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Brunetta: "Donne in pensione a 65 anni!": la coerenza del soldatino verticalmente svantaggiato

Raramente si è vista tanta solerzia in un ministro italiano nel voler conformarsi alle istanze europee. Riguardo alla sua proposta di alzare l’età pensionabile delle donne a 65 anni Brunetta ha dichiarato: “ce lo impone la Corte di giustizia europea, che ha condannato l’Italia a rimuovere una discriminazione uomo-donna”.

Io mi chiedo se sarà così solerte nel farsi promotore dell’applicazione della sentenza della Corte Europea che assegna le frequenze di rete 4 a Europa 7? O forse non tutti i richiami europei hanno lo stesso peso?
Certo per un Ministro che nasconde le proprie decisioni dietro un ipse dixit ci si aspetterebbe coerenza verso tutte le forme di etero-direzione.

Ovviamente quel che non dice il Ministro neo-femminista verticalmente svantaggiato è che la discriminazione si potrebbe eliminare diminuendo l’età pensionabile degli uomini, quindi certo non si può dire che l’altra via “ce la impone” l’Europa.
La pochezza del ragionamento infastidisce sopratutto per l’ipocrisia palese dello stesso. L’obiettivo dichiarato della proposta è quella di far cassa sulle persone. Dietro i grandi ideali di egualitarismo si nasconde il solito mito della destra pseudo liberista italiana: la produttività, il profitto, il taglio del welfare. Che sotto, sotto Brunetta non pensi che il pensionamento anticipato delle donne sia una forma mascherata di fannulloneria?
Si vuole ritardare il pensionamento femminile (e il pagamento delle relative pensioni) adducendo motivi ideali e tutto ciò in un paese dove la condizione lavorativa femminile ha gravissimi ritardi (sui quali più volte l’Europa ha richiamato l’Italia, basti pensare al livello di occupazione femminile) che sono ormai strutturali e sui quali la classe politica ha una indifferenza radicata (è un caso che all’80% sia formata da uomini?). Perché l’uomo Brunetta non ha il coraggio di dire che le donne devono lavorare fino a 65 anni per motivi di bilancio e di equilibrio del sistema previdenziale?

Ovviamente si oblia completamente il fatto che il lavoro femminile è più usurante in quanto presenta il doppio carico: il lavoro strictu sensu e il lavoro della cura della famiglia e dei figli.
Quando, per coerenza, il Ministro si adopererà per introdurre qualche forma di egualitarismo nel campo dei carichi di lavoro all’interno della famiglia?

Insomma le donne ostacolate nella carriera, stressate nelle difficoltà di conciliare vita familiare e lavoro, discriminate nelle gravidanze, falcidiate da servizi carenti (sopratutto per i bimbi piccoli, in primis gli asili nido), occupate a badare ai figli fino al compimento dei loro 30/35 anni alla fine ottengono (grazie a un grande uomo) una grande conquista di parità: prolungare questo idillio ancora per qualche anno.
Pari opportunità? Non penso, piuttosto, vista la proposta, è opportuno parlare di parità?
NO!
[fotomontaggio: progvolution]

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Categorie:politica Tag:
  1. 15 dicembre 2008 alle 22:18

    Non credo che sia tutta farina del suo sacco e comunque il signor Brunetta “socialista” è un effimero esempio di aria fritta. Ad una proposta del genere ci dovevamo mobilitare tutti, specie sul fatto dell’abbattimento dell’età pensionabile per gli uomini, a maggior ragione abbattere quella al femminile. Ma, per giove, dov’è più la coscienza per questa cose? L’ultima volta che si parlò delle 35 ore e di un miglioramento del tempo di vita, fu “mille anni fa”.

  2. 15 dicembre 2008 alle 23:21

    non vorrei dire un eresia , e non ho avuto modo di controllare, per cui potrei sbagliare. Ma la raccomnadazione europea è quella di equiparare l’età pensionabile degli uomini con quella delle donne….non dice che quella delle donne deve essere innalzata a quella degli uomini.Ripeto non ho controllato…lo farò appena possibile.Ciaooo

  3. 16 dicembre 2008 alle 13:41

    E’ interessante che non si sia pronunciato ancora nessuno o pochissimi sull’argomento… per esempio il ministro delle pari opportunita’ …In quanto alla tua riflessione si coglie dall’europa quello che fa comodo, l’iva di sky…

  4. 16 dicembre 2008 alle 22:24

    il soldatino verticalmente svantaggiato…. eheehehehhe bellina questa 🙂

  5. 16 dicembre 2008 alle 22:42

    Curioso, da un lato le donne fino a 65 anni dall’altro invece Brunetta propone a dipendenti statali (ma non gli insegnanti) di andare in pensione dopo 35 anni di contributi e con lo stipendio quasi interamente versato per cinque anni ancora….Da un lato vuole le donne fino a 65 anni e dall’altro realizza fannulloni in pensione….

  6. 20 dicembre 2008 alle 15:34

    Su una sola csa ti do ragione: sul fatto che più che innalzare l’età pensionabile delle donne bisognerebbe abbassare quella degli uomini.Per il resto si tratta delle solite paraculate femministe e parafemministe del cavolo sulle “povere” donne stressate, ostacolate, depresse, oppresse, compresse e soppresse.Si è vero, forse le donne sono troppo stressate nella ricerca del pollo da spennare, anche su questo potresti avere ragione.

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