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Trenitalia: Freccia rossa (poche) e Lumache grigie (tante)

Vi ricordate il Pendolino?

Dopo un deragliamento, non esiste più. La gente associava il nome a un disastro ferroviario quindi, con un furbo marketing di parole, è arrivato l’Eurostar, la stella d’Europa. Treno da vere star visto i prezzi.

Oggi facciamo un ulteriore passo avanti, arriva la Freccia rossa (super manager influenzati dalle letture giovanili del classico di Robert Louis Stevenson o di Mussolini?).
Sei una freccia” si dicono i sedicenni per dirsi che sei veloce.
Ok, quindi il C.d.a. di Trenitalia mi sta dicendo che il treno Alta velocità è… veloce: è proprio vero, studiare nelle scuole alte serve!

Non solo, Rosso si suggerisce, rosso Ferrari per via dei suoi mirabolanti 300km/h: quale ricercata evocatività!
Nel gaudio dei vip (?) ieri è stato varato il viaggio inaugurale, Gianni letta (mandato in rappresentanza del Premier Berlusconi) ci dice che la FR “è simbolo di un’Italia che vuole ripartire” per andare dove non si sa, sappiamo solo che vogliamo andarci veloci, senza tappe, distruggendo l’ambiente, spendendo tanto e non facendo salire i pezzenti.
Vista così hanno proprio ragione, un vero simbolo italiano.

La flotta di Trenitalia quindi si comporrà del lussuoso vanto rosso e della rimanente flotta: le Lumache grigie: il 90% dei treni, vecchi, sporchi, lenti, in ritardo, infestati di parassiti. Io intendo le zecche, Trenitalia intende i passeggeri. Quei passeggeri morti di fame che si ostinano a non utilizzare Eurostar e Intercity, quegli straccioni che si ostinano ad andare a lavorare ogni mattina in treno perché, maledetti pulciosi, viaggiare in macchina è troppo costoso.

L’amministratore delegato delle Lumache Grigie, Mauro Moretti, dopo le proteste di alcuni pendolari (incontentabili e disfattisti) replica che il trasporto pendolari “è un servizio universale e le regioni debbono investire per acquistare i nuovi treni” insomma, niente di nuovo sotto il sole: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.

Riassumendo, la Freccia rossa va a colpire il deretano di tanti, per far arrivare velocemente a destinazione quei pochi che contano: politici e imprenditori.
Questa è l’Italia che va, veloce va verso gli utili di pochi ed evitando le fermate intermedie degli interessi di tutti gli altri.
Un vero simbolo dell’Italia 2008.
[fotomontaggio progvolution]

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  1. 14 dicembre 2008 alle 14:00

    Per colpa dei lavori l’altro giorno a Bologna ho perso una coincidenza e sn stato fermo alal stazione per due ora abbondanti… lasciamo stare questo argomento va. Sono proprio curioso di vedere i prezzi dei biglietti per queste “frecce rosse”…

  2. 14 dicembre 2008 alle 15:29

    l’ideale per un italiano sarebbe quello di non doversi mai muovere di casa…

  3. 14 dicembre 2008 alle 15:35

    Guarda che che la freccia è “rossa” perchè sotto sotto sono comunisti,ma per non farlo sapere a nessuno hanno fatto un treno per ricchi.

  4. 14 dicembre 2008 alle 17:48

    x akulprezzi popolari!x XPXragazzo intuitivox silviobisogna barricarsi o spennarsis stefaniaacuta!

  5. 14 dicembre 2008 alle 20:02

    Probabilmente saranno prezzi proibitivi. Proprio come dici tu.Figurarsi se si preoccupavano dei pendolari.

  6. 14 dicembre 2008 alle 22:27

    Analisi esemplare. Prendero’ il primo treno per Milano per fare il mio Milano Roma e rientrare a Trieste col primo volo da Roma. Quanto ci mettero’? Quanto mi costera?Correre, correre, correre.Dobbiamo arrivare prima per poter pensare a cosa fare nel tempo risparmiatoIntanto loro si sono costruiti il giocattolo. Si aprono le scommesse per vedere in quanto tempo va tutto a monte…Ehi prog, nel frattempo io sono connesso a 56K… santa patata che lentezza, non si puo’ fare piu’ nulla a questa velocita?

  7. 15 dicembre 2008 alle 16:26

    hihihihihi1) l’eurostar non si chiama più Pendolino non per colpa dell’incidente di Pacenza, ma perchè l’assonanza con la parola “PENDolare” poteva far capire che sempre di FS si tratta (seppur Trenitalia), ahahahahahahah2) ma le frecce “rosse” in questo periodo in cui i “rossi” vengono ghettizzati e messi in regime di Apartheid… non sono un po’ macabre come nome?Buona giornata a tutti

  8. 15 dicembre 2008 alle 18:56

    Vabbè se ci mettiamo a parlare dello stato delle ferrovie… è come sparare su un morto…

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