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La società degli applausi

Ho avuto l’occasione e la fortuna di assistere a una conferenza di Sergio Lepri uno dei maestri del giornalismo italiano. 30 anni direttore dell’Ansa, il giornalismo vissuto come passione civile con un entusiasmo non certo scalfito dai suoi attuali 87 anni.Non ho grande considerazione per la categoria ma la storia di Lepri dimostra come, nonostante l’Italia e gli italiani, si possa fare informazione imparziale (non obiettiva, sia chiaro!) e, incredibile!, fare il giornalista seguendo un’etica.

Lepri mi ha sicuramente trovato d’accordo quando ha affermato che la televisione italiana è una cattiva maestra.
Ma ciò che è più grave e su cui non tutti riflettono e che ha mutato profondamente la nostra vita e, purtroppo, la nostra emotività.
Al riguardi Lepri ha fatto un esempio che mi ha molto colpito: in anni recenti si è recato a un funerale di una persona pubblica. All’uscita della bara la gente a cominciato a applaudire.
Applaudire? Ma scherziamo? Quale significato ha? Lepri rimase sbigottito, non capiva, un tempo il funerale era seguito con un coro di silenzio.
La spiegazione non c’è, applaudire il defunto è insensato (solo la televisione potrebbe definirlo omaggio…). Tale cambiamento in un rito sociale millenario si giustifica perchè la realtà si è trasformata in uno spettacolo. Uno spettacolo che vediamo in tv e ogni tanto dal vivo.
LA SOCIETA’ (nell’era televisiva) E’ SPETTACOLO (come aveva intuito già nel 1967 Guy Debord). Perché l’unica realtà che conosciamo è quella che vediamo in tv e in tv tutto è spettacolo.

E dire, ricordava Lepri, che una volta in quelle occasioni bisognava sfoggiare la frase classica nel repertorio giornalistico “la bara è stata seguita in religioso silenzio“.
Ovvio, la sfilata del feretro dovrebbe essere accompagnata dal silenzio rispettoso, dalla preghiera, dal ricordo raccolto non certo dell’applauso liberatorio che esplode alla fine di una tragica fiction (all’apice della nostra emozione catodica).

Ha ragione da vendere e allora…
Applausi!

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  1. 20 ottobre 2008 alle 17:28

    Probabilmente si tratta dell’applauso per l’ultima rappresentazione da vivo del defunto, il saluto estremo, il passaggio definitivo. Si applaude per la migliore rappresentazione che il caro estinto ha prodotto in vita…!!!

  2. 20 ottobre 2008 alle 19:35

    Forse l’emozione che si prova in quel momento non trova altro modo per essere dimostrata,il silenzio non lo permette,quindi si fa l’unica cosa che fa partecipare all’evento,esattamente come in un spettacolo televisivo.

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