Meno costoso e più immediato è promettere, nell’ilarità generale, tolleranza zero nello Stivale della tolleranza totale. Nei proclami la tolleranza scende immediatamente da 100 a 0.
Nella realtà, come si dice nelle recensioni delle macchine, da 0 a 100 in pochi secondi.
[fotomontaggio: progvolution]

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  1. 17 dicembre 2008 alle 20:47

    L’unica certezza della pena è la nostra di cittadini che non vedono,dopo i proclami,arrivare mai niente di concreto:parole,parole,parole…….

  2. 18 dicembre 2008 alle 00:26

    Io la vedo in un altro modo: non puo’ essere solo una questione di controllo delle regole, ma e’ principalmente una questione di cultura. Impariamo sin da piccoli a non definirci furbi, se aggiriamo la legge o siamo disonesti. Impariamo sin da piccoli il rispetto delle minime regole del convivere sociale. Si puo’ fare, non e’ utopia. Le scuole e le famiglie devono dare una mano…Sono stanco del grande fratello, chiunque esso sia, che ti debba controllare e punire se sgarri…TMH

  3. 18 dicembre 2008 alle 08:35

    i controlli non ci sono …. come ho gia’ detto in tanti blog, suonando in giro spesso torno a casa notte fonda e non ho MAI incontrato una pattuglia… MAI….quindi per tanto che se ne dica i controlli NON ci sono … concordo anche sul fatto che NON abbiamo una cultura adeguata, NON abbiamo rispetto per noi stessi ma soprattutto per il prossimo, NON abbiamo l’umiltà che ci assale…..

  4. 18 dicembre 2008 alle 10:32

    Concordo. Aggiungo anche che l’etilometro non è sicuro. Ci sono soggetti che bevendo la stessa quantità di vino per es sforano il limite consentito dal quell’apparecchio ed altri che per corporatura o altro invece no.Credo si dovrebbe in primis avere un mezzo più serio per misurare il grado di tasso di alcol nel sangue, credo che si dovrebbe vietare soprattutto il bere nelle discoteche. Credo che un bicchiere di vino a cena in un ristorante non sia il demonio. Uno di grappa forse invece cambia le cose.Ritengo inoltre sacrosanto il tuo discorso sulla scarsa possibilità di essere pizzicati. Ogni incidente causato dalla guida in stato di ebbrezza denota spesso tassi alcolici nel sangue così elevati che non era necessario l’apparecchio per evidenziarli ma semplicemente uno sguardo normale di ogni essere umano sobrio e lucido.Sono anche d’accordo con Sabatino. Il cambio di mentalità è determinante.

  5. 25 dicembre 2008 alle 09:21

    Come già detto nel mio posthttp://francescoferrari.splinder.com/post/19340214/Tolleranza+zero+per+chi+guida+credo che siano solo provvedimenti di facciata e quindi concordo con te. I controlli sono pochi ma ci sono (almeno nella provincia di Verona). Il problema è che spesso ci casca dentro la persona normale che torna da una cena ed ha un tasso alcolico appena superiore a quello ammesso dalla legge (è capitato ad una mia amica)e non i veri ubriachi. Dopodiché inizia un’odissea fatta di analisi, visite psicologiche ecc.(con tutte le relative spese) da ripetersi ad un anno di distanza. In futuro, se ti capiterà di avere un incidente stradale con tasso alcolemico di 0,3, sarai additato come “ubriaco” su tutti i media. E la tua assicurazione eserciterà il diritto di rivalsa su di te. Troppe lobbies sono coinvolte ed i nostri politici riescono solo a fare annunci a sensazione.CiaoPS: ti avevo linkato proprio ieri nattina sul mio blog.

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