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No del Vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità: "Brucia, fratello omosessuale, brucia e pentiti!"

Depenalizzazione dell’omosessualità No del Vaticano alla proposta Onu

Ritengo che la democrazia consista nel rispetto delle differenze. La mai sopita voglia di cancellare il diverso, lo straniero, il deviato è un fremito ancora diffuso, con un’intensità inversamente proporzionale al tasso di democrazia.
La Chiesa cattolica come istituzione di potere, istituzione secolare, non si è mai sottratta a questa tendenza. La storia della Chiesa indica uno stridente e inspiegabile contrasto tra i suoi principi fondanti e il suo agire temporale.
Da una parte ecumenismo, tolleranza, fratellanza e perdono.

Dall’altra intolleranza, chiusura e violenza. Con che mezzi? Un tempo la crociata, l’inquisizione, la scomunica, oggi tramite la politica attiva, le lobby di pressione, l’influenza sulla legislazione, sugli stati, sugli enti umanitari.

Nonostante i goffi tentativi di insabbiare la storia recente appare difficilmente contestabile che la Chiesa sia (stata?) violentemente antisemita, omofobica, sessista. Una violenza indiretta ovviamente. Ma sempre violenza e per di più ipocrita.
Un costante atteggiamento reazionario, tipico di chi, nonostante i principi, si affida a mal interpretati dogmi millenari.

La storia vaticana è un continuo occhieggiamento a dittatori sanguinari che hanno messo in atti genocidi dei diversi: ebrei, comunisti, omosessuali e quant’altro.
Hitler, Mussolini, Franco, Pinochet. Simpatia, tolleranza, compromissione, tregua, inviti, lettere. Prelati che facevano il saluto romano. Nazisti che espatriano in Sudamerica con passaporti vaticani. Tutte cose, ovviamente, che vengono sdegnatamente negate nonostante l’evidenza storica. Tutti indizi di una natura profondamente autoritaria che nulla a che vedere con il messaggio evangelico.

Nel più benevole dei giudizi la Chiesa è in preda a una realpolitik senza morale ma solo portata ad aumentare il proprio potere e influenza non disdegnando alleati scomodi che eliminano i “nemici” del momento. Insomma, una cinica istituzione di potere senza morale.
La storia è scritta.

Oggi per indignarmi e schifarmi della Chiesa cattolica non ho certo bisogno di pensare al genocidio commesso dai conquistadores sotto il vessillo della croce.
Basta la cronaca per rimanere basiti e ritrovarsi, per auto difesa, ferventi anti-clericali.
L’ostilità della Chiesa verso la moratoria contro le violenza sulle persona omosessuali è INCREDIBILE.
Non ci si crede veramente. Un avvallo alla violenza, alla discriminazione, all’omicidio.
Mai il volto senza pietà e senza amore di questa Istituzione si era espresso con tanta esplicita crudezza.

Per difendere la purezza dei loro discutibili dettami morali sono disposti a sacrificare qualunque valore, compresa la vita umana che tanto vanno sbandierando di difendere.
Magari giustificheranno tutto con pennellate di sacrificio e una piccola apologia del dolore (valore sempre esaltato da quelle parti) ma il risultato rimarrà sempre quello: violenza, giustificata, stimolata, sopportata.

Chi non segue i loro precetti morali (?) è un deviato. Un ammalato, un peccatore, uno bisognoso di aiuto.
Un deviato da curare, da isolare o, al limite, da eliminare (magari prima chiudendiogli occhi).

Questa è l’essenza di un istituzione totalitaria che non concepisce di accettare altre entità al di fuori di se stessa e del suo sistema di valori. Non si può convivere con loro: io ateo non posso divorziare perché contrario ai Loro principi, io omosessuale devo nascondermi perché contrario alla Loro visione del mondo.
La Chiesa non vuole essere molteplice, non vuole accogliere tutti i fratelli. Vuole fare una cernita precisa. Vuole, ad ogni costo, imporre un modello sociale, sessuale, familiare e culturale che esiste solo nei suoi sogni distaccati dalla realtà. Sogni che vanno a configurarsi come incubi nazisti di uomini tutti uguali, puri e senza devianza. Il disegno finale è il delirio degli Stati uniti cattolici e concentrazionari in cui tutti saremo obbligati a sposarci e figliare a loro comando.

Ama il tuo nemico, porgi l’altra guancia”: appaiono provocazioni se riferite alle alte gerarchie del Vaticano.
Inutile ascoltare le parole dai pulpiti. Sono proclami vuoti. L’agire è tutt’altro.
Si proclama amore e si sparge odio. Ci si appella alla fratellanza e si semina odio.
In più questa istituzione cinica e immorale viene sovvenzionata in tutti i modi con i soldi pubblici degli italiani.
Per me: basta, grazie.
Voi volete continuare a sostenere un Istituzione che strepita:
“Brucia, fratello omosessuale, brucia e pentiti!”?

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  1. 2 dicembre 2008 alle 20:39

    Guarda che gli editti del vaticano provocano tanti schiamazzi solo in Italia nel resto del mondo,diciamocosì,non viene minimamente recepito.Non sono certo comportamenti nuovi da parte di questa istituzione ma come per tante altre cose neanche i cattolici che si dicono praticanti seguono le direttive del vaticano pensa l’ONU.

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